Un universo antiastrologico

Esiste un universo compatibile con l'astrologia? Il nostro lo è? ...o lo è stato solo quello aristotelico-tolemaico?

La maniera più efficace per comprendere a fondo la natura dell’astrologia è percorrerne la storia risalendo attraverso le tappe dell’astronomia culturale indietro per diversi millenni, fin dove le attuali conoscenze delle popolazioni antiche e protostoriche ci consentono di spingerci. Così facendo scopriremo, fra l’altro, che la concezione dell’universo è stata determinante per lo sviluppo di questa disciplina. Analizziamo quindi la concezione dell’universo radicata nel primo millennio a.C. A quell’epoca (come nella quasi totalità delle culture primitive), il cosmo è caratterizzato da una serie di proprietà fra le quali:

1) è “piccolo” e la Terra sta al suo centro
2) esiste un continuo contatto (ed una precisa corrispondenza) fra l’uomo e il
mondo ultraterreno
3) gli agenti fisici sono di carattere qualitativo e basati su rapporti di
analogia.

All’interno della tradizione greca, a queste proprietà si aggiunge la perfezione (incorruttibilità ed eternità) dei cieli, costituiti di una sostanza che non esiste sulla Terra e trascinati da un “Primo Mobile” che diventerà rapidamente, in ambiente cristiano, un divino Motore Immobile. I cieli, benchè trascinati “meccanicamente”, per muoversi hanno bisogno di schiere angeliche, o di intelligenze che li governino, e queste potenze non sono distaccate dalla vita umana, ma disegnano precisamente la cornice in cui essi avvengono.

L’astrologo sullo sfondo legge nelle stelle il carattere del nascituro in primo piano: nel “piccolo” universo antropocentrico, gli astri possono influenzare gli uomini. Da “De conceptu et generatione homini” di Jacob Rueff; Francoforte 1587

Il proscenio celeste è uno specchio del mondo umano nel quale si può leggere ciò che si svolge sulla Terra, ma allo stesso tempo esso influenza le azioni umane: microcosmo e macroscosmo sono continuamente corrispondenti e un profondo passo della preghiera cristiana più alta recita “come in cielo così in terra”. La maniera per “leggere” queste corrispondenze è l’astrologia, che assegna ad ogni pianeta, segno zodiacale e “aspetto” (rapporto di posizione fra i “pianeti”) un certo significato.

Tutto ciò, lo ripetiamo, è possibile in base a quelle tre precise proprietà del cosmo. Ora, ciò che intendiamo portare all’attenzione, è che quelle tre proprietà, che rendono plausibili le influenze astrali, oggi non sono più accettate.

A partire dal sedicesimo secolo tutte le caratteristiche tipiche dell’universo “astrologico” vengono demolite dalle incalzanti scoperte scientifiche. Ecco un elenco indicativo, non cronologico, di alcune di queste scoperte con le relative conseguenze per le credenze astrologiche:

la Terra non è al centro dell’universo –> l’universo non è costruito intorno all’uomo
i pianeti sono fatti di comuni sostanze “terrene” (rocce, ghiacci) –> non si possono supporre influenze di natura soprannaturale
il moto degli astri è determinato da semplici leggi matematiche –> intelligenze planetarie e schiere angeliche non sono necessarie
il Sole non è diverso da qualunque altra stella –> ogni divinizzazione del Sole è arbitraria
le costellazioni zodiacali non esistono –> svaniscono le basi “fisiche” per le differenti caratteristiche dei dodici
segni
l’universo è di dimensioni enormi e l’informazione non si può propagare più
velocemente della luce
–> anche ammettendo le influenze astrali, queste potrebbero arrivare secoli
dopo la morte di una persona
il numero di corpi celesti planetari è dell’ordine delle decine di
migliaia
–> sarebbe impossibile compilare un oroscopo “corretto” e tutti quelli già
redatti sono giocoforza errati…

È legittimo concludere, a valle di questa serie di dati, che l’universo che conosciamo è proprio incompatibile con ciò che dice l’astrologia, cioè non c’è modo di mettere insieme il castello di credenze astrologiche con l’universo per come lo conosciamo oggi.

C’è da dire un’altra cosa, comunque: essere spodestato dal centro dell’universo, scoprire in un lampo che molti millenni di tranquillizzanti certezze erano solo delle illusioni ingenue ed erronee, ritrovarsi solo, nella periferia di un’immensa galassia del tutto inconsapevole della sua esistenza, ha significato un duro colpo per l’uomo e la sua concezione di se stesso: un vero e proprio dramma esistenziale collettivo. Non tutti sono stati capaci di accettare l’evidenza dei fatti, e l’attuale diffusione di credenze soprannaturali e superstiziose come l’astrologia, è, fra l’altro, la misura di tale incapacità.

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