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Cosa aspettarsi dall'osservazione al telescopio

Non si può raccontare per filo e per segno cos'è possibile fare con un telescopio: i campi di applicazione e le possibilità sono semplicemente innumerevoli, ma possiamo dare qualche indicazione preliminare a chi intende acquistarne uno (o voglia costruirselo...).

Diciamo subito, per fissare le idee, che il più piccolo telescopio “astronomico” che possiate trovare, con una lente di 5 cm e un prezzo di ~70 Eur, ha una potenza ed una qualità ottica incomparabilmente maggiori rispetto al cannocchiale con cui Galileo ha fatto le sue maggiori scoperte astronomiche. Come minimo, quindi, potrete rifare tutte le sue scoperte (e molto altro)!

Figuriamoci di cosa sarebbe capace, allora, un telescopio “entry level” come il diffusissimo newtoniano 114/900 mm (prezzo -molto- variabile attorno ai 300 Eur)!

Prendiamo in rassegna tutte le possibili osservazioni alla portata di questo strumento con un’apertura di circa 12 cm e un prezzo abbordabile:

- Sistema Solare: dettagli lunari, planetari e solari.
- oggetti deboli (nebulose, galassie, ammassi e comete)
- Fotografia astronomica.

Sarà giusto, in ogni caso, sfatare una pericolosa illusione diffusa fra chi non ha ancora osservato attraverso un telescopio: mettendo l’occhio allo strumento NON si vedranno le stesse immagini che ammiccano dalle pubblicità o dalle pagine delle riviste di astronomia! In particolare, riguardo per esempio alle galassie o alle nebulose, dimenticatevi tutti quei colori e l’incisione dei dettagli nelle nebulose.

Approfondiamo questo punto: Ricordandoci che sui libri ci sono delle fotografie, notiamo che c’è una differenza fondamentale tra visione e fotografia. Quest’ultima è ottenuta con un supporto (sia esso chimico o digitale) capace di accumulare per un tempo lungo a piacere i fotoni in arrivo. Il risultato è che con una fotografia possiamo registrare stelle molto più deboli di quelle che riusciamo a vedere mettendo l’occhio al telescopio. Una fotografia può rendere evidenti rarefatti veli di luce che all’occhio sono assolutamente invisibili. Si pensi ad esempio alla famosa Nebuosa Testa di Cavallo in Orione: per vederla servono grandi telescopi e cieli perfetti mentre compare facilmente in foto fatte con normali teleobbiettivi (e pellicole sensibili al rosso).

I colori, poi, possiamo scordarceli. Al di sotto di una certa intensità luminosa, la retina non percepisce i colori e potete scommettere che tale soglia di intensità è largamente superiore a quella che sperimenterete all’oculare del vostro telescopio. Per farsi un’idea, chi scrive ha osservato tenui dominanti azzurrine e rosate solo osservando la più luminosa nebulosa dell’emisfero nord (M 42 in Orione) e attraverso un grande telescopio di 45 cm di diametro. Esperienza più unica che rara.

Stabilito che con il telescopio non si “vede” quello che ci mostrano le foto, seguite i link riportati sopra per capire cosa può mostrarci effettivamente un telescopio… (Probabilmente di più di quanto ci si possa aspettare dopo queste parole!)