Pubblichiamo una serie di osservazioni che sorgono “necessariamente” nell’osservatore critico e curioso di fronte all’astrologia e una guida all’interpretazione di questo fenomeno.
La presente analisi prende le mosse da un fatto che non può non incuriosire: alcuni credono fermamente nell’astrologia e altri non solo non ci credono, ma addirittura “detestano” questa disciplina.
E’ ragionevole questa diversità di comportamenti? Se l’astrologia non è una questione di opinione, non si dovrebbe poter stabilire chi ha ragione e chi no?
E’ chiaro infatti che se la questione fosse basata solo sulle opinioni o sui “gusti personali”, allora non ci sarebbe nulla di strano: c’è chi preferisce il cioccolato al latte e chi fondente e nessuno si stupisce di nulla!
Ma l’astrologia non è affatto una questione del genere: chi ci crede dice che “le cose stanno indubbiamente così” e non: “per me stanno così, ma se preferisci per te no”.
Che altri tipi di questioni esistono, oltre a quelle di “opinione”? Ne esistono due (nota1): quelle fattuali e quelle fideistiche.
Quelle fattuali sono le più semplici da capire: se io dico “il treno per Bologna parte alle 16:00″ faccio un’affermazione “fattuale”. Tale affermazione ha una proprietà molto rilevante: la si può verificare con la prova dei fatti e può risultare vera o falsa. Ricche di “concretezza”, le proposizioni fattuali sono quelle di cui è costruita la scienza. Le affermazioni scientifiche, anzi, si definiscono tali soltanto se possono essere sottoposte a verifica, se, cioè comportano la possibilità di essere “falsificate” con un esperimento.
E’ evidente che una volta che le affermazioni “fattuali” sono state dimostrate vere (o false) saranno vere (o false) per tutti: se il treno passa veramente alle 16:00 questo dato è “assoluto” e vale per tutti (nota2).
L’altro tipo di questione è quello “fideistico” e concerne la sfera della religione. In tal caso le affermazioni assomigliano a quelle “fattuali”, ma la loro verità si fonda sulla “fede” e non sulla prova dei fatti (nota3). Del resto la “verità rivelata” non ha, in quanto tale, alcun bisogno di dimostrazione. Diciamo quindi che la religione è “ascientifica”, cioè indipendente dai criteri di indagine e di verità della scienza.
Poichè l’astrologia non è una “verità rivelata” e, soprattutto, produce affermazioni fattuali (per esempio quando si pronuncia sulle conseguenze di certe configurazioni astrali), essa ricade inesorablimente nel campo del “verificabile”, cioè si può univocamente stabilire se è “vera” o “falsa” attraverso degli esperimenti. Una volta fatto questo, la credibilità dell’astrologia sarà stabilita per tutti e qualcuno sarà costretto a cambiare le proprie idee in proposito!
Allora possiamo chiederci: le affermazioni dell’astrologia sono vere o false?

Paolo Colona








