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Personalità difficili -Prima parte

Le personalità difficili sono chiaramente definite in ambito psichiatrico (1). Qui le esamineremo dal punto di vista astrologico. Sono prese in esame le seguenti personalità difficili: paranoica,[...]


Le personalità difficili sono chiaramente definite in ambito psichiatrico (1). Qui le esamineremo dal punto di vista astrologico. Sono prese in esame le seguenti personalità difficili: paranoica, narcisista, ansiosa, istrionica ed evitante.

Cosa s’intende per personalità difficile? Una personalità difficile ha alcuni tratti del carattere troppo pronunciati e non adeguati alle situazioni, perciò causa sofferenza per sé e per tutti coloro con cui vengono a contatto. La loro principale caratteristica, comune a tutti i tipi di personalità difficili, è la forte rigidità di carattere. E a causa dell’eccessiva rigidità, ovvero della mancanza di flessibilità, le personalità difficili sono sempre uguali a se stesse, ossia si comportano sempre allo steso modo, per cui è possibile individuarle con facilità.

Per esempio, l’eccessiva diffidenza e rigidità di un capoufficio verso i suoi collaboratori e dipendenti (non schierati apertamente per lui) sono tratti caratteristici della sua paranoia. Ecco perché non va d’accordo con nessuno e di lui ne parlano tutti male. Invece l’automobilista spericolato che ci passa davanti come un bolide, nonostante ci sia la doppia linea continua e una lunga fila di macchine, ha probabilmente una natura narcisista per cui ha un bisogno impellente di stare davanti a tutti. Il narcisista si crede, infatti, una persona eccezionale e pertanto si sente esonerato dal rispettare il codice stradale non essendo egli un comune mortale…; d’altra parte, la sua fretta spesso immotivata dimostra che lui non ha alcun rispetto degli altri, non solo automobilisti….

È utile precisare che ogni personalità difficile ha spesso anche caratteristiche di altre personalità. Per esempio, la personalità istrionica può avere anche alcuni tratti della personalità ansiosa, mentre quella paranoica ha spesso alcuni tratti della personalità depressa. Infatti, come in astrologia non esistono i segni puri, anche in psichiatria non esistono personalità difficili allo stato puro.

Anche le personalità difficili, come i segni zodiacali (2) sono state storicamente ritagliate su personaggi eccessivi, vale a dire con caratteristiche esorbitanti, il che trova conferma nel fatto che sono relativamente rare. Ma dobbiamo anche stare attenti perché noi stessi potremmo diventare una personalità difficile, dato che ognuno di noi potrebbe già essere un po’ ossessivo, un po’ ansioso, un po’ narcisista, un po’ paranoico, proprio come in astrologia siamo, per esempio, un po’ Vergine, un po’ Toro, un po’ Bilancia o un po’ Sagittario.

In realtà, in ogni essere umano possiamo trovare tutte le caratteristiche possibili e immaginabili come elementi naturali delle coppie di opposti e i problemi sorgono proprio quando uno dei due poli viene soppresso. Cosicché le personalità difficili sono quelle che hanno rimosso la flessibilità e quindi si ritrovano con una rigidità di carattere esagerata ed esasperante.

Un piccolo difetto non è la fine del mondo, anche perché, per quanto appena detto, nessuno può ritenersi perfetto. Ciò che storpia è sempre il troppo! Come ora vedremo, quando si ha nel proprio tema natale la Luna male aspettata o mal messa è molto probabile ritrovarsi con un brutto carattere , ossia appartenere ad una personalità difficile.

La Luna è importantissima in un tema natale, a volte più dello stesso Sole! Infatti, se il Sole-padre rappresenta il modo in cui ci presentiamo agli altri, in pratica la nostra parte sociale o esteriore, la Luna-madre rappresenta il modo in cui sentiamo e reagiamo agli altri e cioè il nostro mondo interiore.

La Luna simbolizza innanzi tutto la madre, vale a dire colei che ci ha partorito, ci ha allattato e ci ha cullato; è colei che ci tiene in braccio, ci accarezza, ci dà i baci e c’insegna a parlare; è la mamma-luna che ci consola, ci racconta le favole e riceve le nostre prime confidenze. E tutto ciò per tantissimi anni, nel periodo più importante della vita!

