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Ecco il segreto per reinventarti la vita subito!

La principale causa dei pensieri negativi e dell’umore nero è sempre il pessimismo causato da una bassa fiducia in se stessi! Anzi diventa addirittura difficile stabilire se è il pessimismo che causa della mancanza di fiducia o viceversa è la mancanza di fiducia in se stessi che causa il pessimismo! Come l’esperienza insegna, per stare bene e riuscire nella vita bisogna avere un atteggiamento ottimista e allo stesso tempo realista, il che significa abbastanza ottimisti ma non in modo esagerato. Infatti anche l’ottimismo ingenuo, ovvero una “esagerata” fiducia in se stessi, può metterci sulla cattiva strada. Anzi questo è il classico caso in cui una virtù, portata all’eccesso, si trasforma in difetto!


COME SRADICARE IL PESSIMISMO E I PENSIERI NEGATIVI!

Tu puoi davvero reinventarti la vita subito e affrancarti dalla schiavitù dei pensieri negativi che annientano le tue energie, le tue potenzialità e la tua stessa vita. E per riuscirci devi liberarti della vecchia abitudine del pessimismo che è la causa dei pensieri negativi e della tua sofferenza! Purtroppo, come tutti sanno, abbandonare una vecchia abitudine non è facile per il semplice motivo che occorrono molte più energie per acquisirne una nuova che per liberarsi di un vecchio comportamento.

I CAMBIAMENTI CI SPAVENTANO!

Un cambiamento porta sempre scombussolamento e fastidi, ma questo è il prezzo da pagare per ottenere il miglioramento o comunque uscire dalle crisi! Ovviamente i cambiamenti più dolorosi e osteggiati sono quelli devastanti come le separazioni e le rotture sentimentali, le malattie gravi, la perdita del lavoro, il tracollo finanziario, il lutto, le grandi calamità naturali e gli incidenti in genere.

Per uscire dallo stato di prostrazione causato da un evento troppo doloroso non bisogna resistere al cambiamento altrimenti non si esce dalla depressione. Soltanto l’accettazione della realtà riattiva l’emisfero sinistro del cervello, ossia quello razionale e concreto bloccato dalle forti emozioni, facendoci riacquistare la lucidità mentale e l’interesse stesso per la vita.

L’accettazione della realtà comporta l’assunzione delle proprie responsabilità in merito al proprio stile di vita e alla gestione del tempo libero, nonché alla propria situazione reddituale, relazionale ed esistenziale, e quindi spinge a rimboccarsi le maniche per acquisire le competenze che mancano o quanto meno potenziare i propri punti di forza e le proprie abilità, in modo da rimediare agli eventi negativi e a tutto ciò che non va.

LE ABITUDINI CI SEMPLIFICANO LA VITA

Purtroppo noi siamo impreparati di fronte al nuovo! Infatti, per gran parte del giorno pensiamo ed agiamo in maniera automatica perché soltanto quando siamo in grado di agire senza pensarci, le cose ci riescono in modo facile e senza sforzo. È per questo motivo che siamo in ansia quando viviamo un’esperienza alla quale non siamo abituati: non sappiamo cosa fare e perciò temiamo il peggio! Ed è per questo motivo che ci arrabbiamo quando veniamo contrariati o criticati reagendo in maniera automatica e istintiva.

Per la maggior parte del tempo noi innestiamo il pilota automatico senza pensarci e senza rendercene conto! Chi più e chi meno siamo tutti esseri abitudinari: le abitudini ci semplificano la vita, ci tranquillizzano e ci fanno spendere pochissime energie. Tuttavia, dovrebbero essere rinnovate o cambiate quando è necessario, altrimenti, specialmente se si tratta di abitudini negative, ci rovinano l’esistenza.

Per cambiare e migliorare occorre abbandonare le vecchie strade, modificare le vecchie abitudini e acquisire nuove abilità e nuove competenze che diventeranno a loro volta le nostre nuove abitudini. Infatti, a causa della globalizzazione e del conseguente veloce progresso tecnologico, scientifico e culturale, anche una persona qualunque deve aggiornarsi e fare continui miglioramenti nella propria vita come fanno i professionisti e le aziende, altrimenti resta indietro e piomba nella frustrazione e nel fallimento.

