Questo sito contribuisce alla audience di

"Astronomi per passione"

Robert Bruce Thompson, Barbara Fritchman Thompson Ed. Apogeo 2007 463 pagg. Prezzo € 25

align=left border=4/>
Il titolo dice molto: gli scienziati studiano il cielo al termine di un lungo iter accademico e di ricerca, ma molte più persone studiano il cielo e lo osservano “per passione”. A questi si rivolgono gli Autori, due coniugi astrofili, mettendo insieme un ponderoso compendio di consigli basati sulla propria esperienza. Il concetto è semplice: raccogliere tutte insieme quelle competenze e soluzioni ottenute in diversi anni di pratica per evitare ai neofiti la scomodità di trovarle da sè. Il tutto è realizzato attraverso 65 “esperimenti”, cioè vere e proprie attività specifiche per venire a capo di questo o quel problema.

Il risultato è
notevole
, dato che qualcuno dei mille consigli e accorgimenti è risultato utile anche a chi scrive (ad esempio come misurare l’ampiezza della propria pupilla usando le chiavi esagonali, quale schermo rosso è più adatto al video di un computer portatile, tecniche per proteggere la sensibilità al buio, eccetera). Ma il piacere della lettura è dovuto, personalmente, soprattutto allo spaccato della vita “astronomica” degli Autori, che descrivono accuratamente tutte le loro pratiche osservative. In questo senso, data la familiarità e la sistematicità con cui vengono trattati gli argomenti, si può dire di riuscire a compiere le osservazioni in compagnia degli Autori, cosa che è sicuramente consigliabile e sarà gradita ai principianti.

Per prima cosa gli Autori chiariscono il loro punto di vista sul vasto mercato dei telescopi. All’argomento “acquisto del primo telescopio” sono dedicate 35 belle pagine del primo capitolo. Qui si sente l’origine americana del testo, sia perchè il mercato analizzato è quello statunitense (che peraltro, a parte la peculiare diffusione dei telescopi dobsoniani, non è molto dissimile da quello italiano), sia perchè gli Autori non si fanno alcun problema a citare diffusamente marche, modelli e prezzi, cosa che qui da noi è piuttosto insolita.

Tra gli argomenti trattati più minuziosamente figurano, giustamente, sia le tecniche osservative (dei pianeti o degli oggetti deboli), sia la conoscenza della propria strumentazione. Il primo punto consente di mettersi nelle condizioni ideali per compiere le migliori osservazioni possibili a parità di cielo (seeing e magnitudine limite) e di strumento. Il secondo punto è fondamentale per poter ottenere il massimo dal proprio telescopio: molto spesso, a causa di scarsa dimestichezza con aspetti tecnici, non si utilizza un telescopio al top delle sue potenzialità, finendo per concludere che sia necessario “un telescopio più grande”. Mettendo in pratica gli esperimenti proposti dagli Autori ci si può avvicinare ai limiti reali del proprio telescopio risparmiando i soldi per l’acquisto di uno strumento superiore e traendo maggior soddisfazione dalle osservazioni.

Qualche difetto. Mentre gli aspetti pratici dell’astronomia amatoriale sono stati affrontati correttamente, qualche leggera imperfezione si scova nei paragrafi teorici (ve ne sono diversi, dedicati tra l’altro alla storia dell’astronomia e all’astrofisica), una mancanza dovuta alla formazione “sul campo” degli Autori e che evidentemente non inficia l’utilità del testo per i neofiti.

Più fastidiosa (e insidiosa) si rivela la scarsa traduzione dall’inglese: chi conosce la lingua originale può addirittura leggere “in trasparenza” il testo inglese a causa della conservazione della sintassi e alla resa letterale di alcuni termini. Questo non solo può essere un limite alla leggibilità del testo, ma talvolta può pregiudicarne la comprensione (come quando il termine “lens” è tradotto come “lente” anzichè come “obbiettivo (fotografico)”, o quando il termine tecnico “luminosità superficiale” è inesplicabilmente reso con “brillantezza delle superfici”, eccetera).

Infine, l’impostazione molto familiare del testo è sicuramente un punto a favore, ma in certi casi sarebbe stato meglio un minor entusiasmo. Il racconto di quando l’Autore stentava a completare una Maratona Messier essendosi ubriacato insieme ai suoi compagni d’osservazione, per esempio, poteva essere omesso a favore magari di qualche cenno di fotografia astronomica. Così pure, non sarebbe stato male utilizzare una modella per le foto a corredo, al posto della non così tanto fotogenica Barbara…

Nessuna di queste pecche potrà comunque togliere il piacere o l’utilità di seguire i consigli e di effettuare gli “esperimenti” proposti.

Di seguito le scansioni dell’indice del volume: