Risposta
L’effetto Yarkovsky è la variazione dell’orbita di
un corpo del Sistema Solare, dovuto alla combinazione dell’illuminazione da
parte del Sole e della rotazione del corpo su se stesso.
Il fenomeno si basa
sul fatto che un corpo che disperde calore nello spazio riceve una sorta di
“rinculo” pari alla quantità di moto della radiazione emessa.
Se la
superficie di un asteroide viene illuminata dal Sole, può riemettere parte della
radizione assorbita in direzione diversa da quella del Sole (se l’asteroide
ruota su se stesso). In questo modo l’asteroide acquisterà o perderà momento
angolare rispetto al Sole a seconda che ruoti su se stesso nello stesso senso o
nel senso opposto rispetto al suo moto di rivoluzione (naturalmente considerando
che gli assi di queste due rotazioni non siano perpendicolari).
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Schema del meccanismo alla base dell’effetto Yarkovsky. Cliccare per
ingrandire.
Naturalmente, a causa delle minuscole forze in gioco (la forza
esercitata dall’emissione di calore di un asteroide può ammontare a pochi grammi
su una massa di milioni di tonellate), l’effetto Yarkovsky è di piccola entità e
dipende da una dozzina di fattori fra i quali: orientamento ed entità della
rotazione, forma, albedo e capacità termica dell’asteroide.
L’effetto
Yarkovsky fu previsto dall’omonimo scienziato polacco attorno al 1900 ed è stato
misurato per la prima volta nel 2003 su 6489 Golevka, un asteroide di circa 500
metri di diametro.
Tale asteroide è stato osservato ripetutamente con la
massima accuratezza possibile utilizzando il grande radiotelescopio di Arecbo (a
Puerto Rico). Grazie alla precisione delle misure e alla conoscenza esatta dei
suoi parametri orbitali, è stato possibile valutare in 15 chilometri lo
spostamento subito dall’asteroide fra il 1991 e il 2003 a causa dell’effetto
Yarkovsky. Il lavoro è stato pubblicato sull’edizione del 5 dicembre 2003 di
Science.
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Paolo Colona