Non c’è episodio triste o piacevole, dalla nascita fino all’adolescenza e oltre, che non veda coinvolta anche la madre. È la mamma-Luna che, bene o male, determina la nostra personalità! È la mamma-Luna che fa credere al figlioletto di essere eccezionale, attivando così in lui una natura narcisista; o al contrario, trascurandolo o rimproverandolo o non proteggendolo adeguatamente dalle sfuriate del padre, ne mina fin dall’infanzia la stima in se stesso rendendolo ansioso, evitante o paranoico. L’autostima (3), piccola o grande che sia, è il fulcro di ogni personalità, perché avere stima di sé significa volersi bene, significa credere in se stessi, e non esiste una leva più potente di questa! E l’autostima dipende spesso dal particolare rapporto instaurato con la madre e/o col padre durante l’infanzia.

La madre c’insegna più o meno bene il rispetto per se stessi e per gli altri, quindi agisce in modo fondamentale sulla nostra capacità di comunicare e di rapportarci con il nostro ambiente. La Luna rappresenta la nostra sensibilità, la nostra emotività, il nostro modo di “reagire” all’ambiente che ci circonda. Sono ipersensibile e vulnerabile a causa della mia Luna in Vergine, per tale motivo mi offendo facilmente, e pertanto preferisco isolarmi per non essere ferito: ecco una personalità evitante! In questo caso alla Luna in Vergine potrebbe accompagnarsi una forte casa XII.

Sono insensibile ai problemi altrui, duro, freddo ed egoista a causa della mia Luna in Capricorno, perciò sono ostile e sospettoso: ecco una personalità paranoica! Sono volubilissima, fragile, ma anche seducente e spettacolare, cioè istrionica: la mia Luna è in Scorpione! Ma adesso non vorrei che si prendesse alla lettera questo discorso…

La Luna solleva il morale di un atleta consentendogli a volte di compiere imprese straordinarie! La Luna colora il nostro carattere, è responsabile del nostro umore, determina la nostra volubilità/stabilità, le nostre aspirazioni e i nostri desideri. La Luna è responsabile del nostro senso di appagamento o, al contrario, può causare un’avidità insaziabile!

Noi ci sentiamo sicuri o insicuri, importanti o insignificanti, scrupolosi o negligenti per tramite della nostra Luna, per il segno in cui essa si trova, per la casa che occupa e per gli aspetti che forma nel radix.

I suoi transiti, così rapidi e così mutevoli, ci rendono di umore incostante o variabile! Dobbiamo convincerci, cari amici: la Luna non provoca soltanto l’innalzamento e l’abbassamento del livello delle acque del mare nel corso della giornata, ma per effetto del suo veloce spostamento attraverso i segni zodiacali, è anche la causa degli alti e bassi del nostro umore! Siamo o non siamo fatti soprattutto di acqua? E non è forse vero che la donna-luna è spesso inafferrabile e volubile?

Dunque, nessuna meraviglia che le personalità difficili abbiano sempre una Luna mal messa sia per segno, casa e/o aspetti con gli altri pianeti. La Luna determina una sensibilità eccessiva, oppure l’insensibilità più totale, pur prevalendo nella maggioranza delle persone caratteristiche intermedie; può dar luogo a una forte gelosia e a scarsa autostima, oppure a una fiducia in se stessi abnorme; determina permalosità oppure cordialità; sicurezza o insicurezza; gioia o tristezza.

Dunque si potrebbe dire a ragione: parlami della tua Luna e ti dirò chi sei! Benedette quelle madri che riescono a trasmettere ai figli una sana autoironia, vale a dire a non prendere le cose troppo sul serio! Ovviamente, è l’insieme del tema natale che determina la personalità, ma l’influenza della Luna è, secondo me, determinante.

La personalità paranoica

Il grafico n.1 rappresenta una personalità paranoica appartenente ad un enigmatico dirigente statale, mentre il grafico n.2 è di una valente professionista.

