Manduria, centro ricco di archeologia e arte fra distese di
uliveti e vitigni, ha ospitato il XXXVI Congresso Nazionale dell’UAI organizzato
dall’Osservatorio Isacco Newton, presso il convento delle Servite, il 12, 13 e
14 settembre. Nell’ampio salone dell’ex-convento si sono tenute le molte
relazioni scientifiche e sociali di questo importante evento (la cui
partecipazione era gratuita, come sempre, per i Soci), tranne una, quella di Lucia Corbo che ha sfruttato il sole del cortile settecentesco per le sueesperienze didattiche con il Sole.
Ospiti d’eccezione, i professori Salvatore Serio e
Fabrizio Bonoli, rispettivamente presidente della SAIt e direttore del
museo della Specola di Bologna, hanno ulteriormente arricchito l’evento di
occasioni di approfondimento e di riflessione con le conferenze sul Sole e sulla
Rivoluzione Copernicana.
Le prime relazioni scientifiche si sono tenute sabato
mattina: la sessione di “Didattica e Divulgazione Astronomica” è
stata aperta dal prof. Cosimo Distratis, direttore dell’Osservatorio
didattico I. Newton, che ha presentato una lettura sul “tempo”. Amedeo Gigli
ha presentato il sorprendente planetario interattivo, interessante strumento
didattico per computer. Paolo Battista ha mostrato la realizzazione del
regolo di sua invenzione (con dischi di cartoncino) per il calcolo della
longitudine dei pianeti. Claudio Lopresti ha infine portato una simpatica
relazione sulle esperienze didattiche nelle scuole elementari.
Paolo Colona ha aperto la seconda sessione, di
“Storia e Cultura Astronomica” mostrando come il sito dell’Unione si sia
affermato, con un milione di accessi mensili, quale riferimento centrale nel
panorama italiano. Sergio D’Amico ha presentato le nuove iniziative nate
dal gruppo di lavoro dello SCIS: Astroarte e Astrocultura. Di nuovo, Paolo
Colona ha condotto un’articolata analisi del mito di Perseo per spiegarne il
grande successo fra le costellazioni.
Dopo l’abbondante buffet si sono tenute le relazioni delle
Sezioni di Ricerca: Giannantonio Milani, Enrico Stomeo, Angelo
Frosina e Massimo Corbisiero (che sostituiva Claudio Costa) hanno
fatto un resoconto delle attività delle rispettive sezioni: Comete, Meteore,
Variabili, Occultazioni. Claudio Lopresti, consigliere supervisore della
Ricerca, ha letto i resoconti pervenuti dai responsabili delle rimanenti
Sezioni. Emilio Sassone Corsi ha presentato una relazione morale
densissima di innumerevoli programmi ed attività condotte dall’UAI sotto la sua
guida e di interessanti progetti ed eventi per il futuro.

Fra questi, i presenti
sono stati i primi ad apprendere dell’impegno televisivo grazie al quale il
Presidente sarà ogni martedì ospite della popolare trasmissione Casa Raiuno
per promuovere l’astronomia anche attraverso questo mezzo. A seguire,
l’Assemblea dei Soci ha deliberato, non con l’usuale tranquillità, e fino a
tardi, su una vasta quantità di proposte fra le quali il perfezionamento dello
Statuto e nuove iniziative.
Durante la cena sociale, introdotta da una presentazione
della dott.ssa Antonietta Pignatelli Palladino, sono stati consegnati i
premi “Lacchini” (a Jean Meeus) e “Ruggieri” (a Gianluca Masi).
Domenica mattina si sono tenute le ultime, interessanti
sessioni. Fabio Pacucci, il più giovane relatore ad un Congresso UAI, ha
aperto la sessione sul “Sistema Solare” con un’appassionata presentazione delle
proprie osservazioni su Marte; dopo di lui, Giovanni Di Giovanni ha esposto
alcune considerazioni quantitative sull’energetica delle calotte polari di
Marte. Le curve di luce di phemu gioviani di Fabio Slavaggio e
Salvo Spampinato hanno colpito per la “perfezione”, mentre il filmato di
Massimo Corbisiero è stato emozionante per l’evidente “doppia occultazione
radente” della stretta Porrima. Il famoso bolide del 12 agosto 2002 è stato
l’oggetto della conferenza di Enrico Stomeo che ha lasciato il posto a
Antonio Milani che ha esposto le importantissime collaborazioni fra la
Sezione Comete e l’Agenzia Spaziale Europea, nonché il progetto CARA (Cometary
Archive for Amateur Astronomer) cui è dedicato il sito http://cara.uai.it/.
Durante la successiva sessione (di “Astronomia Galattica ed
Extragalattica”), Gianluca Masi ha evidenziato le enormi potenzialità che
internet e nuove tecnologie mettono a disposizione degli astrofili, Luigi
Baldinelli ha esposto le tecniche di ripresa e riduzione dati in opera
nell’Osservatorio da lui diretto, e Pasquale Galianni ha invece portato
l’attenzione su una sorgente X posta nei pressi di una componente del Quintetto
di Stephan.
Nella sessione “Strumentazione Astronomica”, l’ultima del
Congresso, hanno parlato Giuseppe Pupillo, Emilio Sassone Corsi e Wolfgang Grzybowski rispettivamente su un utile calcolatore astronomico telematico, il grande
osservatorio regionale della Valle d’Aosta, e un sistema per collimare le
ottiche di un telescopio controllandone la corretta lavorazione.
Grazie all’ospitalità dell’organizzatore Cosimo Distratis, alla simpatia delle persone del luogo, e alle tante occasioni di
confronto e discussione fra gli astrofili, il Congresso UAI 2003 è stato, come sempre, un momento di grande vitalità
dell’astrofilia italiana che si ripeterà l’anno prossimo a Piombino nel XXXVII Congresso.

Paolo Colona








