“Dalla UAI- Unione Astrofili Italiani”
L’UAI augura a tutti buone Feste e un
eccellente 2008, richiamando l’attenzione sull’evento astronomico natalizio dell’opposizione di Marte. La sua
forte luce rossa è ben visibile ad Est
dopo il tramonto. Avvicinatosi a soli
88 milioni di Km, è oggetto di studi e
fotografie da parte di tutti gli aderenti della Sezione Pianeti UAI.
Potete visitare il sito
http://pianeti.uai.it/
per news e approfondimenti.
Per domane e informazioni:
tlv(at)uai.it
“Noi e il cielo”
Ormai da diversi decenni moltissime
delle più importanti scoperte astronomiche non si ottengono studiando il
cielo nella cosiddetta “finestra ottica” ma ad altre lunghezze d’onda.L’occhio umano è sensibile solo ad un minuscolo intervallo di tutta la gamma
di frequenze della luce; al di fuori di
questo intervallo si trovano per esempio i raggi infrarossi, le microonde e
le onde radio,come anche gli ultravioletti, i raggi X e i raggi gamma. Ogni
“tipo di luce” consente di osservare
il cosmo in modo diverso e compiere
scoperte altrimenti impossibili.
“Stelle, costellazioni e…”
Volgendoci a Nord, verso le nove di
sera, possiamo facilmente individuare
una delle più appariscenti costellazioni del Cielo: Cassiopea, formata da
5 stelle disposte ad M. È alta circa
70° sull’orizzonte Nord. Tra lei e l’
orizzonte splende piuttosto isolata la
Stella Polare. Vicino all’orizzonte,
vedremo a sinistra (Nord Ovest)la fulgida Vega che si avvia a tramontare, e
a destra invece, bassa sull’orizzonte,
si sta alzando l’inconfondibile sagoma
del Grande Carro (l’Orsa Maggiore).
Tra questi astri, al di sotto della
Polare, si sviluppa la costellazione
del Drago.
“Che stella è quella?”
La stella che segna il vertice N-W del
Grande Carro è Dubhe(”orso” in arabo),
Alfa Ursae Majoris. È una stella arancione con temperatura di 4200°C: è la
più fredda e la più lontana delle
stelle del Grande Carro (124 anni luce). Brilla 300 volte più del Sole ed
ha un raggio 30 volte maggiore della
nostra stella. Le orbita attorno in 44
anni una piccola stella compagna distante da lei quanto Urano dal Sole
mentre, 400 volte più lontana, c’è un’
altra compagna a sua volta doppia, che
porta a 4 il numero di componenti di
questo sistema stellare.

Paolo Colona








