Saturno al telescopio (I)

Che telescopio serve per vedere gli anelli? E l'atmosfera di Titano, il principale satellite di Saturno? Ecco tutto quello che c'è da sapere per osservare il "Signore degli Anelli".

L’osservazione di Saturno, data la sua grande luminosità e dimensioni apparenti, è molto agevole. Ogni anno questo pianeta raggiunge l’opposizione a circa 1.2 miliardi di km, distanza doppia di quella di Giove, sottendendo le ragguardevoli dimensioni di 20″ (il pianeta) e 46″ (gli anelli). Questo significa che gli anelli, visti a soli 40 ingrandimenti, appaiono grandi come la Luna ad occhio nudo (!). Per fare un confronto con le dimensioni apparenti degli altri pianeti si guardi questa immagine. Per conoscere le condizioni di visibilità in questo momento consultate il cielo del mese

Basta anche un piccolo telescopio per mostrarne le caratteristiche salienti, quali: lo schiacciamento polare (Saturno ruota così velocemente su se stesso che non è una sfera, ma un ellissoide di rotazione), gli anelli e Titano, il suo satellite principale. Un rifrattore da 5 cm consente osservazioni molto più precise di quelle eseguite da Galileo!

Serve invece un telescopio di almeno 8 cm (rifrattore) o 10 cm (riflettore) per mostrare qualche dettaglio sulla copertura nuvolosa del pianeta e la celebre Divisione di Cassini, che è la più evidente caratteristica degli anelli di questo pianeta.

Salendo con il diametro dello strumento ci si assicura l’osservabilità di un’altra serie di dettagli, fra i quali spiccano la calotta polare, che ha un colore differente dal resto del pianeta, la banda principale a latitudini temperate, eventuali tempeste equatoriali che si manifestano come macchie bianche e brillanti durante il passaggio all’estate nell’emisfero settentrionale. Se il telescopio è della classe degli Schmidt Cassegrain da 20 cm è ipotizzabile, nelle serate di seeing migliore, di scorgere la seconda divisione degli anelli di Saturno: quella di Encke, anche detta “traccia di matita” per la sua estrema sottigliezza.

A questo proposito è necessario specificare che vengono talvolta confusi la “divisione” di Encke ed una zona ad essa circostante, di colore più scuro, molto più facilmente visibile. Si tenga a mente che mentre la Divisione di Cassini ha una larghezza di 0.7″, e per il suo altissimo contrasto è visibile anche con telescopi che risolvono anche solo 1.5″, la Divisione di Encke è enormemente più sottile, raggiungendo, all’opposizione, soltanto 0.05″!

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