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Lente di barlow

Ciao Paolo, quando ti ho chiesto la differenza tra gli oculari mi son dimenticato di chiederti a cosa serve la lente di barlow che vedo spesso nominata in molti depliant!

La lente di Barlow consiste in un elemento ottico negativo (per esempio una lente piano concava) che, inserita sull’asse ottico tra obiettivo e oculare, aumenta la focale equivalente del telescopio.

L’usuale contrassegno (per esempio “2X”) indica di quanto viene moltiplicata la focale del telescopio. Una barlow 2X porterà per esempio il 114/900 alla configurazione 114/1800. E’ evidente, quindi, che ciascun oculare fornirà un valore doppio di ingrandimenti.

Esistono lenti di barlow con diverse focali: da quella 1.4X alla 5X, e, ovviamente, differenti qualità ottiche: dalla scarsa lente singola al doppietto acromatico al costoso ed eccellente tripletto apocromatico.

Quanto detto va corretto per due aspetti:

1) E’ necessario prendere il valore espresso dalla targhetta della barlow in maniera indicativa: infatti le distanze reciproche obbiettivo-barlow-oculare possono variare anche signficativamente la focale equivalente della configurazione finale.

2) Se la barlow non è di buona qualità aumenterà sì gl’ingrandimenti, ma farà calare irrimediabilmente la qualità dell’immagine senza alcun vantaggio. In genere sopra i 2X è richiesta una qualità (e prezzo) superiore, altrimenti si avrà un forte decadimento dell’immagine.

Il punto 2 si può commentare ricordando che il peggioramento dell’immagine è maggiore per alti ingrandimenti. Ovvero: una barlow di cattiva qualità che, accoppiata ad un oculare di 6mm impoverisce l’immagine, potrebbe andare ancora bene per osservare attraverso ad un oculare da 40mm.

Ricordo anche che i telescopi hanno comunque un ingrandimento massimo oltre il quale, con o senza barlow, è inutile spingersi. Per il 114/900 l’ingrandimento massimo è attorno ai 230x, ottenibili con un oculare da 4mm (225x).


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