La personalità paranoica è caratterizzata da un sentimento di fragilità personale che rende le persone che ne sono affette sospettose e suscettibili, sempre in guardia e alla ricerca di prove per confermare i loro sospetti di complotti orditi contro di loro. È pronta a rappresaglie sproporzionate anche alla minima contestazione o critica; persino il semplice disaccordo su questioni di poco conto fa catalogare collaboratori e parenti come avversari da combattere.

Le personalità paranoiche sono molto gelose delle loro prerogative, non vanno d’accordo con nessuno, costringono a pesare ogni parola per evitare di offenderle, vedono nemici dappertutto, scattano risentite al minimo errore di etichetta, hanno sempre ragione loro, ed essendo ferratissime in fatto di leggi, sono capaci di tenere testa a chiunque sul piano giuridico. E’ impossibile avere un ragionamento pacato con tali individui ed è una vera disgrazia vivere accanto a loro. Un vero paranoico studia la notte per il giorno come mettere in croce coloro che ha preso di mira e trae vigore e slancio dalla lotta agli avversari.

I paranoici sono sempre in mala fede, però loro si credono in perfetta buona fede: anzi parlano spesso di obblighi e di giustizia perché non sanno guardare in se stessi in modo obiettivo. Per tali motivi dimostrano un’attitudine innata a esasperare la gente facendo venire la voglia di coprirli d’insulti. Ovviamente, a furia di entrare in conflitto con gli altri, si sentono rifiutati quasi da tutti, e pertanto soffrono di manie di persecuzione, ma non recedono minimamente dai loro propositi e dalla loro rigidità e non si rendono conto che sono loro stessi la causa delle proprie sofferenze.

Essi credono fermamente di essere nel giusto e che gli altri siano sempre in mala fede! Tutto ciò li condanna prima o poi alla depressione: abbiamo così il classico comportamento maniaco-depressivo.

Se il paranoico è un nostro familiare è necessario consultare subito uno psichiatra; se invece è il nostro capo sarà bene essere un servitore fedele e ossequioso, a meno che non volete chiedere il trasferimento; se è un collega o un collaboratore sarà bene consultare un avvocato.

Anche un solo operaio o impiegato o dirigente paranoico riesce a guastare in breve tempo l’ambiente in cui lavora, rendendo la vita difficile a tutti. Parlo a ragion veduta: un operaio paranoico, con le sue denunce all’autorità giudiziaria, decapitò il vertice di un ufficio statale. E pensate un po’ di cosa è stato capace: un amico mi ha raccontato che alla morte della madre i suoi addetti gli mandarono un telegramma di cordoglio, ma il loro collega paranoico, Luna in Sagittario -1° esilio notturno- pretese che scrivessero: “Gli operai del vivaio partecipano al vostro profondo dolore. Si dissocia A!”

Nel tema n. 1, quello del dirigente statale, la Luna è al MC in Capricorno, in 2°


esilio diurno -vedi in calce la Tavola Numerica dello Zodiaco Tropico o Stagionale con tutte le posizioni planetarie - ed è congiunta a Marte, al vertice di un triangolo equilatero la cui base è formata dalla congiunzione Saturno-Urano in Gemelli da un lato e Nettuno in Bilancia dall’altro.

Salta agli occhi anche l’opposizione a Plutone della congiunzione Luna-Marte. Dunque, alla sensibilità già nota del suo Sole-Pesci, si aggiunge una Luna super-aspettata, super-suscettibile, super-diffidente, super-volubile, gelosa, vendicativa, contraddittoria e avida! Tutti vorrebbero andar via dall’ufficio diretto da tale dittatore, incapace di empatia, di riconoscenza e di stabilità. Questo dirigente, a volte geniale e creativo, ha così tante palesi contraddizioni, che a stargli dietro, come afferma un suo stretto collaboratore del segno della Vergine, c’è da “uscire pazzi”!

Il grafico n. 2 somiglia molto al primo. E’ il tema natale di una professionista


intelligentissima e valida. La Luna è in Sagittario in 1° esilio notturno, congiunta a Marte/Venere e quadrata a Plutone in Vergine: dunque è una Luna super-aspettata, molto suscettibile, litigiosa, estremamente gelosa e vendicativa, ipersensibile come un’automobile il cui sistema d’allarme entri in funzione al minimo sfioramento.

