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Alla ricerca dell'anima

Come accade per tutte le diatribe, hanno ragione sia gli atomisti che gli animisti perché, manco a farlo apposta, i geni sono entità materiali o atomiche che vengono trasmesse alla discendenza. I geni trasmettono l’anima, anzi sono l’anima stessa!



L’anima corrisponde ai geni!
La legge di causa-effetto o legge del Karma è una legge universale che riguarda non solo gli esseri viventi responsabili delle proprie “azioni” - karma vuol dire appunto azione - ma abbraccia anche tutte le entità in movimento come per esempio i pianeti del sistema solare, e anche le cose materiali apparentemente immobili in quanto i loro atomi non sono per niente statici.

Sappiamo anche da un’altra legge universale, che “in natura nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”.

Da qui è facile passare al concetto di reincarnazione e della pluralità delle nascite con la trasmigrazione delle anime, dottrina antichissima ma messa in discussione dagli scienziati razionalisti e dalla religione cattolica che la dichiarò eretica.

Ora se è incontestabile che c’è sempre una causa-effetto, e se è altrettanto incontestabile che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, come la mettiamo con la morte e la vita? Ovvero, il principio universale dell’alternanza si può applicare anche all’alternanza tra la vita e la morte? Insomma, se è risaputo che ogni vita è destinata alla morte, dovrebbe essere altrettanto ovvio che ogni morte, in un modo o nell’altro, ritorna alla vita!

Ma i figli non rappresentano forse il perpetuarsi della vita? L’obiezione però è che i figli sono diversi dai genitori, e detto più esplicitamente, non è la persona morta che rinasce di nuovo.

Ora però, a differenza degli antichi pensatori che dissertavano sulla vita e sulla morte e sull’anima, i quali non potevano neanche immaginare che esistessero i geni, noi invece sappiamo benissimo che i figli ereditano il 50% del corredo genetico di ciascun genitore!

L’anima viene considerata il principio vitale di tutti gli esseri viventi, principio ritenuto di natura spirituale, ovvero non materiale ed immortale. L’anima o spirito viene contrapposta al corpo e alla carne. E da qui nasce tutto l’inghippo!

Intendo dimostrare che lo spirito, ammesso e non concesso che esista, è una manifestazione della materia, né più e né meno come il vapore acqueo, che è praticamente invisibile ed etereo, è una manifestazione dell’acqua che subisce il processo di evaporazione quando si riscalda.

Secondo la religione dell’Induismo o Bramanesimo è l’Uno-Tutto la base dell’esistenza. Krishna dice ad Arjuna nel testo sacro indù Bahagavad-Gita: «Gli esseri, nel mondo delle condizioni, sono frammenti eterni della mia natura. Ma ci fu un tempo in cui non esistevamo io e te… e mai nessuno di noi cesserà di esistere». Insomma, l’individuo ritorna al Signore Supremo, Brahama, il creatore del mondo, ed è soltanto un suo frammento.

I geni sono appunto “frammenti” eterni della natura e non muoiono mai essendo trasmessi di generazione in generazione.

L’anima avrebbe una natura “spirituale”, termine che in origine significava soffio, respiro, e successivamente fu esteso a significare tutto ciò che non è materiale. Ma il soffio non è immateriale, è aria, e il respiro non è immateriale, è aria. L’aria, per quanto invisibile e apparentemente immateriale, è materia, non è spirito.

Viene anche affermato che il pensiero ha una natura spirituale o immateriale, la quale anche se non si può verificare direttamente, la si può dedurre dal fatto che le idee non hanno materia, e quindi sarebbero spirituali, mentre le immagini da esse prodotte sono materiali. In realtà, le idee sono una manifestazione della materia, ossia è il cervello in azione a produrle, proprio come il vapore è una manifestazione dell’acqua che evapora per effetto del calore. Anche il cervello ha bisogno delle calorie per funzionare.

Benché noi non vediamo il vapore acqueo che “esala” dalla superficie degli oceani, sappiamo bene che le nubi si formano così in alto per effetto della condensazione del leggerissimo vapore. Dunque i pensieri prodotti dal cervello in azione solo apparentemente sono di natura immateriale, proprio come sembra apparentemente immateriale il vapore che “esala” in continuazione dalla superficie degli oceani e ugualmente le parole che noi diciamo e cantiamo! Sono tante le cose che i nostri sensi non vedono, non sentono e non comprendono.

Mente e materia sono due facce della stessa medaglia, come vita e morte sono due facce diverse di uno stesso corpo o di una stessa persona. Molti scienziati fra cui Dirac, Godel, Bohr e Charon hanno dimostrato che anche la materia inorganica ha alcune capacità di memoria, intelligenza e coscienza come la materia vivente. La verità è che sia gli esseri viventi che quelli non viventi sono fatti di atomi, e i geni che si tramandano di generazione in generazione sono appunto entità atomiche: i geni sono frammenti di vita.

I filosofi greci di impronta meccanicista come Leucippo, Democrito, Lucrezio ed Epicuro sostenevano che tutto è composto di materia e non riconoscevano il mondo dello spirito e dell’anima. Essi assecondavano la tesi che tutto è causa ed effetto e venivano chiamati atomisti perché attribuivano l’origine di ogni cosa alla più piccola parte della materia, ossia all’atomo. Dal momento in cui esiste il mondo, diceva Leucippo, “nulla accade per caso, ma tutto da un’origine e per necessità”.

Tuttavia la teoria atomistica, che si avvicina alle vedute dei fisici moderni, non risponde alla domanda: “A che scopo esiste il mondo”? Gli atomisti perciò erano in polemica con altri filosofi, detti animisti, come Socrate, Platone e Aristotele i quali spiegavano il mondo senza chiedersi il perché.