Tutto ci riesce facile quando agiamo per abitudine, ma per acquisire una nuova abitudine ci dobbiamo impegnare e sforzare parecchio specialmente all’inizio! Infatti, come spiego nel mio saggio “Se vuoi sbloccarti lanciati!”, acquisire una nuova abitudine significa creare una nuova rete neurale. Pensiamo, per esempio, come è stato difficoltoso imparare ad andare in bicicletta, guidare l’automobile, suonare uno strumento musicale, come pure ballare e nuotare. Ma una volta consolidata l’abitudine, diventa in molti casi addirittura sgradevole non fare quella data cosa, come per esempio non lavarsi i denti.

Qualunque cosa diventa facile eseguirla soltanto quando la facciamo spesso e di continuo perché ad un certo punto diventa… un’abitudine per cui i gesti diventano automatici! È per questo motivo che un novizio non è mai più bravo di una persona esperta!

CONSEGUIRE I PROPRI OBIETTIVI

Tutti possiamo conseguire grandi obiettivi con l’allenamento graduale e la tecnica dei piccoli passi. Qualunque obiettivo è bene suddividerlo in tante piccole tappe in modo da non scoraggiarsi. E la cosa più difficile è proprio fare il primo passo, ossia l’inizio, perché occorre vincere la propria naturale pigrizia e l’avversione per il nuovo essendo molto più comodo e confortevole non abbandonare la propria zona di sicurezza, ossia non fare nulla! Ma una volta fatto il primo passo diventa tutto più facile grazie alla tendenza naturale del nostro cervello a non lasciare nulla in sospeso.

Dunque, una cosa è certa: anche tu puoi raggiungere l’eccellenza non solo nel campo in cui sei più portato, ma persino in un campo in cui non ti sei mai cimentato prima (per paura o perché credevi erroneamente di essere negato)! In generale, raggiungere un traguardo è soltanto questione di tempo, impegno, perseveranza, flessibilità, motivazione e fiducia in se stessi!

Se non ci impegniamo in esercizi e ripetizioni non si potenziano i muscoli e la mente! Se non perseveriamo rialzandoci dopo ogni caduta non raggiungiamo alcun traguardo. Senza flessibilità non impariamo nulla e commettiamo sempre gli stessi errori. E soltanto se abbiamo un grande scopo da raggiungere, siamo in grado di superare le difficoltà. Soltanto una forte motivazione alimenta la passione e la voglia di agire e di farcela nonostante le contrarietà. La motivazione aiuta a credere in se stessi, in ciò che si vuole diventare, e ciò rafforza la motivazione stessa. Credere in se stessi è la leva più potente per riuscire nella vita.

Ma non aspettarti di riuscirci subito e facilmente! E non farti incantare da quanto ti raccontano sull’abbondanza dell’universo: la verità è che per ottenere ogni cosa occorre impegnarsi a fondo e con fiducia, ossia bisogna pagare un prezzo tanto più alto quanto più è grande il traguardo da raggiungere!

SOPPORTARE LE FRUSTRAZIONI

Una delle cose più importanti per migliorare continuamente e riuscire nella vita è proprio la capacità di sopportazione del dolore e dell’insicurezza. Appunto, gli errori e gli imprevisti, e le conseguenti frustrazioni, sono il prezzo da pagare per uscire dal disagio, apprendere e progredire.

A tale proposito, avere tutto durante l’infanzia e l’adolescenza predispone i giovani a soffrire molto. I genitori non devono dire sempre sì e soprattutto non devono accontentare subito i loro figliuoli, altrimenti essi non acquisiscono la capacità di tollerare il dolore e l’insicurezza e non imparano ad accettare il fatto che non è possibile avere tutto ciò che si desidera, e soprattutto non lo si può avere subito. Questa, secondo me, è la più grande lezione di vita, tant’è che tantissimi giovani soffrono terribilmente specialmente per questioni d’amore.

