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Guidoni ci scrive dalla ISS

La risposta dell'astronauta ad una nostra domanda dimostra come l'inquinamento luminoso costituisca un enorme -ed evitabile!- spreco di risorse energetiche.

Durante il suo recente soggiorno spaziale, l’astronauta italiano Umberto Guidoni, il primo europeo ad entrare nella Stazione Spaziale Internazionale, è stato a disposizione di “fan” e curiosi che potevano inviargli domande via email.


L’Autore con l’astronauta Guidoni durante l’inaugurazione della IV Settimana Nazionale dell’Astronomia a Villa Celimontana, Roma, il 7 aprile 2003

Ci abbiamo provato anche noi con una domanda sull’aspetto del lato notturno della Terra visto dallo spazio e riportiamo qui la sua risposta.

Tutti noi conosciamo le fotografie della “Terra di notte” che mostrano lo spaventoso effetto dell’inquinamento luminoso nelle zone più industrializzate, ma desideravamo sapere se quelle foto fossero effettivamente realistiche oppure, come succede in astronomia, non mostrassero più di quello che riesce a vedere il nostro occhio.
La risposta ci ha sorpresi:

> Caro Paolo,

> penso di poterti rispondere in italiano,

> Durante la parte notturna dell’orbita si possono vedere le citta’ molto

> bene e le zone piu’ sviluppate del mondo sono particolarmente luminose.

>

> Ciao

> Umberto

Questo significa che realmente le nostre luci illuminano l’alta atmosfera e disperdono significative quantità di energia verso lo spazio e che da lassù è possibile vederlo con i propri occhi!

Veniamo al punto: quanto potremmo risparmiare adottando un’illuminazione più razionale (per esempio eliminando i “globi”, uno dei più terrificanti metodi di illuminazione per esterni, pubblica e privata)? Le ultime stime indicano un risparmio di almeno 500 MILIARDI l’anno per l’Italia, una bella riduzione della bolletta energetica!

Ovviamente esistono anche molti altri motivi per adottare impianti di illuminazione più razionali sia per i privati che in ambito pubblico. Proviamo ad elencarne alcune:

- minore inquinamento atmosferico ed immissione di gas serra dalle centrali termoelettriche

- maggior durata delle fonti energetiche non rinnovabili

- minore aggressione del territorio per la ricerca di combustibili fossili

- riduzione degli effetti deleteri (ampiamente documentati) su flora, fauna e sull’uomo da parte della luminosità diffusa notturna.

Come si vede, risparmiando di parecchio sulla bolletta energetica (per un comune di 50.000 abitanti le proiezioni danno una contrazione del 30% della spesa per l’illuminazione) si ottengono anche molti altri benefici.

In Italia, come anche a livello internazionale, molte meritorie Associazioni si battono per la difesa del cielo buio, per la limitazione dell’inquinamento e per il risparmio energetico. Qui trovate i siti dedicati al problema dell’inquinamento luminoso.