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Olympus SP-590 UZ

È attualmente (2009) la fotocamera con il più potente zoom ottico. Pro e contro per l'acquisto, con un occhio al cielo.

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“Olympus SP-590 UZ” è il pomposo nome di un gioiellino che non passa inosservato. Ne ho acquistato un esemplare (per soli 275 euro, compresi 10 Gb di memoria) prima del viaggio in Cina per osservare l’eclissi totale di sole del 22 luglio 2009. Con uno zoom 26x (di cui mi interessava soprattutto l’estremità grandangolo, di generosi 26mm equivalenti), prometteva bene come macchina tutto fare durante un viaggio turistico.
Per evidenti motivi di spazio rimando ad altri siti i dettagli tecnici. Qui dirò semmai che figura fa questa macchina nelle mani di un astrofilo.


Eclissi totale di Sole del 22/07/2009: fase parziale in uscita.
(Tutte le immagini a corredo di quest’articolo sono state ottenute dalla Guida utilizzando esclusivamente lo zoom della fotocamera in oggetto, e senza filtri).

Cominciamo dai Pro.

Zoom pazzesco. Il fattore d’ingrandimento rispetto al grandangolo da 26mm è di 26 volte, quindi, con lo zoom estratto al massimo, si ha in mano una focale equivalente di 676mm: qualcosa di inconcepibile. Se poi utilizzate il (non male) zoom digitale 5x, è come imbracciare un telescopio. Rapporti di apertura massimi: a 26mm f/2,8, a 676mm f/5,0.
Foto di Giove: 12 pose allineate con Registax ed elaborate con ACDsee 3.0. La fotocamera era montata su un treppiede.

Grandangolo appagante. Dentro a un 26mm entra qualunque panorama. O quasi. (Non si capisce perchè la maggior parte delle fotocamere in commercio non scenda sotto e talvolta non si avvicini nemmeno ai 30mm equivalenti).

Batterie tipo AA. Io non acquisto fotocamere con batterie proprietarie. (A parte le reflex…).

Dimensioni contenute (ma non è una compatta, è una bridge!) pari a poco più della metà della “piccola” reflex Canon 350D con zoom in dotazione. Entra senza problemi nel mio borsello a tracolla e la porto ovunque.


Alba lunare. 5 ottobre ‘09, Santa Severa (RM)

Da segnalare
-Grande estensione dei tempi: da 15s a 1/1000, con posa B (ma non ha un blocco meccanico del pulsante di scatto!).
-12 Megapixel offrono una risoluzione soddisfacente.
- Funzione fotocomposizione automatica dei panorami. Se il 26mm non basta, si fotografa un estremo del panorama, e la fotocamera vi dà i riferimenti per scattare la sezione successiva fino al completamento del panorama. Niente che non si possa fare a casa col proprio software, ma può risultare utile se non serve un risultato di qualità professionale.
- Quella della panoramica a mosaico è solo una delle innumerevoli funzioni automatiche del software di questa fotocamera. Tra le altre spicca “Beauty”, ideale per ritratti e, incredibile a dirsi, i filtri con cui viene trattata la foto (solo se viene riconosciuto un volto inquadrato)… funzionano! NB. Il riconoscimento dei volti è efficientissimo.
- Notevole gestione dei colori. Se vi piacciono le foto vivide e i colori carichi, lo scatto manuale vi permette di regolare contrasto, nitidezza e saturazione, dai valori -5 a +5. L’arcobaleno ripreso a Roma il 12 ottobre ‘09 dopo una “tromba d’aria” aveva tutti i valori a “+5″.
- Il flash non salta fuori in automatico. Se serve, il display ve lo comunicherà con un simbolo lampeggiante. Perfetto se non volete rischiare di flashare inavvertitamente quando è richiesta discrezione.
- Schermo LCD luminoso da 2,7″ “spegnibile”: l’immagine passa al visorino nel mirino. Comodissimo. Utile anche per rivedere le proprie foto risparmiando batterie o per… “mantenere la privacy”.
- Scatto a raffica da 10 fps (a 3 Mpx)
- Doppio stabilizzatore dell’immagine. Nel complesso abbastanza efficace


Contro
Autofocus lento e talvolta recalcitrante. Questo significa che non potrete “puntare e scattare” a meno che l’ambiente non sia invaso da una luce soverchiante. In tal caso lo scatto è pressoché istantaneo. Se si è in interni può passare anche un secondo tra click e scatto, e ben di più se la luce è scarsa (intanto sentirete ronzare il motore dell’autofocus che “le prova tutte”). L’ultra zoom ha difficoltà di messa a fuoco in caso di scarsa illuminazione e non solo: avrete di che faticare per fuocheggiare un aquilone lontano con uno sfondo uniforme, o mettere a fuoco il soggetto che vi interessa se è inquadrato anche un elemento su un altro piano… Se insomma siete di quei fotografi che amano “rubare” gli scatti, non potrete dare il meglio con questa fotocamera!

Fuoco manuale insufficiente. Dirò solo che, col grandangolo, non mette a fuoco le stelle. Non potrete quindi sfruttare la posa B e i 1600 ISO f/4.0 per riprendere panorami stellari (e nemmeno fulmini in notturna!). Le stelle appariranno sempre come dischetti sfocati.

Forte granulosità dell’immagine anche a sensibilità piuttosto basse. Parzialmente compensata da 12 Mpx di risoluzione: una buona elaborazione potrà infatti dare una foto da 6 o 8 Mpx perfettamente liscia.

Brevemente, è perfetta per i paparazzi o i fotografi naturalistici che vogliono fotografare da lontano senza farsi vedere (purchè il soggetto sia ben illuminato o abbia la cortesia di non muoversi!). Ottima anche per riprendere paesaggi e monumenti se si ha tutto il tempo di scattare, ma un po’ problematica per il turista medio (se si è bravi fotografi si riesce in qualche modo ad aggirare la lentezza dell’autofocus che impedisce altrimenti la quasi totalità delle foto “al volo”). L’astrofilo non ci potrà fare un granchè (niente costellazioni, nebulose, Via Lattea, rotazioni polari, ecc…), a meno che… non sia un appassionato selenografo!



Luna. 9 luglio 2009. La fotocamera era montata su un treppiede; scattando a mano libera si perde un po’ di dettaglio.

Un’altra foto astronomica scattata con questa fotocamera