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2006-09-07

“Dalla UAI- Unione Astrofili Italiani” Giovedì 7 è iniziato, con la conferenza pubblica del Direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Catania, il 39° Congresso UAI. Nei tre giorni[...]

“Dalla UAI- Unione Astrofili Italiani”

Giovedì 7 è iniziato, con la conferenza pubblica del Direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Catania, il 39°
Congresso UAI. Nei tre giorni seguenti
si presenteranno alcuni dei più significativi progetti astronomici condotti
dagli astrofili italiani. Responsabili
di Sezioni di Ricerca e Commissioni
esporranno le loro attività. È attesa
l’assegnazione di diversi premi, come
quello del concorso Una Stella Sul Diploma riservato alle scuole superiori.
Il resoconto presto sul sito UAI. Per
info sulle pagine astronomiche del
Televideo scrivere a tlv(at)uai.it

“Noi e il cielo”

benché ai “profani” unità di misura
come l’anno luce (10 mila miliardi di
Km) e il parsec (3,26 anni luce) possano sembrare enormi, sono del tutto
inadeguate per spingersi a misurare le
distanze fuori dalla nostra galassia.
I cosmologi utilizzano regolarmente il
megaparsec (Mpc), o addirittura, per
la comodità di esprimere le distanze
con i valori misurati direttamente al
telescopio, il redshift (z): l’arrossamento della luce delle galassie
dovuta all’espansione dell’universo.
z=1 equivale a circa un miliardo di
anni luce, z=2 a circa 8 miliardi!

“Stelle, costellazioni e…”

A pochi giorni dall’equinozio, gran
parte delle costellazioni tipiche del
cielo d’autunno è già visibile poche
ore dopo il tramonto. Alle 22.30 il
Capricorno passa al meridiano (a circa
30° sull’orizzonte Sud), alla sua sinistra, più in basso, è già sorta la
bellissima Fomalhaut. Voltandosi ad
Est si riconoscono il grande Quadrato
del Pegaso e le tre stelle allineate
di Andromeda, con la più luminosa galassia del nostro emisfero, visibile
ad occhio nudo. Più a Nord la luminosa
“W” di Cassiopea, sotto la quale si
vedono le luminose stelle del Perseo.

“Che stella è quella?”

Strumento classico per l’orientamento,
la Stella Polare non è così difficile
da individuare. Dimenticandosi l’idea
preconcetta che sia molto luminosa (in
effetti è solo di seconda magnitudine)
la si può trovare esattamente a metà
fra il Grande Carro e Cassiopea. Imparando la posizione reciproca della Polare con queste due costellazioni la
si potrà ritrovare anche quando, in
altri momenti, il Grande Carro oppure
Cassiopea non saranno visibili, perché
l’ora o la stagione saranno diversi.
Per domande e informazioni di astronomia scrivere a tlv(at)uai.it