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Sfida notturna alla montagna

di Carlo Piergiovanni

Il
racconto è scritto molto bene e traspira il segno del viaggiatore:
Capricorno

E’
il segno che ama la solitudine e che ha il giusto coraggio per affrontare
anche un’autostrada con un motorino.


Gita
notturna col piccolo Liberty


Destinazione: il Borgo medievale abbandonato di Fianello, nel cuore della
Sabina
.

Roma è calda pure di
sera, ma il percorso che ho in mente è lungo e si snoda verso le colline.

Decido di partire con un
giubbotto primaverile che terrò inizialmente sbottonato soffrendo un po’ il
caldo, e nel bauletto metto i soprapantaloni leggeri antipioggia da usare se
sentirò fresco. In testa, l’integrale che mi da più sicurezza.

Alle 22,30 premo il pulsante di avviamento e dopo tre secondi lo scooter
borbotta sonnacchioso: non si aspettava una chiamata a quest’ora…

Il traffico in uscita dalla citta’ non è eccessivo ma il caldo dà noia e i
semafori fanno sudare anche di notte.

Imbocco la tangenziale dove quelli che vanno piano fanno i 90. Mi adeguo
per non essere continuamente superato e punto verso la Salaria, della quale
percorrerò il tratto che mi porterà all’innesto con l’Autosole.

Prima di entrare in
autostrada, mi chiudo il giacchetto perchè ora l’aria non è più quella della
città.

Dalla rampa che mi fa accedere in autosole inizia il buio completo. E’ una
sensazione strana viaggiare su una strada a tre corsie senza l’illuminazione
pubblica. I SUV mi superano affiancandomi nel buio, e io mi sento piccolo
piccolo e spero non invisibile!

Per fortuna il faro del
Liberty è potente e l’anabbagliante illumina un buon tratto di asfalto
compreso il ciglio della strada, il cui scorrere mi fa compagnia.
Impossibile però capire quale mezzo ho alle spalle perché si vedono solo i
fari.

Se lungo la statale ero abbastanza rilassato, in autostrada la musica
cambia. Ora debbo confrontarmi coi numerosi bisonti da 44 tonnellate che,
salita o discesa, viaggiano fissi a 100 km/h.

Inizialmente penso di superarli viaggiando a 110 nella corsia centrale, ma
le turbolenze che provocano sono forti e quando sono al loro fianco ho la
sensazione di essere invisibile. Inoltre nella corsia centrale viaggiano
velocissimi i pullman granturismo stranamente numerosi anche la notte, che
per lo spostamento d’aria che provocano mi sembrano più pericolosi dei TIR.

Decido quindi di mettermi
tra due autotreni e di viaggiare con loro a 100 fissi, che col buio sembra
pure tanto.

Lo scooter ondeggia nella
scia di vento che si chiude davanti a me. Con l’intento di cercare una zona
meno turbolenta mi porto a ridosso del “gigante” che mi precede, ma niente
da fare, il mio mezzo oscilla sempre. Allora decido di stare in mezzo,
visto che il TIR che mi segue è magnanimo e non si avvicina troppo. Di
notte, il traffico è costituito quasi esclusivamente da mezzi pesanti e da
“missili” che sfrecciano in corsia di sorpasso ben oltre i 130 alla faccia
del Tutor…

Mentre macino chilometri, penso alla mia lucina posteriore di posizione e
spero che il suo filamento non mi tradisca. Mi rendo conto solo ora che se
qualche lampadina dovesse fulminarsi non ne ho di ricambio… ma non voglio
pensarci.

Percorro l’autostrada
scrutando con attenzione la zona illuminata dal faro e canticchio per
smorzare la tensione ma non basta, mi accorgo che le mie mani serrano le
manopole. Del mio scooter l’unica cosa che vedo nel buio è il cruscotto
illuminato.

Il casello di Ponzano
Romano arriva quasi inaspettato. Dopo aver infilato la carta di credito nel
verso giusto, finalmente la sbarra si alza. Ora mi aspetta il tratto di
montagna dove incontrero’ segnali che indicano pendenze del 10%.

Una breve sosta alla luce
dei lampioni del casello è necessaria per infilare i soprapantaloni perchè
la temperatura ora è collinare e nell’ultimo tratto di autostrada ho sentito
freddo alle gambe.

Il buio è totale ma ora posso accendere l’abbagliante la cui lama
luminosa illumina in profondità, rendendo tutto piu’ distinto.

Adesso viaggio rilassato
e mi gusto i profumi che riserva la campagna di notte: un piacevolissimo
odore di erba umida, di caminetti accesi e di… salsicce alla brace!

Durante questa parte del viaggio, non incontrerò quasi nessuno fino alla
meta.

La strada presenta più di
un tornante in ripida pendenza che affronto ad una andatura sicuramente più
moderata di quanto avrei fatto di giorno perchè di notte è come se i
riferimenti fossero diversi.

Lungo il percorso
collinare, ho l’impressione di vedere nevischio: davanti a me centinaia di
insettini e farfalline illuminati dall’abbagliante, brillano e sembrano
corrermi incontro per poi svanire nel nulla appena dietro il faro. Uno
spettacolo che in auto non si nota perchè i fari sono lontani. Questa sarà
la parte più suggestiva del viaggio.

Il paese di Tarano con le
sue casine arroccate, lucine fioche e i muri di pietra appena illuminati
sembra un presepio.

Poco prima della meta,
attraverso Montebuono, famoso per un motoraduno che vi si tiene tutti gli
anni il 1° maggio.

Prima di arrivare a Fianello, un ultima imprevista sorpresa. Sul ciglio
della strada vedo una cosa che inizialmente mi sembra un sacchetto
dell’immondizia, ma quando gli sono a ridosso inizia a muoversi ondeggiando
i sui poderosi aculei: si tratta di un grosso istrice. Bellissimo, ma io
sono quasi spaventato e forse lo è anche lui…

Alle 24 sono a destinazione. Spento il motore, sono in compagnia dei grilli
nel buio totale, e posso gustarmi lo spettacolo del cielo nerissimo.
Accarezzo la sella del mio Liberty e cerco le stelle cadenti.

Ma che ne sanno di queste
cose quelli che stanno in città!

Ciao

Carlo