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Metodi dell'archeoastronomia

In riferimento all'intervento "Una tesi archeoastronomica", pubblichiamo alcune necessarie considerazioni riguardanti il metodo da usare nell'archeoastronomia

Leggiamo Una tesi archeoastronomica e chiediamoci: “Ma è così che si fa archeoastronomia?”

La risposta è no: quella non è archeoastronomia. Nel far discendere Orione (se non addirittura Horus) dall’uomo-uccello di Lascaux, ci siamo basati su evidenze così incerte e sparute che è impossibile far rientrare questa teoria all’interno della ricerca scientifica. “Misteriofila” sì (alla Kolosimo, per intenderci), ma non scientifica.

Non si può estrapolare un mito attraverso venti millenni (illudendosi di aver identificato una costante attraverso epoche e culture) basandosi solo sulla somiglianza di 4 rappresentazioni ed un pur antichissimo brano epico: questo non è materiale sufficiente per trarre una *conclusione* che si possa ritenere valida o verificata.

Al massimo si può partire da quanto abbiamo esposto considerandolo un’ipotesi di lavoro per cercare di falsificarla, cioè di metterla alla prova dei fatti raccogliendo altro materiale attinente. Ulteriori reperti ed evidenze potrebbero tanto confermare quanto smentire la tesi (è il modo di procedere che l’archeoastronomia deve ereditare dall’astronomia intesa come scienza moderna) portando in ogni caso a un progresso nella conoscenza dell’uomo antico e preistorico.

Non che manchino idee un certo interesse… Una è la considerazione che la memoria di epoche precedenti può sopravvivere, in forma mitica, presso culture successive. Ma se anche si trattasse di una legge sempre valida, non ci sarebbe bisogno, per Omero o per gli Egizi, di risalire con la memoria fino al 17.000 mila avanti Cristo: sarebbero bastati veramente pochi secoli. In quest’ottica si può ancora considerare di far risalire il mito del cacciatore Orione ad un’epoca in cui la caccia era una parte ancora importante dell’economia umana, ma non necessariamente indietro fino al paleolitico.

E allora perchè vi abbiamo illustrato questa scorribanda attraverso le più ampie epoche umane? Intanto per darvi un’idea di quanto sia facile trovare idee suggestive nel campo dell’archeoastronomia, tanto che uno rischia anche di “innamorarsene”, senza che a tale suggestione corrisponda altrettanta fondatezza, e poi perchè prima o poi certamente qualcuno l’avrebbe tirata fuori e siamo contenti di essere stati noi i primi (internet serve anche a questo, no? ;-)