CI VUOLE EQUILIBRIO IN TUTTE LE COSE

È risaputo che non si può scherzare né con l’acqua troppo calda, né con l’acqua troppo fredda: fuor di metafora, per sbagliare il meno possibile bisogna sapersi barcamenare e cercare l’equilibrio tra i due eccessi opposti, evitando le esagerazioni sia un senso che nell’altro! Sono gli eccessi che ci fanno stare male.

Persino una virtù, quando diventa esagerata, si trasforma in difetto, come per esempio essere troppo generosi, o troppo altruisti, o troppo innamorati. Andare a 50 chilometri all’ora sull’autostrada è pericoloso come andare a 150! Il troppo storpia sempre, e ugualmente il poco, anche se vanno intesi in modo soggettivo perché ciò che è troppo o poco per una persona non potrebbe esserlo per un’altra. La vera virtù è sempre il giusto mezzo, ossia l’equilibrio tra i due opposti!

Quindi i genitori non devono imporre ai figli troppe regole e precetti troppo rigidi, e soprattutto devono evitare di sommergerli di critiche e di rimproveri che a lungo andare minano l’autostima e la sicurezza di sé! Ed è importante assegnare loro dei compiti da eseguire per incoraggiarli all’azione e abituarli a vincere la naturale pigrizia e la proverbiale avversione per tutto ciò che è nuovo e/o impegnativo!

Infatti, le persone disadattate o sbandate hanno bisogno di sentirsi continuamente apprezzate e non sanno affrontare le critiche e gli eventi negativi sentendosi ferite per un nonnulla, e siccome non sanno aspettare, ricercano il piacere immediato che si rivela quasi sempre nocivo e auto-distruttivo, mentre detestano la rinuncia, l’impegno e i sacrifici che conducono ai piaceri a lungo termine che appagano veramente assicurando un radioso avvenire.

L’ESPERIENZA È TUTTO!

I giovani immaturi, che spesso sono creativi, intelligenti e colti, ma non autonomi, aspirano al meglio per sé spesso continuando a leggere libri su libri come per cercare la soluzione dei propri problemi che invece sta soltanto nell’azione, nella pratica, nel contatto con i coetanei e con la gente; e quindi devono imparare a mettersi in gioco e a non aver paura di sbagliare perché gli errori fanno parte della vita e non si possono evitare in alcun modo, specialmente quando si fa qualcosa la prima volta, anzi è proprio grazie agli errori che si cresce e si progredisce! Il progresso dell’umanità è fatto proprio di errori e correzioni.

Qualunque ragionamento facciamo, ci accorgiamo che la vita è soltanto questione di abitudini; ed emerge anche chiaramente che abitudini e pratica sono strettamente interdipendenti! La pratica crea le abitudini che ci semplificano la vita, il che elimina le preoccupazioni, l’ansia e la paura per ciò che ci potrebbe succedere dovute soprattutto alla mancanza di esperienza! Grazie all’esperienza si acquisisce sicurezza di sé e magnetismo personale.

Ai fini dell’apprendimento e della riuscita personale, un grammo di pratica vale più di un kg di teoria, ma quest’ultima è importante ai fini del progresso che avverrebbe con molta fatica ed errori se si agisse solo attraverso la pratica!

Oltre l’80% delle nostre decisioni giornaliere, acquisti compresi, sono l’effetto delle nostre abitudini, ossia avvengono inconsapevolmente. È per questo motivo che il costo maggiore dei prodotti non riguarda la merce in sé, ma la… pubblicità! Noi compriamo le cose che vediamo più spesso per televisione, esattamente come ci “accadono” le cose a cui pensiamo spesso e con intensità, sia quelle buone che quelle cattive.

PENSIERI NEGATIVI = PESSIMISMO

L’ostacolo che s’incontra nel percorso di miglioramento personale è rappresentato dai pensieri negativi che, come già detto in premessa, sono causati dalla vecchia abitudine del pessimismo, a sua volta collegata a convinzioni limitanti acquisite più o meno precocemente, le quali abbassano l’autostima e le nostre stesse energie rendendoci paurosi, perdenti e sfiduciati in partenza.