Come tutti i paranoici pensa di avere sempre ragione, e si sente in perfetta buona fede, per cui non ascolta i consigli di nessuno, non riconosce le sue esagerazioni, né ammette mai i suoi torti. Il suo problema principale è l’assoluta mancanza di flessibilità per cui litiga facilmente e si arrabbia anche per questioni di poco conto.

La personalità paranoica sembra corrispondere al n. 6 dell’enneagramma, ossia al tipo “scettico” il cui motto principale è “fidarsi è bene e non fidarsi è meglio. Appunto ha una grande diffidenza e teme sempre le fregature. Ma va ribadito ancora una volta che i tipi puri non esistono da nessuna parte, per cui spesso diventa difficile persino etichettare le personalità difficili.

Note
(1) F. Lelord - C. André - Come gestire le personalità difficili - Borla, 998;
(2) P. Foglia - Il fascino segreto dello Zodiaco - Ricerca ‘90, n. 47/2001;
(3) F. Lelord - C.André -La stima di sé - Corbaccio, 2000.
(4) Thorwald Dethlefsen – Rüdiger Dahlke – Malattia e destino -Ediz. Mediterranee, 1995;
(5) A.Barbault – Trattato pratico di astrologia– Astrolabio, 1979.


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Commenti dei lettori

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  • Profilo di _Angelo_

    _Angelo_

    19 Jan 2010 - 13:18 - #1
    0 punti
    Up Down

    L’EMOZIONE COINVOLGE ANCHE LA PERSONALITA’ DELL’UOMO?
    PUO RITENERSI OBIETTIVO PERSONALE, IL CONTROLLO DEI PROPRI STATI EMOTIVI?

    Il Tuo Articolo, caro Pasquale è come al solito di una competenza eccezionale!
    Grazie!!

