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Si puo' leggere il tema natale di un bambino

di Lidia Fassio

Stralcio di un intervento dell’autrice in una discussione in una Mailing List
Astrologica

L’astrologia è uno strumento potentissimo e proprio per questo deve essere usato
in modo serio, professionale ed etico, ma questo non vuol dire che “non debba
essere usato” e che non si debbano fare letture non richieste dall’interessato:
a mio avviso dipende sempre dalla “finalità” della lettura e dal tipo di lettura
che andiamo a fare: quando una persona ci chiede una sinastria, noi astrologi,
per poterla eseguire, leggiamo anche il tema di una persona non presente e che
non ha richiesto la lettura; anzi, il più delle volte ne è totalmente ignara:

tuttavia, lo scopo non è quello di “discutere il tema” di qualcuno con
qualcun’altro, ma di far comprendere alla persona che abbiamo di fronte quali
sono le tematiche “SUE PERSONALI” che verranno attivate dall’incontro con
l’altra persona, perchè a questo noi “dovremmo” limitarci e non a fare la
lettura del tema dell’assente con la persona presente. Noi possediamo uno
strumento che è in grado di farci comprendere quasi magicamente “come possiamo
essere attivati - a livello inconscio - dall’incontro con un’altra persona” e
questo, oltre ad essere l’interessante dello strumento, è anche la parte piu’
utile in assoluto.

Tutto ciò diventa particolarmente vero quando leggiamo il Tema Natale di un
bambino: che cosa nel tema di questo bambino andrà a sfidare alcune particolari
dinamiche della vita del genitore - proprio per via dell’interazione - e quali
sono le proiezioni che il genitore potrà facilmente fare su quella creatura,
proprio per via di certe combinazioni complementari ad incastro che possono
permettere l’aggancio proiettivo.

Sostengo da sempre la tesi che noi astrologi, a maggior ragione su un Tema
Natale di un bambino, dovremmo esimerci dal dare delle cose per scontate
rispetto al carattere o a quello che accadrà, proprio perchè, a mio avviso, non
siamo in grado di leggere in questo modo lo strumento: “io personalmente non
sono in grado di leggere da un tema natale se questa persona avrà dei problemi
“gestibili” - come tutti più o meno hanno - oppure se svilupperà per qualche
strana alchimia una patologia grave e non sono neppure in grado di dire se una
persona “realizzerà le sue potenzialità” oppure se le fallirà clamorosamente
tutte diventando magari un essere dipendente o un ribelle antisociale”.

Continuo a pensare, tra l’altro, che sia una follia fare previsioni sul Tema
Natale di chiunque, a maggior ragione su un bambino.

Questo però non toglie che un astrologo bravo e cosciente possa essere molto
utile ad una coppia di genitori che, attraverso questo strumento, potrà imparare
a conoscere certe caratteristiche, o meglio, potrà arricchirsi molto conoscendo
“la materia di cui è fatto il figlio”.

Infatti, a nessuno servirà conoscere se il figlio avrà tendenze strane - che,
oltre ad essere impossibile da diagnosticare realisticamente, non farebbe che
mettere ansia e angoscia nei due poveretti, finendo per farli sconfinare in
desideri onnipotenti di cambiarlo o di redimerlo - però, sapere che il figlio è
magari un fantasioso, creativo, sensibile ed anche un po’ pavido di fronte al
mondo e alle disavventure, smonterà subito certe aspettative irrealistiche e,
nello stesso temo, sarà di aiuto nell’operazione di accettazione della diversità
della loro creatura e nel cercare di accompagnarla a sviluppare al meglio le
caratteristiche personali piuttosto che amputargliele per metterne dentro altre.

In questo - personalmente - ritengo che l’astrologia abbia molto da condividere
con la psicologia; è infatti uno strumento che ” di per se’ legge la psiche” di
una persona, ma non dice “cosa diventerà quella persona”, proprio perchè ci sono
migliaia di variabili - intendo quando si tratta di esseri umani con risposte
intelligenti e personali - a cui, per conto mio, l’astrologia non sa dare una
risposta certa e - per fortuna dell’umanità - spero non sappia darle mai…( con
questo intendo dire che spero che l’uomo sia sempre capace di smentire e di
superare qualsiasi strumento soprattutto quando questo viene usato per
ingabbiarlo e sminuirlo).