È ormai assodato che la qualità della nostra vita dipende dalla qualità dei nostri pensieri, perché a seconda di come pensiamo, attiriamo o allontaniamo il successo in ogni ambito della nostra vita. Ciò in quanto i pensieri si trasformano in azioni ed in comportamento e alla fine in nuove abitudini. Dunque, c’è poco da obiettare: avere pensieri negativi è una pessima abitudine!

Purtroppo, i pensieri negativi sono spontanei e automatici, ovvero inconsci, e quindi difficili da gestire, ma sono spontanei e involontari proprio perché pensare in un certo modo ormai è un’abitudine. Appunto, pensare in modo positivo o negativo è solo questione di abitudine! Pensare in maniera ottimistica significa agire e comportarsi in modo funzionale e conseguentemente ottenere buoni risultati.

Infatti, i risultati che otteniamo, sia positivi che negativi, altro non sono che profezie che si auto-avverano perché tutto nasce dalle nostre convinzioni, le quali determinano il nostro modo di pensare e di agire e quindi i nostri comportamenti e le nostre abitudini! Le convinzioni sono il software del pensare e dell’agire e da esse dipende sia il livello alto o basso delle nostre energie psico-fisiche, che i risultati (positivi o negativi) che otteniamo.

Con i pensieri creiamo la nostra realtà, appunto diventiamo proprio quello che noi “crediamo” di essere perché le nostre convinzioni creano la nostra identità, il modo in cui noi ci vediamo.

Tutte le profezie tendono ad avverarsi in quanto il bisogno di restare coerenti con la propria identità è potentissima perché ci dà sicurezza e perciò noi cerchiamo sempre di confermarla, senza rendercene conto, anche quando l’auto-immagine è negativa e limitante.

Se ti percepisci come fortunato e sicuro di te stesso è molto probabile che lo diventi davvero; se invece sei convinto di essere un tipo nervoso, impacciato, insicuro e timido, ti comporti esattamente così nella maggior parte delle occasioni e trasmetti anche agli altri questa tua brutta identità.

Se credi di non essere capace di parlare in pubblico, lo proverai a te stesso mettendo in pratica questa convinzione. E se nel futuro ti percepisci vecchio e pieno di acciacchi sarai sicuramente accontentato…!

Dunque, la principale causa dei pensieri negativi e dell’umore nero è sempre il pessimismo causato da una bassa fiducia in se stessi!

COSA SIGNIFICA PENSARE?

La chiave di svolta del miglioramento personale sta nella risposta a questa domanda: cosa significa pensare? Come spiega lo psicologo Sebastiano Todero nel suo manuale “Un amico ottimista”, il processo del pensare consiste nel farsi domande e darsi delle risposte. Noi parliamo continuamente a noi stessi attraverso il nostro dialogo interiore. La nostra mente critica genera migliaia di pensieri automaticamente, ovvero domande e risposte.

Perciò, avere consapevolezza del proprio dialogo interiore è importantissimo per il successo personale poiché attraverso di esso comunichiamo con noi stessi e interpretiamo le cose che ci accadono. Ed è proprio il significato e la valutazione che diamo agli eventi che forma e rafforza nel tempo le credenze potenzianti e limitanti e quindi anche l’ottimismo ed il pessimismo e le abitudini che ne conseguono.

Ecco, dunque, il segreto per liberarti dei tuoi pensieri negativi e del tuo pessimismo! Se ti fai, volontariamente, domande positive e funzionali non puoi che ottenere risposte altrettanto positive e funzionali; ma se ti fai, sia pure involontariamente, domande negative e disfunzionali, non puoi che avere risposte e risultati fallimentari! Dunque, tutto sta a farsi domande migliori per avere risposte e risultati migliori!

Quando siamo afflitti da pensieri negativi, in realtà ci stiamo facendo, senza saperlo, domande disfunzionali che attingono alle nostre credenze limitanti e pessimistiche! Se pensiamo spontaneamente e senza attenzione rischiamo di pensare sempre alle cose che ci turbano, per cui abbiamo sempre risposte negative. Entriamo così in un circolo vizioso che non porta a niente di buono! E allora, in che modo possiamo gestire i pensieri spontanei?