    L’emozione, un fattore energetico che scaturisce a seguito di una determinata situazione oggettiva, condiziona il comportamento dell’uomo, con la chimica organica e per riflesso le reazioni che attiva sono di molteplice aspetto: dalla gioia al dolore psicologico; con intensità variabili a seconda della capacità di autocontrollo dell’individuo stesso. Possono, se non ben controllate, degenerare in atti comportamentali autodistruttivi e le sionistici, nel confronto di se stessi o del mondo circostante. Ieri, ho assistito ad una partita di calcio dove mio figlio, sportivamente si impegna da anni. Sono un osservatore nato, di conseguenza preferisco la tranquillità, mi consente più attenzione, quindi, anziché andare ad infilarmi in mezzo alla massa degli spettatori per assistere all’evento agonistico, scelgo una postazione di osservazione in disparte e con più ampio spazio vitale a mia disposizione, isolandomi un po’. Proprio in questa occasione, ho assistito ad un concatenamento di particolari comportamenti umani da parte dei componenti delle due squadre di calcio contendenti che, rapiti da forti stati emotivi “collettivi” in seguito a fatti avvenuti in campo, hanno coinvolto anche il pubblico. Tutto il clima, nel giro di pochi secondi si è trasformato in una burrascosa “tempesta collettiva” di stati di agitazione molto intensi. Ne consegue una mia attenta analisi. Pur essendo ad una data distanza di spazio, anche i miei sensi hanno percepito questa “fonte energetica reattiva” che galleggiava nell’aria, ho potuto valutarne le potenzialità, la tendenza e le qualità di autocontrollo da parte delle persone coinvolte cercando di rimanere immune e distante dal condizionamento pubblico in conflitto, molto potente e altisonante che si era creato in seguito alla “situazione di competizione sportiva”. Trovarsi in mezzo ad una determinata situazione di massa, dominata da intensi stati emotivi conflittuali, rimanendone distaccati, quindi non coinvolti emotivamente, permette di affrontare un’analisi dettagliata ed utilissima allo studio di se stessi e per meglio comprendere le dinamiche di funzionamento delle persone. Disporre di ottimo controllo dei propri stati emotivi, richiede costante allenamento e per tutta la vita, in quanto i contesti sono sempre ogni volta diversi; consente di adottare ragionevoli comportamenti sociali a scanso di improduttive reazioni guidate dalla chimica organica “istintuale” derivante dal cervello rettiliano l’ Ipotalamo. Sostanzialmente se ben si analizza, il comportamento istintivo come manifestazione congenita ed ereditata, che fa parte dell’inconscio, guida l’uomo ad atteggiamenti molto arcaici, legati ancora alle condizioni di sopravvivenza di alcuni milioni di anni or sono, dove la priorità era in particolare legata alla salvaguardia della specie, dove la selezione avveniva con una rapidità incredibile e l’uomo, guidato da questo “supremo istinto” donato per natura ed ancora oggi presente in ogni uno di noi, interveniva conseguentemente in modo e maniera per salvaguardare la propria esistenza. Nel contesto sportivo sopra citato, ho potuto constatare, quanto ancora questo meccanismo è molto sensibile e tempestivo ad intervenire, tanto più contagioso quando le persone, chiuse in uno spazio vitale limitatissimo, come ad esempio sedute allo stadio per gustarsi lo spettacolo della partita di calcio, lo spazio diventa intimo, quindi “permeabile energeticamente”, ecco che interviene la semantica, che come materia eccellente, ci dice la sua. In questo contesto ed in seguito alle condizioni di spettacolo, ogni individuo stacca il proprio mare di pensieri legati alla quotidianità dei problemi, focalizzando la propria attenzione sulla competizione sportiva. Via, via che la competizione diventa più aspra e accesa, lo spettatore, l’uomo, si identifica nella situazione e ne entra a far parte in prima persona con la sua mente, si immedesima e diventa lui il protagonista “immaginario”. Automaticamente, scatta l’insieme di elementi inconsci in collegamento tra loro, intervenendo in autodifesa, e talvolta la persona diventa addirittura feroce a causa della sua forte ed incisa identificazione nel contesto competitivo sportivo e degenera in quanto perde il totale autocontrollo personale e la consapevolezza lasciandosi trascinare solo dalle intense emozioni provocate dalla visione e dai rumori di fondo di quel palcoscenico.
    I meccanismi inconsci di autodifesa scattano, diventa feroce a causa della sua identificazione nel contesto competitivo ed istintivamente, a volte senza la consapevolezza della ragione attiva le sue risorse naturali controffensive passando direttamente ad azioni distruttive nei
    confronti di colui o coloro che ritiene avversari pericolosi.
    Ecco, una semplice partita di calcio, è stata per me un’occasione didattica e di auto riflessione molto utile per migliorare la didattica e l’esperienza.
    Volevo con te condividere caro Pasquale, questa mia riflessione e leggere cosa
    Tu mi rimetti.
    Sempre con tanta stima.
    Angelo Durante
    PS. Questo commento lo ho trasmesso anche a Mattia Lualdi, ho piacere
    di leggere da parte di entrambi le Vs. opinioni. Grazie

    Ciao Angelo,
    la tua disamina è perfetta. Soltanto restando dissociati dalla scena e quindi distaccati dagli eventi, non ci si lascia coinvolgere dalle emozioni e si è in grado di osservare e comprendere bene i comportamenti altrui. In fondo, il controllo della mente è proprio quello che tu hai descritto così bene: restare dissociati e freddi perché quando ci si lascia prendere dalle emozioni, la mente razionale viene esclusa e si commettono azioni sconsiderate e anche gravi. Effettivamente i giocatori in campo trasmettono le loro emozioni agli spettatori con una facilità estrema e in men che non si dica succedono parapiglia e botte tra le opposte fazioni.

    La comprensione che sono le emozioni che ci fanno commettere gli errori più grossi, di cui poi inevitabilmente ci pentiamo, come ho ampiamente illustrato negli articoli “Tutta la verità sulla mente” di cui sei stato tu stesso un costante commentatore e ispiratore, è una grande consapevolezza di cui io e te possiamo essere fieri. Tutti i complimenti da parte mia per la tua perfetta analisi.
    Pasquale