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Il tema sinusoidale - Parte nona

Punto gamma e precessione degli equinozi Le stagioni sono dunque il fondamento dello Zodiaco Tropico. Questo è formato da dodici segni di 30° ciascuno, il cui punto iniziale è rappresentato dal punto[...]


Punto gamma e precessione degli equinozi

Le stagioni sono dunque il fondamento dello Zodiaco Tropico. Questo è formato da dodici segni di 30° ciascuno, il cui punto iniziale è rappresentato dal punto gamma o punto vernale, cioè quello in cui si trova “tutti gli anni” il Sole all’equinozio di primavera.

Questo punto coincide con l’est geografico, a zero gradi di latitudine. Data la conformazione del calendario gregoriano, il punto gamma astronomicamente è dato dall’intersezione dell’eclittica con l’equatore celeste e contrassegna sempre l’equinozio di primavera, per cui ogni anno la primavera arriva sempre il 21 marzo (0° Ariete), l’estate inizia sempre il 21 giugno (0° Cancro), l’autunno arriva sempre il 23 settembre (0° Bilancia) e l’inverno inizia sempre il 22 dicembre (0° Capricorno). Ecco delimitato l’anno tropico da cui nasce lo zodiaco tropico. Se si mettono in discussione le stagioni, si nega il fondamento stesso dell’astrologia!

L’anno tropico è importantissimo perché ci consente di prescindere dal noto fenomeno della precessione degli equinozi. Infatti, il fatto che ogni anno il punto gamma si sposti in senso inverso all’ordine dei segni zodiacali, sia pure in modo impercettibile - in pratica 1° ogni 72 anni - non influisce minimamente sui segni zodiacali perché il loro inizio è dato proprio dal punto gamma (0° Ariete)!

Insomma l’inizio della primavera non può cambiare, è sempre il 21 marzo, perché per definizione il punto gamma stesso è l’inizio astronomico della primavera, e dunque anche se i segni zodiacali non coincidono con le costellazioni, questo fatto non ha alcuna importanza. A noi interessano le stagioni, non le costellazioni; ed anche se le effemeridi usate dagli astrologi sono diverse da quelle usate dagli astronomi, le posizioni relative dei pianeti sono le stesse!

Eclittica o Zodiaco

Esistono due zodiaci: quello siderale, basato sull’effettiva lunghezza angolare delle varie costellazioni, tiene conto della precessione degli equinozi; invece quello tropico, che si basa sulle stagioni, considera i segni tutti di 30°.

Quest’ultimo, come dicevo, può prescindere dalla precessione perché il punto gamma (l’inizio della primavera) è dato sempre dall’intersezione dell’Eclittica con l’equatore celeste. Lo Zodiaco Tropico, avendo escluse le costellazioni, si sovrappone e coincide con l’eclittica (anzi per essere ancora più coerenti, è l’eclittica stessa e cioè l’orbita annuale apparente del Sole).

In conclusione, ciò che noi chiamiamo segni zodiacali in realtà sono i mesi dell’anno!

Ciò è verissimo anche se non vi è coincidenza tra l’inizio del segno e l’inizio del mese, anzi sembra il classico uovo di Colombo. La mancata corrispondenza iniziale segno-mese è un controsenso o una stortura geografico-astronomica causata dalla riforma gregoriana del calendario giuliano: furono soppressi esattamente 10 giorni dal calendario e così saltò la corripondenza tra il mese e il segno zodiacale.

Non ha senso considerare il segno zodiacale diverso dal mese (dell’anno) perché l’unica cosa concreta e reale è proprio il mese: è lo Zodiaco Tropico che si appoggia ai mesi e alle stagioni e non viceversa.

È chiaro perciò che le caratteristiche psicologiche corrispondenti ad un segno zodiacale derivano dalle caratteristiche climatiche “medie” di quel determinato mese o periodo dell’anno. Per questo motivo tutti i testi di astrologia si diffondono sulla corrispondenza e sulla simbologia stagionale dei dodici segni zodiacali.

Ecco per esempio cosa scrive Ciro Discepolo a proposito del segno del Capricorno: “Il periodo stagionale che gli corrisponde è l’inizio dell’inverno, caratterizzato dalla crudezza del paesaggio che trova nei ghiacci dei monti e nelle rocce spoglie di erba delle valli, i suoi emblemi più fedeli”.

Ed ecco cosa scrive Lisa Morpurgo a proposito del segno dell’Ariete: “Corrispondenza Stagionale. L’inizio della primavera. Gli steli di grano spuntano nei campi, le gemme sugli alberi. La natura è condizionata da un grande slancio verso la vita, da profondi fermenti fecondatori (Plutone) che si manifestano in baldanza virile (Marte). Lo sforzo compiuto da ogni germoglio per erompere dalle zolle o dai rami richiede aggressività e audacia (Marte), disprezzo del pericolo favorito dall’incoscienza e dalla mancanza di riflessione (caduta di Saturno), scarsa indulgenza per la raffinatezza e gli agi (esilio di Venere), intensa fiducia nel proprio Io (esaltazione del Sole)”.

