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Sul rapporto fra l'uomo e il cielo

Ho deciso di presentare, all'esame di maturità, una tesina sul rapporto tra uomo e cielo. Mi piacerebbe poter approfondire non solo gli aspetti strettamente astronomici, ma anche quelli psicologici legati alla percezione che gli individui hanno (e hanno avuto)dei fenomeni che avvengono sopra le loro teste. Mi puoi dare qualche idea o consiglio? Grazie, Giulia.

Ciao Giulia, complimenti per l’interessantissimo tema scelto per la tua tesina.

L’argomento è veramente vasto e il materiale è molto abbondante. Considera ad esempio che alcuni ritengono che molti dei miti più antichi abbiano una matrice fondamentalmente astronomica (vedi ad esempio il libro “Il mulino di Amleto” che ho recensito in questo sito). Il rapporto fra uomo e cosmo potrebbe essere affrontato in ben altra sede che in una tesina di maturità, ma puoi tentare un “inizio” di ricerca.

Ti do qualche indicazione.

- Tutti i cicli naturali sono determinati da cause astronomiche: l’alternarsi del giorno e della notte determina il ciclo di sonno/veglia, e le stagioni astronomiche governano macroscopicamente il regno animale e vegetale.

Nota che, al contrario, il ciclo lunare regola il comportamento di solo alcune specie, per lo più acquatiche, e non ha alcun rapporto con il ciclo femminile (i periodi sono diversi), nè con tante tradizioni popolari e contadine. La sua importanza è principalmente culturale e sociale, essendo la base di praticamente tutti i calendari noti (la “settimana”, ad esempio, dipende dal fatto che la Luna impiega circa 7 giorni per cambiare fase).

- Tali fenomeni naturali sono stati “mitizzati”. Per Jung questo processo non portava a semplici “allegorie di quegli avvenimenti oggettivi, ma piuttosto ad espressioni simboliche dell’interno e inconscio dramma dell’anima il quale diventa accessibile alla coscienza umana per mezzo della proiezione, del riflesso cioè nei fenomeni naturali” (C. G. Jung, “Gli archetipi e l’inconscio collettivo”). Qualunque fosse il motivo, che ci fosse o no un “riconoscimento” dell’inconscio nelle manifestazioni della natura, l’uomo le ha reinterpretate attraverso i miti. Per esempio il ciclo delle stagioni è diventato il “ratto di Proserpina”. Alternativamente, per le costellazioni poste sull’equinozio di autunno, furono scelti animali che uccidono come lo Scorpione e il Sagittario che “feriscono” il Sole e lo fanno “cadere” fino all’inverno.

- Attraverso una simile “mitizzazione”, troviamo che la stessa parola “dio” è derivata dal termine che indica il dì (cioè la parte del giorno in cui il Sole è sopra l’orizzonte). In particolare sono tutte imparentate fra loro le seguenti parole: dies, dì, Dio, diurno, giorno, Giove, Zeus, deus e, ovviamente, tutti i loro derivati.

- I cicli stagionali, con la conseguente differente altezza del Sole sull’orizzonte e relativa durata delle giornate, hanno fatto pensare alle 4 età dell’uomo: nascita, rigoglio giovanile, maturità, senescenza e morte. Tale quadripartizione è stata assorbita nello scherma “tetralogico” delle complessioni, ben note all’Occidente medievale e rinascimentale, di tradizione aristotelica. Alle 4 stagioni sono state quindi associate anche le 4 complessioni. Stupisce poco che la complessione malinconica sia stata associata all’autunno (vecchiezza e morte), e che in tale stagione l’organismo umano vada più facilmente incontro a disturbi dell’umore dovuti proprio alla carenza di luce diurna. Ricorda anche che il Natale era la festa della (ri)nascita del Sole che, tornando a risalire l’Eclittica dopo il solstizio invernale, “risorgeva” dopo essere “invecchiato e morto” durante l’autunno.

- Un’altra relazione a sfondo sociale puoi trovarla nella tradizione astrologica. Questa pretendeva di predire gli eventi futuri in base alla posizione degli astri. Se già nell’antichità molti sapevano che si trattava di “una frode venale” (Oracoli Caldaici, frammento 107), la sua persistenza dimostra quanto l’uomo si sia sempre considerato intimamente legato al cielo.

- Passando alle citazioni, questo è Kant: “Due cose riempiono l’anima di sgomento e venerazione: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”; e questa è la Bibbia nel cosiddetto “Salmo del Sole”: “I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l’opera delle sue mani” (Sal 19,2).

- Per concludere questa rapidissima e assolutamente incompleta rassegna non posso tralasciare la musica, che è legata a doppio filo alle stelle: da una parte infatti fin da Pitagora (e poi l’ultimo, grandioso tentativo fu di Keplero) il problema delle distanze e dei periodi dei pianeti fu impostato sui “rapporti armonici”, in base ai quali si parlava di “musica delle sfere”. Dall’altra parte, molti musicisti si sono ispirati agli astri, e, per dirne una, lo stesso W. Herschel, scopritore di Urano, era un compositore e maestro di musica.

Simili relazioni le trovi anche presso altre arti (per la pittura ti consiglio di guardare questa ricerca sul sito dello SCIS - Servizio per l’Informazione e la Cultura Scientifica).

Come ti dicevo il materiale è sovrabbondante; spero di averti aiutato a trovare qualche spunto e non ti fare problemi se vuoi ulteriori chiarimenti!


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