COME GESTIRE PENSIERI ED EMOZIONI

Le emozioni sono strettamente collegate alle nostre convinzioni e ai nostri pensieri e ci giocano brutti scherzi perché sono irrazionali in quanto provengono direttamente dall’inconscio di cui sono l’espressione più immediata e caratteristica, il che esclude parzialmente o totalmente l’emisfero sinistro del cervello per cui perdiamo in maniera più o meno notevole la lucidità mentale e l’attenzione e con esse anche la sicurezza e la disinvoltura!

Infatti, quando l’emozione negativa è troppo forte, come nel caso della collera, reagiamo senza logica e senza razionalità comportandoci come bestie senza rendercene conto, convinti addirittura di essere nel giusto: ed ecco spiegato il perché di tante liti che, nei casi estremi, sfociano nel raptus di follia!

Quindi, per gestire bene le nostre emozioni e sentirci grati e soddisfatti del nostro stile di vita dobbiamo essere in ogni momento consapevoli del nostro dialogo interno mettendo la massima attenzione alle domande che ci facciamo. Pensare meglio significa farsi domande più efficaci che ci consentono di raggiungere i nostri obiettivi con minori difficoltà, uscendo, inoltre, rapidamente dai periodi negativi.

In fondo, la cosiddetta angoscia esistenziale è causata proprio dal fatto che ci facciamo condurre passivamente dai nostri pensieri, ossia è dovuta al fatto che non prestiamo attenzione a cosa sta accadendo nella nostra mente e non interveniamo con pensieri volontari e più appropriati alla situazione. In questo modo ci sconnettiamo dalla realtà e dal presente identificandoci con i nostri pensieri inconsci che diventano compulsivi e opprimenti!

Nei momenti importanti della vita dobbiamo essere nelle migliori disposizioni di spirito in modo da avere la massima lucidità mentale, ma se cala l’attenzione ci facciamo domande disfunzionali e cadiamo in uno stato d’animo triste e sfiduciato e automaticamente entriamo in contatto con le nostre convinzioni limitanti per cui non siamo più in grado di accedere alle nostre risorse migliori. E quali sono le domande più efficaci che dobbiamo farci in occasione di un fallimento o prima di affrontare un evento importante?

La domanda che ci aiuta ad affrontare meglio gli ostacoli non può essere che questa: “Ogni cosa che faccio la prima volta è inevitabilmente difficoltosa”! Alla domanda fa seguito la seguente risposta: “Sbagliare è umano, specialmente la prima volta, ma è chiaro che più sbaglio e più imparo. Quindi non devo affliggermi!

La seconda domanda funzionale che dobbiamo farci è la seguente: “Nell’affrontare la sfida in questa particolare area che per il passato ho trascurato è inevitabile che incontri difficoltà e mi senta giù per un po’ di tempo, ma è anche vero che ogni evento è esclusivo di una determinata area e mai pervasivo. Quindi non devo disperarmi e sentirmi perduto quando qualcosa va storta”.

La terza domanda incoraggiante è che non dobbiamo mai dimenticare che c’è chi sta peggio di noi, e ciò che conta per noi è la meta finale, per cui è bene sapere già in partenza che si deve pagare un prezzo per raggiungere qualunque obbiettivo. È ovvio che se guardiamo soltanto a chi sta meglio di noi, l’invidia e il malanimo, che sono sempre in agguato…, ci faranno stare male! Augura ancora più successi ai tuoi amici e ai tuoi conoscenti, ed anche ai tuoi nemici e alle persone antipatiche, e vedrai che “coltivando” pensieri migliori “raccoglierai” anche tu il meglio!

La quarta domanda è probabilmente la più importante di tutte ed è quella di sentirci responsabili in prima persona dei nostri pensieri e delle nostre azioni, e quindi si deve essere “convinti” che tutto ciò che ci succede dipende soltanto o soprattutto da noi stessi! La responsabilità è sempre personale e mai esterna a noi.

Pertanto, non dobbiamo incolpare nessuno dei nostri errori o dei nostri fallimenti, né tanto meno i genitori, il destino o la sfortuna. Soltanto se ci sentiamo responsabili in prima persona abbiamo la forza di volontà e la lucidità mentale per accettare la realtà e rimboccarci le maniche al fine di eliminare le nostre lacune acquisendo le risorse che ci mancano o un comportamento più idoneo e proficuo.