Ed ecco infine come si esprime André Barbault sul segno della Bilancia: “Nella natura simbolizza l’equilibrio dei giorni e delle notti, caratterizzato dalla risalita del mondo notturno bilanciata dal declino del mondo diurno che è quello della luce e del calore (caduta del Sole).
Gli ultimi frutti maturi si staccano dagli alberi; è la prefigurazione di un’epoca di riposo, di distensione e di pace in cui le forme esteriori scompaiono progressivamente di fronte alla vita interiore. Questo crepuscolo autunnale della natura è in dialettica con l’aurora dell’anima, simbolizzata dall’esaltazione di Saturno il quale valorizza le tendenze al distacco, alla privazione, alla rinuncia, in altri termini la vittoria dello spirito sulla materia.”.

Sappiamo che l’uomo ha bisogno di… calorie per mantenere la sua temperatura corporea “costante”, cioè a 36,5° circa. Sembra logico perciò dedurre che dove fa molto freddo occorre introdurre molte calorie, e occorre anche darsi da fare… per procurarsele, mentre dove fa molto caldo ne occorrono molto meno, per cui si può oziare di più e magari fare più figli….

Da queste poche battute appare evidente l’importanza dei fattori climatici sui comportamenti e sulle stesse emozioni e sentimenti dell’uomo: persino gli amori “sbocciano” in primavera (proprio come i fiori) e diventano passionali in estate a causa dell’eccesso di calore che tende a liberare gli individui da ogni freno inibitore!

Ribadisco perciò che le stagioni sono il fondamento dello Zodiaco Tropico, come a dire che la natura fisiologica e psicologica degli esseri umani è una conseguenza diretta dell’alternanza del caldo e del freddo, oltre che della luce e del buio.

Sono gradualmente giunto alla convinzione che l’astrologia, fin dalle sue origini, non è mai stata geocentrica. La Terra non è quel puntino al centro del tema natale; semmai quel puntino corrisponde al centro dell’asse terrestre. Non è forse vero che l’Ascendente corrisponde al punto est del luogo natale dove sorge il Sole all’alba e che il Discendente è il punto ovest dove il Sole tramonta?

Come pure, non è forse vero che il Medio Cielo e il Fondo Cielo corrispondono ai due punti opposti del meridiano passante per quel dato luogo (dove apparentemente passa il Sole a mezzogiorno e a mezzanotte) e che, come tutti i meridiani, congiunge il Polo Sud e il Polo Nord della Terra?

Anche se l’astrologia è nata dalla osservazione del movimento dei pianeti attraverso le costellazioni, il tema natale non rappresenta lo Zodiaco ma l’Eclittica, cioè il moto annuale della Terra intorno al Sole che nel grafico si sovrappone a quello giornaliero, secondo la nota equazione 1h=15° e quindi 24h=360°, cioè un giorno equivale ad un anno.

Il tema sinusoidale

Per convincerci che la Terra non è quel puntino al centro del tema natale, ma è il cerchio stesso corrispondente all’Eclittica, supponiamo di fare 360 oroscopi, uno all’incirca per ogni giorno dell’anno. Sorvoliamo sul fatto, ininfluente ai fini della nostra dimostrazione, che il passo medio del Sole è poco meno di un grado al giorno, per cui i giorni dell’anno sono circa 365 e non 360.

È chiaro che il Sole nei 360 oroscopi occuperà posizioni diverse, praticamente una per ogni grado del cerchio; ma se noi riportiamo queste 360 posizioni del Sole su uno stesso grafico, avremo la circonferenza (o la sinusoide) che raffigura il percorso annuale apparente del Sole rispetto alla Terra, cioè l’Eclittica.

Nella figura 20 abbiamo la raffigurazione classica del tema dell’equinozio d’autunno per Napoli, alle ore 17.54 (ora corretta estiva) e la rappresentazione sinusoidale del medesimo tema.

Per ovvie ragioni non propongo di sostituire la sinusoide al cerchio zodiacale, ma questo alternativo modo per rappresentare il tema natale la dice lunga sulla natura “prettamente” geografico-astronomica e non affatto esoterica dell’oroscopo.

Insomma l’astrologia, per quanto possa sembrare incredibile, ha avuto basi scientifiche fin dalle sue origini, ma ha ricevuto, al contrario di altre discipline, un pauroso crollo di credibilità dopo la caduta del sistema tolemaico. In realtà, il tema natale non è mai stato geocentrico, la Terra non è immobile al centro del cerchio, ma corrisponde al cerchio zodiacale stesso in rotazione intorno al Sole! Insomma, controsenso dei controsensi, l’astrologia che era stata in auge fino ai tempi di Keplero (1571-1630), cadde sempre più in disgrazia tra le persone di scienza per effetto della rivoluzione copernicana, proprio quando avrebbe dovuto prendere il volo!

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