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Archeoastronomia e astronomia culturale: alcune definizioni.

Cos'è l'archeoastronomia, in cosa si distingue dalla storia dell'astronomia, e cos'è l'astronomia culturale?

Ecco un piccolo glossario con la spiegazione dei termini per muoversi con sicurezza all’interno delle nuove discipline archeoastronomiche. Nel compilarlo ci siamo prefissi di mettere in maggior rilievo le differenze fra le diverse voci.

L’astronomia culturale è tutto ciò che, della conoscenza astronomica di una civiltà, si manifesta nelle sue altre espressioni culturali. Tale passaggio non è quasi mai un’esposizione sistematica di nozioni astronomiche, quindi lo studio dell’astronomia culturale ci consente solo raramente di cogliere in pieno il livello di conoscenza scientifica della civiltà che l’ha prodotta.

Ecco un esempio di come l’astronomia culturale non sia indicativa delle reali conoscenze astronomiche. Sembra che molti templi greci fossero allineati verso il sorgere del sole nel giorno dedicato alla divinità cui era consacrato il tempio: la capacità di traguardare l’alba che in questo modo possiamo attribuire ai greci, è ben piccola cosa rispetto alle loro reali, vastissime conoscenze astronomiche!

NB. Lo stesso termine indica anche la disciplina che studia tutte queste manifestazioni culturali. Disciplina che, per le civiltà antiche, coincide con l’archeoastronomia.
Esempi: rientrano nell’astronomia culturale gli allineamenti studiati dall’archeoastronomia nonchè l’utilizzo di simboli astronomici nelle bandiere nazionali, nelle decorazioni artistiche presso civiltà antiche o nella pubblicità dei nostri giorni e in generale qualunque “uso” si faccia di una nozione astronomica.
L’archeoastronomia è la disciplina che studia i reperti di antiche civiltà con particolare attenzione ad un possibile contenuto astronomico.
NB. L’approccio alle conoscenze astronomiche di una certa civiltà tramite l’astronomia culturale è quasi sempre indiretto: i reperti utilizzati per questo scopo, infatti, non erano intesi per comunicare esplicitamente concezioni o scoperte astronomiche. Questa è la più grande differenza fra archeoastronomia e storia dell’astronomia
Esempi: lo studio dell’orientamento di templi o altre costruzioni antiche per evidenziarne una intenzionalità astronomica, oppure l’analisi di un mito ispirato ad una concezione astronomica.
La storia dell’astronomia delinea l’evoluzione delle conoscenze astronomiche attraverso i secoli e i millenni.
NB. Lo studio avviene preferenzialmente attraverso fonti dirette, che parlano esplicitamente ed intenzionalmente di astronomia. Laddove (civiltà antiche e preistoriche) mancano simili fonti, la storia dell’astronomia deve necessariamente ridursi alle conoscenze consentite dall’archeoastronomia.
Esempi: ricostruzione del modo in cui furono utilizzate certe osservazioni telescopiche per dedurne risultati teorici; analisi dei carteggi o delle opere di un astronomo; traduzione delle tavolette mesopotamiche con pronostici e osservazioni astronomiche, ecc.