Insomma, quando non si raccoglie ciò che ci si aspettava, vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa o non abbiamo “seminato” bene, oppure non abbiamo fatto abbastanza! Io sono sempre più convinto che moltissimi dispiaceri non vengono per nuocere, ma per il nostro stesso bene perché ci fanno capire dove abbiamo sbagliato, spingendoci a rimboccarci le maniche evitando così guai peggiori in futuro.

Tutte le domande che ci facciamo - ovvero tutti i nostri pensieri - devono basarsi sul “come” e sul “cosa” e non sui “perché”. Se ci chiediamo “perché mi succedono queste cose” e “perché accadono tutte a me”, come fanno i pessimisti, non facciamo altro che soffermarci sulla negatività per cui ci procuriamo profezie negative. Concentrandoci invece su come risolvere un dato problema, su cosa fare per rimediare ai nostri errori, anzi cercando cosa c’è di buono nella situazione come fanno gli ottimisti, troveremo ben presto le risposte che ci servono.

Concentrarsi su qualcosa significa anche visualizzare quella cosa, per cui ogni volta che ci accorgiamo che stiamo “dipingendoci” un quadro fosco della situazione, dobbiamo trasformare il “quadro” in una cosa bella. Ogni volta che ci sentiamo giù o che sentiamo che sta per arrivare una crisi, occorre smettere di pensare facendo qualcosa di materiale perché l’azione ha il grande vantaggio di “interrompere” i cattivi pensieri. Quando lavorano le mani e i piedi, ovvero il corpo, la mente smette di arrovellarsi.

PROGRAMMARE L’INCONSCIO

L’inconscio è la sede delle emozioni, delle rimozioni e della cosiddetta ombra, ma anche della creatività, dell’intuito e della visione globale, ossia rappresenta il peggio del peggio e anche il meglio del meglio. Per programmare bene l’inconscio e assicurarsi un esito positivo degli eventi occorre concentrarsi sulle cose buone che desideriamo e non sulle cose brutte che vorremmo evitare: in questo modo l’inconscio creerà profezie auto-avveranti.

Da tener presente però che l’inconscio ha tempi di incubazione più o meno lunghi e non vuole essere pressato, insomma se la prende comoda, ma quando viene programmato con affermazioni e visualizzazioni positive crea e realizza ogni cosa. Quindi a volte è bene mollare provvisoriamente la presa e rilassarsi respirando più lentamente, altrimenti più si insiste e peggio è (legge dello sforzo inverso).

Inoltre, non dobbiamo dimenticare che la vita è fatta di errori e correzioni, il che significa che per arrivare in paradiso si passa obbligatoriamente attraverso l’inferno. Insomma se non si migliorano le proprie relazioni facendo esperienza a contatto con la gente, e se non si eliminano le convinzioni limitanti, è difficile che arrivi il successo.

LE MIGLIORI CONVINZIONI POTENZIANTI

Abbiamo visto che i nostri pensieri - ovvero le domande e le risposte che ci facciamo - derivano dalle nostre convinzioni e abitudini. Ebbene, una convinzione veramente efficace, in grado di sostenerci nei momenti di scoraggiamento, è la seguente: la sfortuna precede sempre la fortuna, come a dire che i fallimenti e la tristezza precedono sempre i successi e la gioia, proprio come la fame precede sempre la sazietà! Quindi la consapevolezza delle proprie lacune è fondamentale per rimboccarsi le maniche.

Ciò che è assai importante per il nostro equilibrio psichico è che, anche quando si attraversa un brutto periodo, si deve continuare ad accettarsi, a volersi bene e a credere in se stessi: guai ad abbandonarsi alla disperazione o ad autoingiuriarsi, perché non se ne esce più!

Un’altra convinzione potenziante importantissima è convincersi che l’insoddisfazione (che colpisce un po’ tutti) ha lo scopo di scuoterci proprio per farci raggiungere la soddisfazione, altrimenti se fossimo sempre allegri e spensierati cadremmo nella pigrizia e nell’ozio che causano l’autodistruzione.

