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Coordinate astronomiche

I professionisti, per individuare un oggetto usano le "coordinate astronomiche". Vediamo cosa sono e come possono essere utili all'appassionato.

Esistono diversi tipi di coordinate astronomiche (equatoriali, altazimutali, eclittiche e galattiche) ma quelle di uso più frequente e di maggior interesse per l’astrofilo sono quelle “equatoriali”.
Questo sistema di coordinate prevede la sovrapposizione alla volta celeste di una griglia di “meridiani” e “paralleli” fissi rispetto ad essa, proprio come succede con le ben note coordinate terrestri. Ricordiamo che possiamo considerare la “sfera celeste” come una sfera molto più grande della Terra e concentrica con essa.

Nel sistema di coordinate astronomiche equatoriali, i meridiani sono cerchi massimi passanti per i poli celesti, mentre i paralleli sono cerchi che hanno la medesima distanza angolare (misurata dal centro della sfera, ovvero dalla Terra) dall’Equatore Celeste. Questo è definito come l’intersezione tra il piano passante per l’equatore terrestre e la sfera celeste. Anche la sfera celeste, ovviamente, ha i poli: sono le intersezioni dell’asse di rotazione terrestre con la sfera celeste.

Sulla Terra, le longitudini si misurano in gradi a partire da un riferimento convenzionale che, per motivi storici, passa per l’osservatorio astronomico di Greenwich, vicino Londra. Nel cielo vi è la medesima esigenza di individuare uno “zero” per iniziare a contare le “longitudini” celesti. Tale zero è il meridiano passante per il punto equinoziale (o Punto Gamma, o Punto di Ariete) e la “longitudine celeste” si chiama Ascensione Retta e si misura in “ore”, “minuti”, “secondi” e frazioni decimali di “secondo” (per evitare la confusione con l’unità di misura del tempo, trattandosi di grandezze angolari, si può specificare che si parla, per esempio, di “minuti d’arco”).

Il “meridiano di Greenwich” del cielo si chiama coluro equinoziale (vedi figura).

L’analogo celeste della latitudine è invece la Declinazione che si misura in gradi.

Spostandosi in cielo da ovest verso est, il Sole, dall’equinozio di primavera, cresce in Ascensione Retta fino a raggiungere il massimo (24h) dopo un anno.

Stabilito questo sistema di coordinate, ogni stella sarà individuata univocamente dalla sua AR e Dec. come si vede in figura.

Per la precisione bisogna ricordare che le coordinate equatoriali delle stelle variano continuamente, sia pure molto lentamente, a causa dello spostamento del Punto Gamma (precessione degli equinozi), ma l’effetto di questo moto millenario (al massimo di 20″ all’anno) non è sensibile per l’astrofilo.