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Ingrandimenti del telescopio

Non importa quanto ingrandisce un telescopio, ma quanto fa vedere bene. Un esempio fotografico.

Giove 2009 a diversi ingrandimenti

Wolfgang Schroeder, nel suo delizioso libro “Astronomica Pratica - il vademecum dell’astronomo dilettante”, propone al suo pubblico niente meno che la costruzione in proprio di un telescopio.(1)

Con l’occasione ci dà lucidissime informazioni riguardo all’ingrandimento del telescopio:

Per quanto possa sembrare strano, l’ingrandimento dell’oggetto da osservare è la meno importante delle funzioni di un telescopio. È facilissimo costruirne uno che ingrandisca cento volte senza mostrare un solo particolare di più di quelli osservabili ad occhio nudo

Ed eccone la prova: queste due immagini di Giove (che riportiamo con le invariate dimensioni relative originali) sono state riprese il 28 e il 29 settembre 2009 con lo stesso telescopio. Nel primo caso è stato utilizzato un complicato sistema di lenti che moltiplicava il potere del telescopio (metodo afocale utilizzando un oculare panoramico ed una compatta Olympus con ultrazoom 26x ottico). A destra Giove è stato ripreso più “canonicamente” con una telecamera Imaging Source e una semplice barlow 2x. Come si vede immediatamente, l’immagine migliore è quella meno ingrandita. Ciò non significa che per vedere meglio bisogna ingrandire poco, ma che alti ingrandimenti non sono garanzia di qualità! Nel primo caso il problema è imputabile alla pesante manipolazione della luce, che ha dovuto attraversare una quindicina di elementi ottici in più rispetto al secondo caso.

Lo ricordiamo, doverosamente, a favore di chi cerca il primo telescopio da comprare e si imbatte in inserzioni che pubblicizzano i telescopi in base all’ingrandimento che possono dare: ignorate quell’informazione!
Nel migliore dei casi è superflua (e qualche volta è solo uno specchietto per le allodole). Il massimo ingrandimento raggiungibile, come pure la massima magnitudine e separazione, sono funzioni, in ultima analisi, di un solo parametro, ovvero il diametro dell’obbiettivo. Tutte le formule relative a ingrandimenti, risoluzione e magnitudine limite, sono raccolte nell’intervento Cos’è e come funziona un telescopio.

(1)
Correva l’anno 1967 e chissà che effetto fa ai miei lettori sapere che il telescopio in questione era un rifrattore con lente da 25 millimetri, tale che …permetterà di vedere stelle fino all’ottava grandezza e mezzo, e il suo potere risolutivo sarà tale da mostrare, come due punti luminosi separati, due stelle che non distino, angolarmente, più di 4,5″. Viziati dai bassi costi della produzione cinese, nessuno, oggi, che volesse osservare il cielo, scenderebbe come minimo sotto i 60 mm di diametro per il primo strumento!
Ho recensito qui un moderno discendente di quell’Astronomia Pratica: “Astronomi per passione” dei coniugi Thompson, 2007.