Alla domanda perché o a che scopo esiste il mondo si risponde in due modi. La prima risposta è definita teleologica perché mira a comprendere le cause finali, la conoscenza dell’Autore del Tutto, e quindi l’esistenza di Dio. La seconda risposta invece è meccanicistica perché attribuisce l’origine di ogni cosa all’atomo.

Il problema invece va affrontato in maniera olistica perché ci sono sempre due fattori che concorrono alla realtà delle cose: sia lo scopo che la causa hanno messo in moto l’universo, dunque il perché e il come sono due aspetti della stessa “entità”. La vita e la morte sono entrambe manifestazioni o modi di essere del corpo!

Lo spirito non esiste e non esala alla morte di una persona perché ciò che è immortale e perpetua la vita passando dai genitori ai figli, ancor prima di morire, sono i geni che sono entità materiali! I genitori vivono nei figli e dunque a rigore di logica non muoiono mai, pertanto l’uomo è immortale grazie al corredo genetico tramandato ai figli.

Non esistono due “sostanze” opposte e complementari, la materia e lo spirito, l’immanente e il trascendente, la vita e la morte, la mente e il corpo: la mente è soltanto la manifestazione della vitalità del corpo che può muoversi oppure rimanere immobile. Una medaglia ha sempre due facce opposte e complementari, e sono proprio le due facce che la caratterizzano. Le idee sono l’effetto del cervello in azione. La morte è l’estinzione senza rimedio della vita la quale però ha precedentemente travasato se stessa, attraverso la sua essenza genetica, in una nuova vita.

L’anima corrisponde ai geni! I geni sono invisibili e immortali come l’anima!

La legge del dualismo del creato va intesa come doppia faccia della medaglia, ossia è la stessa entità che emana e produce due opposti, come l’acqua che si trasforma in vapore per aggiunta di calore e in ghiaccio per sottrazione di calore. Anche il cervello ha bisogno di calore, altrimenti smette di funzionare. Lo stesso pendolo oscilla tra due posizioni opposte, ma è sempre il pendolo che oscilla di qua e di là.

Ogni sostanza materiale ha sempre tre stati che variano in funzione della temperatura ambiente: solido, liquido e gassoso. Lo stato gassoso, quasi sempre invisibile, non è immateriale e tanto meno spirituale. Del resto, anche la luce si manifesta sotto forma di onde elettromagnetiche invisibili ai nostri occhi, ma anche sotto forma di particelle visibili (fotoni).

Così come variano le caratteristiche dei figli rispetto ai genitori, conferendo ciascun genitore soltanto il 50% del proprio materiale genetico, e così come variano le caratteristiche dei fratelli tra di loro a causa del rimescolamento del corredo genetico dei singoli gameti ad ogni meiosi, così varia anche il destino di ogni essere umano che dipende non solo dalle caratteristiche genetiche, ma anche e soprattutto dal tipo di vita che si conduce e dalle scelte che si fanno.

Come accade per tutte le diatribe, hanno ragione sia gli atomisti che gli animisti perché, manco a farlo apposta, i geni sono entità materiali o atomiche che vengono trasmesse alla discendenza. I geni trasmettono l’anima, anzi sono l’anima stessa!

Secondo la teoria della reincarnazione le sofferenze che patiamo in questa vita sono dovute al fatto che non avremmo imparato abbastanza le lezioni della vita o delle vite precedenti e quindi, per la legge del karma, dobbiamo subire le stesse sofferenze dell’altra vita fino a quando non ci evolviamo. Le sofferenze sono invece soltanto la conseguenza dei nostri errori, a prescindere da improbabili vite precedenti. In realtà non esistono vite precedenti, ma al massimo frammenti di vita, i geni!

Ed infatti, quando un figlio si comporta in maniera balorda e comunque in modo molto dissimile dai suoi genitori, oppure ha qualche caratteristica fisica assente nei genitori, ricorre sempre la frase: di chi ha preso? Si guarda ai nonni paterni e materni e anche ai bisnonni o ai trisavoli… non certamente a vite precedenti! O forse è la stessa cosa?! Un discendente possiede ancora il 6,25% del corredo genetico originario rispetto a ciascuno dei suoi 16 trisavoli (6,25 X 16 = 100).

Indubbiamente sarebbe magnifico se ci fosse qualche bella sorpresa dopo la morte! E infatti la sorpresa c’è: noi continuiamo a vivere con i nostri geni attraverso i nostri figli, anche se non ce ne rendiamo conto. Fatto è che i nostri figli dovranno pagare i nostri debiti karmici…, ossia tutti gli errori che abbiamo commessi nella loro educazione e tutti i cattivi esempi che abbiamo dato, anche non volendo, con i nostri comportamenti sbagliati e che essi hanno immancabilmente assimilato….. E tutto questo è sicuramente una “mezza” reincarnazione!

Ma già dopo due o tre generazioni i ricordi affettivi si affievoliscono fino a scomparire del tutto, anche perchè quasi nessuno ha conosciuto i bisavoli, né tanto meno i trisavoli! E allo stesso tempo si disperdono anche le loro ossa o le loro ceneri, ovvero si riduce sempre più l’incidenza dei loro geni.

Anche le piante fruttificano abbondantemente e ripetutamente prima della loro morte. Il segreto della vita è proprio la sua riproduzione continua. Le “anime vive” aumentano di numero in maniera parossistica, ovvero la vita prevale sempre sulla morte grazie alla replicazione incessante del famoso DNA!