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Mitologia delle costellazioni

E' bene prendere in maniera critica le spiegazioni mitologiche che vengono date alle costellazioni del cielo sui siti e libri di astronomia.

Alziamo gli occhi al cielo e osserviamo la splendida figura di Orione, una delle più belle costellazioni del cielo. Qual’è la sua mitologia?

Chiunque sarà in grado di dirvi che Orione era un bellissimo gigante, abilissimo cacciatore, misogino, il quale, per queste caratteristiche, attirò dapprima l’attenzione e poi l’ira di Diana, dea cacciatrice per eccellenza. Fu proprio Diana ad uccidere Orione con uno scorpione, anch’esso immortalato nell’omonima costellazione. Poichè sono eterni nemici, lo Scorpione ed Orione si trovano in parti opposte del cielo.

Bene per la storia, ma c’è un particolare: questa è la storia di Orione nella mitologia greca, la costellazione è un’altra cosa.

Per dirla più chiaramente: i greci associarono a quel gruppo di stelle la figura di Orione, ma chi potrebbe pensare che prima dei Greci quella costellazione non esistesse già (magari con un altro nome), o addirittura che il mito di Orione non risalga a ben prima dei greci cambiando nel corso dei millenni? La storia della costellazione che chiamiamo “Orione” è ben altra cosa che il mito di Orione.

Facciamo un altro esempio: la Lira, con la sua brillantissima Vega, sappiamo che rappresenta lo strumento regalato ad Orfeo da Hermes. Possiamo con ciò credere che la più luminosa stella del cielo estivo, che 14mila anni fa era la Stella Polare dell’Emisfero Nord, non abbia avuto nessuna storia prima che i greci gli associassero il loro strumento musicale?

Quello che leggete nell’Atlante delle Costellazioni di questo sito (e lo stesso vale per tutti gli altri siti), non è propriamente la storia o il mito della costellazione, ma solo l’ultima sovrascrittura operata in epoca storica dai greci.

Un ultimo esempio sarà decisivo: l’Ofiuco.

Provate a leggere la mitologia di questa costellazione proposta nel nostro Atlante. Ciò che apparirà chiaro, spero, è che nessun mitologo è attualmente in grado di identificare con chiarezza l’origine di quella costellazione, ovvero di dire chi fosse Ofiuco. Gli autori classici ci hanno suggerito diverse interpretazioni, ma ci sembra di capire che essi stessi non sapessero chi fosse il personaggio rappresentato in quella costellazione. Non accontentatevi quindi delle storielle che ricorrono ad Asclepio o ad Ercole che combatte contro il drago, sarebbe come fermarsi alla copertina di un libro, senza aprirlo.

Ciò che cambierebbe sostanzialmente la nostra conoscenza dell’uomo e della maniera in cui osservava il cielo negli scorsi millenni, quando non esisteva la scrittura e scarseggiano i riferimenti materiali, sarebbe proprio quello di andare oltre l’ultima versione nata in Grecia e di seguire le tracce delle costellazioni indietro nel tempo, quando forse rappresentavano qualcos’altro, o magari quando furono inventate per la prima volta. Bisogna solo stare attenti a non farsi prendere la mano e ad attenersi al più rigoroso metodo della storia e della scienza.