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Miti, Eroi e Astrologia - SCORPIONE

di Riccardo Garbarino

Scorpione
è segno
fisso, femminile, domicilio di Plutone e Marte. Nel fisico come nella natura
psichica c’è sempre qualche cosa d’irresistibilmente attraente e talvolta lo
sguardo basta per produrre questo effetto: gli occhi in momenti di eccitazione
diventano lucenti e sembrano penetrare con il loro fuoco i lati più nascosti
dell’essere altrui, il viso si trasforma e l’intera apparizione emana un fascino
misterioso, in alcuni addirittura diabolico, un beauté
du diable.
Una delle più spiccate caratteristiche dello Scorpione è
l’originalità e non di rado la stravaganza dei suoi modi di pensare e di agire
che sembrano dettati dalla necessità di nascondere qualche segreto personale:
è la ragione per cui, nonostante il fascino, spesso appare freddo mentre in
realtà nel suo intimo brucia una fiamma, divorante e tremenda, pronta a
spuntare con violenza non appena colui che la porta nel proprio petto trova la
possibilità di abbandonarsi senza ritegno ai propri istinti ed alle proprie
passioni, estremamente potenti. Allora domarli e superarli significa vincere i
demoni della propria anima come hanno fatto molti personaggi storici, Martin
Lutero (Sole in Scorpione), Gandhi e Freud (Ascendente Scorpione). Conformemente
a questa fondamentale condizione psicofisica, il problema che incessantemente si
pone è quello di decidersi fra il bene e il male, la sua forza sta nella
conoscenza di sè stesso e degli altri, capace di accumulare un enorme sapere e
mosso da volontà di potenza, il suo orgoglio gl’impedisce di sopportare
qualsiasi genere di giogo. Il tipo di energia che esprime trova corrispondenza
anatomica negli organi genitali interni, nel sistema urinario, prostata e
midollo spinale. Le corrispondenti pietre natali sono l’acqua marina ed il
diamante, pietre portafortuna il carbonchio e la cassertite, pietre preferite
tutte le rosse, pietre da evitare le perle, l’onice nero e l’ametista, metallo
il ferro forgiato a serpente, giorno il martedì, numero il nove, colore il
rosso.

Nell’antica Astrologia egiziana, caldea ed ebraica, il mito dello
Scorpione era rappresentato dal serpente, animale capace di cambiare
periodicamente pelle, considerato immortale e capace di un costante
auto-rinnovamento: la distruzione finale, la ricostruzione ed il nuovo inizio.
Il serpente è anche simbolo della saggezza della terra stessa di cui conosce la
vita segreta, il serpente è il Diavolo tentatore di Eva, è Lucifero l’Angelo
caduto, il bene e il male, la luce e la tenebra come le figure scorpioniche di
Mefistofele e di Faust tra il cielo e l’inferno, protagoste del patto
diabolico e create da Goethe che aveva Scorpione all’Ascendente. Il simbolo dello Scorpione risale all’astrologia greca, è un
animale solitario, velenoso ma non aggressivo, che reagisce per difesa. C’è
un grande senso di giustizia suprema negli individui nati sotto questo segno che
applicano con consapevolezza la legge del
taglione
perchè per loro è l’unico modo di sopravvivere, ma tuttavia
ogni Scorpione ha il coraggio di affrontare tutto ciò che è in sè stesso e di
trasformarlo allo stesso modo con cui Perseo affronta e decapita Medusa
guardandola riflessa nello specchio donatogli da Atena per non rimanere
pietrificato dal suo sguardo. Medusa viene rapita da Posidone e giacciono nel
tempio di Atena la quale, offesa da tanto oltraggio, la trasforma in un mostro
alato con una chioma di serpenti, capace di pietrificare con il suo sguardo
chiunque la guardi. Perseo è avvertito del pericolo, ma è aiutato dallo scudo
donatogli dalla déa che permette di osservare medusa senza rifletterne
l’immagine e da una falce adamantina donatogli da Hermes per decapitare
Medusa. Dal collo decapitato della Gorgone esce il cavallo alato Pegaso che ella
aveva concepito con Posidone, ma che a causa del suo odio non era capace di
darlo alla luce. Appare evidente che si può rimanere in balìa delle le paure
inconsce come nell’incrociare lo sguardo di Medusa, possono essere superate
solo attraverso la riflessione allo specchio liberando sé stesso come Pegaso.
Oppure la trasformazione può avvenire nei modi con cui Ercole affronta l’Idra
in una delle sue dodici fatiche L’Idra è una bestia serpentiforme con nove
teste cui se ne viene tagliata una ne ricrescono altre tre sino a che il mostro
non vede la luce e muore tranne una testa che è immortale e contiene il
prezioso gioiello del Sè.