Personalmente ho visto in tanti anni di pratica che ogni persona che mi sta
davanti è sempre molto di piu’ di quello che crede di essere ed anche di più di
ciò che io possa riuscire a leggere e so che se avrà fiducia in questo, riuscirà
a fare il miracolo.

Il tema natale di un bambino dovrebbe servire proprio a questo scopo: a
suggerire ai genitori che lui è un essere sempre e comunque “speciale” - molto
piu’ grande di quanto loro non vedono; una persona che necessita di essere
accompagnata a sviluppare la sua “unicità” e, se loro crederanno in questo
evitando di cedere alla seduzione di “farlo diventare qualcosa o qualcuno”,
avranno operato il piu’ grande miracolo della loro vita e di quella del figlio.

La lettura di un tema natale ai genitori può anche servire ad alleviare i sensi
di colpa: anche in questo l’astrologo può essere un grande accompagnatore: può
far capire che il figlio è diverso non perchè loro non sono stati capaci di
educarlo ma perche’ ” è realmente diverso” e come tale ha risposte, bisogni,
modalità di pensare e di agire diversi; questo è fonte di maggior serenità
perchè libera i genitori dall’idea di “essere loro i responsabili” di come è il
figlio.

Il tema natale offre veramente la possibilità di poter capire che i figli
“nascono da noi, ma non sono noi”: è evidente, ed è sotto gli occhi di tutti;
noi dobbiamo solo tradurre in parole tutto questo.

Anche per quanto riguarda i temi degli adolescenti, ritengo che una lettura sana
sia molto importante per i genitori: il punto è sempre quello di “mantenere una
integrità etica e una visione chiara degli obiettivi che si vogliono raggiungere
con la consulenza”.

Personalmente ho discusso molte volte il tema natale di un figlio adolescente
alla madre e al padre; quello che bisogna tener presente in assoluto è che noi –
in qualità di consulenti - non dobbiamo MAI cedere alla loro volontà e ai loro
desideri….. e non importa quali siano le loro richieste, noi dobbiamo leggere
un tema in virtu’ di quanto si è detto sopra. Anche perchè questo è il nostro
lavoro, l’unico che siamo chiamati a fare se vogliamo essere dei veri “consellor
astrologici”.

Di conseguenza, anche se la madre è una impicciona non dovrà per questo trovare
soddisfazione alle sue morbose o simbiotiche curiosità; questo fa parte della
“nostra responsabilità” e della “modalità di condurre un colloquio astrologico”
; siamo noi che non dobbiamo sconfinare dal nostro ruolo; loro possono chiedere
quello che vogliono, noi non dobbiamo metterci nella loro ottica, dobbiamo fare
ciò che il nostro lavoro ci consente di fare : nel caso, possiamo
tranquillamente leggere le potenzialità e la “pasta di cui è fatto il figlio” e
mettere tutto questo in relazione con le aspettative o con i desideri di
cambiamento della madre o chi per essa, sostenendo sempre il concetto che la
natura di ogni singola persona va rispettata, operando la lettura nella
direzione - unica - di migliorare la relazione tra le persone e non di dare
suggerimenti su come manipolare o fare per ottenere il massimo dall’altro.

Moltissime volte ho visto che sottolineando alcune tematiche del tema del figlio
adolescente i genitori si tranquillizzano, riescono a comprendere meglio alcune
reazioni, alcune particolarità: se poi si riesce a scendere ancora di piu’ in
particolari aspettative che magari loro danno per scontato che il figlio
assecondi, ecco che si sarà toccato qualcosa di importante nell’obiettivo che
ognuno di noi, in qualità di consulente, deve mantenere ben fermo davanti a sè:
noi sostanzialmente siamo dei FACILITATORI e dei TRADUTTORI DI SIMBOLI e questo
non dobbiamo dimenticarlo mai.

Il problema nasce, purtroppo, dal fatto che moltissimi astrologi non sono in
grado di fare questo tipo di servizio ed allora finiscono per andare
completamente al di la’ del ruolo ed anche delle possibilità che lo strumento
può fornire; in molti casi sconfinano in un vero e proprio”delirio di
onnipotenza” che, oltre ad essere deleterio per loro stessi, è addirittura
calamitoso per i consultanti e del tutto estraneo alla “consulenza in sè”.

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