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I segni sinusoidali -Parte Sesta

L’unità geografico-astronomica fondamentale Stefano Capitani ha contestato decisamente, sul forum tin.it.hobby.astrologia1, la concezione sinusoidale dei segni zodiacali, ritenendola[...]


L’unità geografico-astronomica fondamentale

Stefano Capitani ha contestato decisamente, sul forum tin.it.hobby.astrologia1, la concezione sinusoidale dei segni zodiacali, ritenendola matematicamente inconcepibile in quanto un segno di 30° forma soltanto un segmento lungo 1/12 dell’eclittica.

Le sue osservazioni, oltremodo pertinenti, mi hanno portato alla conclusione che il segno zodiacale è una successione di 30 giorni (circa) consecutivi. Infatti, la parte diurna e quella notturna di una curva sinusoidale non misurano 15° ciascuna, ma 180°, rappresentando ciascuna parte la metà di un cerchio!

La nuova definizione di segno zodiacale avvalora la tesi già da me sostenuta che i segni zodiacali corrispondono in pratica ai mesi dell’anno, anche se non vi è una corrispondenza cronologica precisa tra l’inizio di ogni segno e l’inizio del mese corrispondente. Pertanto, se un anno comprende “soltanto” dodici mesi, lo Zodiaco può essere formato “soltanto” da dodici segni.

Il giorno è l’unità fondamentale dell’eclittica e dello Zodiaco e ha una forma sinusoidale; ed il segno zodiacale, inteso nella sua accezione di successione consecutiva di 30 giorni circa, ha anch’esso una forma sinusoidale.

È noto che nel tema natale i quattro angoli principali del cerchio, che si può rappresentare anche con una sinusoide,


coincidono con l’ascendente o alba, col medio cielo o mezzogiorno, col discendente o tramonto e col fondo cielo o mezzanotte.

Sommando tutte le sinusoidi giornaliere comprese in un anno solare si ottiene l’eclittica. È evidente che il moto di rotazione della Terra è strettamente connesso col movimento di rivoluzione. I due moti principali della Terra sembrano tra loro indipendenti, e sono sicuramente diversi perché quello intorno al Sole avviene a velocità variabile, mentre quello intorno al proprio asse è rigorosamente costante, eppure i due movimenti sono entrambi di natura sinusoidale e concorrono armoniosamente a determinare le stesse cose: l’alternarsi del giorno e della notte e delle stagioni.

I due movimenti sono sincrotopici, cioè si svolgono simultaneamente per ogni istante nel medesimo punto celeste. Per tale motivo nel tema natale vale la corrispondenza 1h=15°, cioè a dire che la 24a parte del giorno (cioè 1h) corrisponde o equivale alla 24a parte dell’eclittica e/o dell’anno (cioè 15°); e pertanto nell’oroscopo la sinusoide giornaliera si sovrappone a quella annuale.

Il cerchio del tema natale rappresenta sia lo Zodiaco che l’eclittica. Infatti, il grado occupato dal Sole indica l’ora, il giorno e il mese di nascita. Per esempio, un tizio nato il 25 luglio ha il Sole a 2 gradi Leone: il punto opposto del grafico, 2 gradi Acquario, rappresenta il 22 gennaio! Il grafico perciò è un autentico prodigio tramandato dall’antichità, il che spiega perché l’astrologia è così attuale ed in fortissima espansione alle soglie del duemila!

Il passo giornaliero del Sole lungo l’eclittica varia nel corso dell’anno. Per esempio, a 0° Ariete - 21 marzo - è di circa 0°59′ 35″, a 0° Cancro - 21 giugno - è di circa 0° 57′14″, a 0° Bilancia - 23 settembre - è di circa 0°58′45″, e a 0° Capricorno - 22 dicembre - è di circa 1°01′08″.

La Terra, infatti, si trova all’afelio il 5 luglio e al perielio il 3 gennaio, e pertanto nel semestre dell’afelio, a causa della sua maggiore distanza dal Sole, compie un percorso maggiore ad una velocità minore. Per tale motivo primavera ed estate insieme assommano circa 7 giorni più dell’autunno-inverno, e quindi anche i segni corrispondenti alle stagioni calde, che misurano convenzionalmente sempre 30° ciascuno, comprendono un numero di giorni maggiore.

Per esempio il segno del Cancro, che va dal 21 giugno al 23 luglio (circa), comprende 33 giorni-sinusoidi, mentre il segno del Capricorno che va dal 22 dicembre al 20 gennaio, comprende 30 giorni-sinusoidi, ma il segno è sempre di 30°, perché ciò che varia è soltanto il passo del Sole; come pure è pleonastico aggiungere che il numero delle notti comprese in un segno eguaglia sempre quello dei giorni corrispondenti perché non è immaginabile una sinusoide incompleta.

Dall’Ariete al Cancro il passo del Sole è decrescente, mentre dal Cancro alla Bilancia e fino al Capricorno è crescente, e dal Capricorno all’Ariete diminuisce di nuovo. Tutto ciò si abbina ad una diversa altezza del Sole, a mezzogiorno, rispetto all’orizzonte del luogo: l’andamento dell’altezza del Sole è inversa rispetto al passo del Sole stesso (Tab. 1).


L’anno, formato da 365g, 5h, 48m, 45,98s comprende, com’è noto, quattro stagioni, ciascuna costituita di tre mesi consecutivi ed un numero variabile di giorni, ma ogni giorno è sempre di 86164 secondi che corrispondono a 23 ore, 56 primi e 4 secondi, tempo impiegato dalla Terra nel suo movimento di rotazione, eternamente costante.

Ciò significa anche che ogni giorno di 86164 secondi è sempre sinusoidale ed è formato perciò da una parte diurna o convessa di 180° e una notturna o concava, sempre di 180°. Il giorno e la notte si suddividono a loro volta in due parti: mattina e pomeriggio, che comprendono le ore di luce, e sera e notte p.d., che comprendono le ore di buio.

È facile dedurre che, per effetto della sovrapposizione della sinusoide giornaliera all’eclittica (corrispondenza 1h=15°), la mattina corrisponde alla primavera, il pomeriggio corrisponde all’estate, la sera corrisponde all’autunno e la notte corrisponde all’inverno.

Insomma anche questa è una conferma che nel creato ogni piccola cosa richiama qualcosa più grande, e viceversa, come le ore - formate a loro volta di minuti, secondi e centesimi di secondo - che sono parti del giorno, i giorni che sono parti dei mesi, i mesi che sono parti dell’anno, fino ad arrivare ai secoli e alle ere geologiche, mentre la Terra stessa è parte del sistema solare, e quest’ultimo a sua volta è una “piccola” parte dell’Universo.

Si direbbe che non ci sia confine né nell’infinitamente grande, né nell’infinitamente piccolo, il limite essendo rappresentato unicamente dagli strumenti di osservazione. La mia ricerca perciò non vuole stravolgere le conoscenze dell’astrologia tradizionale, ma al contrario, come il biologo ed il fisico hanno scandagliato, grazie al microscopio elettronico e ai raggi X, la cellula e l’atomo, scoprendo cose meravigliose e importanti, così è opportuno studiare a fondo la struttura dello Zodiaco, perché da tale esame scaturiranno sicuramente cognizioni nuove, interessanti e utili.

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