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Resoconto del Congresso Nazionale UAI 2001

Il totale successo di questa manifestazione, immersa in un'atmosfera quasi magica, ci suggerisce di darne un ampio resoconto, non solo di taglio scientifico.

E’ una sala gremita di astrofili sorridenti quella che applaude la chiusura dei lavori del 34° Congresso Nazionale dell’UAI nel primissimo pomeriggio di domenica 9 settembre. La soddisfazione è sul volto di tutti: degli organizzatori per aver visto i loro sforzi premiati da un successo durato tre giorni, e degli ospiti per un’accoglienza festosa e puntuale.

Al Congresso di Capo d’Orlando dell’anno scorso, l’ARA (Associazione Romana Astrofili) si era proposta come organizzatrice dell’edizione 2001. La località scelta fu Frasso Sabino (Rieti) dove l’ARA gestisce un osservatorio astronomico e un planetario. La sede, per la precisione, è stata la “Grotta dei Massacci”, un edificio storico costruito su una notevole struttura romana realizzata con imponenti blocchi megalitici (da cui il nome), oggi monumento nazionale.

Venerdì 7, prima ancora che iniziasse ufficialmente il Congresso, nel complesso della “Grotta” già fervevano le attività: Sylvie Coyaud, giornalista scientifica di fama, aveva appena allestito uno studio radiofonico dal quale avrebbe condotto in diretta un’intervista per la trasmissione di Radio Tre RAI “Le Oche di Lorenz”. Ospite d’eccezione, della trasmissione come del Congresso, Brian Marsden. Rispondendo alle domande, il conosciutissimo direttore del Minor Planet Center ha evidenziato il considerevole apporto degli astrofili italiani alla ricerca nel campo dei corpi minori del Sistema Solare. Insieme a lui hanno partecipato alla trasmissione il vicepresidente UAI Emilio Sassone Corsi, il consigliere UAI Paolo Colona, il presidente dello SCIS (Servizio per la Cultura e l’Informazione Scientifica dell’UAI) Paolo Volpini e Massimo Porcelli, anch’egli collaboratore dello SCIS.



Una foto di gruppo nel centro di Frasso Sabino. In alto si nota uno dei bastioni del castello. Anche il cielo, tersissimo, ha fatto da bella cornice all’intero Congresso (click per ingrandire)

Concluso questo “lancio radiofonico”, il Congresso si è aperto con la conferenza del noto giornalista Franco Foresta Martin dal titolo “I cambiamenti climatici fra scienza, economia e politica”. Abbiamo così imparato come si può quantificare l’impatto delle attività antropiche sul clima, quale sia stato l’andamento della temperatura media del pianeta nelle ere passate, e quali siano i vincoli politici ed economici per gli Stati che hanno sottoscritto il Protocollo di Kyoto. Ad un’ora di conferenza è seguita un’altra ora di stimolante dibattito con il pubblico, cui hanno partecipato sia Brian Marsden che Sylvie Coyaud.

Dopo la visita al bel complesso di ricerca e divulgazione astronomica di Frasso Sabino, un’ottima cena, primo assaggio della generosa ospitalità locale, ha degnamente chiuso la prima giornata del Congresso.

L’indomani, Bruno Puclinelli dell’ARA ha diretto la Prima Sessione del Congresso, “Storia e Cultura Astronomica”, nella quale sono state presentate sette relazioni: Sergio d’Amico (Coordinamento Astrofili Pugliesi) ha illustrato il disegno di legge sull’inquinamento luminoso della Regione Puglia, Francesco Azzarita (Sezione Quadranti Solari) ha presentato l’attesissimo e ragguardevole “Catalogo Generale delle Meridiane in Italia”, opera che recensisce più di tredicimila orologi solari del nostro Paese. Carlo Rossi (Commissione Nazionale contro l’Inquinamento Luminoso), ha mostrato quale sia il rendimento energetico complessivo degli apparecchi per l’illuminazione di esterni. Paolo Volpini e Paolo Colona, rispettivamente presidente e direttore dello SCIS, hanno fatto il punto sulle attività e i programmi del Servizio per la Cultura e l’Informazione Scientifica. L’avvocato Mario Di Sora ha relazionato sullo stato di attuazione della legge regionale 23/2000 per il risparmio energetico e contro l’inquinamento luminoso e Domenico Ienna ha alzato il velo di mistero che nasconde alcuni antichi miti astronomici riguardanti Sirio. Chiudeva la Sessione Pasquale Ago con una relazione sul ben concepito nuovo sito internet del CNROA (Commissione Nazionale Rete Osservatori Astronomici).

A questo punto si è inserito il primo dei diversi coffe-break del Congresso, così ricchi e ben curati che sarebbe ingiusto non farne menzione.



Questa allegra scena si è ripetuta molte volte durante il lungo pranzo di sabato, uno dei momenti in cui si sentiva di più il senso della “festa” che ha accompagnato l’intera manifestazione (click per ingrandire)

Nella Seconda Sessione, “Sistema Solare”, presieduta da Roberto Haver dell’ARA, si è tenuta la relazione che è stata insignita del Premio Ruggieri grazie al quale il relatore, Giuseppe Sorrentino, potrà proporre e condurre attività di ricerca per una settimana all’Osservatorio di Asiago. Il suo contributo, scelto per originalità e concreta affinità con le attività astrofile, verteva sull’osservazione dei flash da impatto meteorico sulla superficie lunare.

Gli altri interventi della stessa Sessione sono stati presentati da Paolo Tanga (Sezione Pianeti) sulla grande tempesta di polvere marziana di quest’estate, Fernando Ferri (Sezione Luna) sulla campagna di monitoraggio dei TLP presso Torricelli B e su recenti osservazioni di domi lunari, Enrico Stomeo (Sezione Meteore) sulla pioggia delle Quadrantidi di gennaio, prof. Giovanni di Giovanni sull’esame dei moti atmosferici attorno alla GRS di Giove, e Sergio Foglia (Sezione Asteroidi) sull’osservazione amatoriale degli asteroidi. Giannantonio Milani (Sezione Comete) ha presentato invece due relazioni, una sul bilancio delle osservazioni della LINEAR 2001 A2, l’altra sull’evoluzione e disintegrazione della LINEAR 1999 S4.

La ricchezza di relazioni astronomiche nelle sessioni mattutine ha contribuito a far arrivare i cento partecipanti del Congresso ben preparati all’originale pranzo offerto dalla Provincia di Rieti nella piazza centrale del paese, sotto le mura del suggestivo castello medievale (vedi le foto in questa pagina). Gli astrofili sono rimasti un paio d’ore a godere del sole, della ricchezza architettonica e naturalistica e dei prodotti tipici del luogo e la loro festa ha costituito sicuramente un momento idilliaco durante il Congresso. Tutti hanno potuto conoscere, fra l’altro, la contagiosa simpatia di Brian Marsden che ha generosamente confidato indiscrezioni sulle ultime scoperte astronomiche.

Leggi il seguito del resoconto, da sabato sera a domenica!

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