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2004-01-22

“Dalla UAI- Unione Astrofili Italiani” Il sito dell’UAI segue le avvincenti “Cronache Marziane” con aggiornamenti tempestivi fornendo anche i link diretti alle fonti delle[...]

“Dalla UAI- Unione Astrofili Italiani”

Il sito dell’UAI segue le avvincenti
“Cronache Marziane” con aggiornamenti
tempestivi fornendo anche i link
diretti alle fonti delle notizie.
Le vicende del rover americano Spirit
e del suo gemello Opportunity, sono
sempre aggiornate fra le “astronews”
dell’UAI insieme ai dati dell’europea
Mars Express che, in orbita attorno al
Pianeta Rosso, ne scandaglia il suolo
in cerca d’acqua.

Nell’ultimo anno sono state publicate
quasi 200 astronews.

“Noi e il cielo”

il cielo può incantare chiunque, non
solo chi lo studia per carpirne i
segreti. Comete, eclissi, congiunzioni
e altri fenomeni eclatanti sono
spettacoli che tutti possono ammirare
e il 2004 ne sarà prodigo. Questa
settimana la Luna passerà accanto a
Venere (il 24) e a Marte (il 28)
creando panorami suggestivi nel cielo
del tramonto. Venere è riconoscibile
per l’estrema luminosità mentre Marte,
che l’anno scorso si è avvicinato alla
Terra, è un astro di prima grandezza
che adesso brilla con la sua luce
rossa a 202 milioni di Km da noi.

“Stelle, costellazioni e…”

Questo è il periodo dell’anno in cui è
possibile osservare il maggior numero
di stelle di prima grandezza: mentre
ad Ovest tramontano Vega, Deneb e
Altair, ad Est sono già sorte le gemme
del cielo invernale, prima fra tutte
Sirio, e poi Capella, Rigel, Procione,
Betelgeuse, Aldebaran, Polluce e
Castore. A Sud Ovest è visibile anche
Fomalhaut, nel Pesce Australe. A
queste stelle si aggiungono la
splendentissima Venere ad Ovest e
Marte, a Sud, attualmente luminoso
come Aldebaran. In totale 14 astri in
un cielo pieno di fascino.

“Che stella è quella?”

Sirio è la stella più brillante del
cielo e la si può osservare fra
Sud-Est e Sud in queste sere. Il suo
colore è bianco, ma poichè è bassa
può apparire rossastra, fenomeno che
ha ingannato antichi astronomi.
James Gregory fu il primo a misurarne
la distanza nel 1668, basandosi
sull’ipotesi che fosse luminosa quanto
il Sole. Ritentò Christiaan Huygens
nel 1698 sfruttando la luminosità di
Saturno e infine Newton rifece
l’esperienza nel 1728. Le distanze
trovate furono: 0.4, 1.2 e 6 anni
luce. Le misure attuali salgono a 8.6.