Dobbiamo convincerci inoltre che lo stesso dolore è utile e necessario perché è l’espressione di uno stato di malessere da cui vogliamo uscire per ritrovare l’omeostasi.

È importante rendersi conto che il dolore è parte della vita, ed essendo l’altra faccia della gioia con cui si alterna nel tempo con durata e intensità variabile in funzione soprattutto del grado di sviluppo personale, la non accettazione del dolore comporta il mancato ritorno della gioia per cui viviamo in uno stato di afflizione continuo che prepara il terreno alle malattie!

LANCIARSI NELL’AZIONE E FARE ESPERIENZA

Per sentirsi sempre in forma è necessario poter disporre di sufficienti energie fisiche che si possono ottenere “soltanto” facendo una vita attiva e dinamica, ovvero muovendosi molto, perché la sedentarietà è il peggior nemico del benessere psico-fisico in quanto abbassa le difese immunitarie ed è la principale causa della depressione.

Lanciarsi nell’azione è il rimedio più efficace contro le paure e i blocchi emotivi, nella consapevolezza che la pigrizia è una caratteristica naturale dell’inconscio sempre in agguato, per cui ogni volta che ti senti svogliato o demotivato o impaurito devi ricordarti che “senza uno sforzo di volontà corri verso il fallimento”!

TRASFORMARE IL PROBLEMA IN OPPORTUNITÀ

Come tutte le cose della vita, anche i dispiaceri e gli imprevisti hanno due facce come le monete, ossia c’è sempre un lato positivo nascosto in ogni evento negativo, individuando il quale grazie ad un atteggiamento ottimistico, restiamo calmi e ci riprendiamo da una brutta sorpresa volgendo a nostro vantaggio qualunque problema.

Tutto sta a non emozionarsi più di tanto, diciamo pure a non arrabbiarsi o deprimersi, mettendo in atto una maggiore flessibilità in modo da uscire dallo stato d’animo negativo ed entrare in uno positivo e creativo. Occorre essere più determinati e flessibili proprio quando si riceve un torto, e bisogna rialzarsi dopo ogni caduta, nella consapevolezza che la maggior parte degli eventi che consideriamo poco piacevoli si rivelano nel tempo essenziali per noi.

CONCLUSIONI

Il segreto per reinventarsi la vita subito sta nel buttarsi nell’azione, nel fare molta pratica senza però diventare schiavi delle proprie abitudini apportando al momento giusto le modifiche necessarie. Insomma occorre accontentarsi del proprio stato (più o meno eccellente) soltanto provvisoriamente….

Grazie all’azione e alla pratica s’impara a superare le paure, le inadeguatezze e le convinzioni limitanti e si scarica la tensione abbassando la propria reattività inconscia e si acquisisce strada facendo fiducia e convinzione nei propri mezzi; ed inoltre, cosa assai importante, passando all’azione si mettono gradualmente in sintonia i due emisferi cerebrali che, in genere, a causa delle paure e della scarsa consapevolezza sono l’uno contro l’altro armato!

Va da sé che l’integrazione emisferica è il frutto del raggiungimento di una grande consapevolezza perché comporta come condizione base l’accettazione della propria ombra e il conseguente recupero delle emozioni e delle polarità rimosse.

Per diventare una persona amata, realizzata e felice occorre smettere di criticare e di giudicare gli altri ed imparare a sorridere e ad ascoltare sviluppando empatia e senso dell’autoironia, anche perché le migliori opportunità della vita sono il frutto di buone relazioni! Dobbiamo concentrarci con fiducia e ottimismo sulle cose belle che già abbiamo e non su quelle che ci mancano perché comunque vada ci mancherà sempre qualcosa! Solo così potremo attirare l’abbondanza nella nostra vita e smettere di essere scontenti e arrabbiati con noi stessi e con gli altri!

Io sono convinto che il nostro bambino interiore avrebbe bisogno di essere incoraggiato e sostenuto più quando qualcosa va storta che quando siamo sulla cresta dell’onda!

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Questo articolo è parte di un lavoro molto più corposo e interessante