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Un esempio da seguire

All'estero professori universitari e grandi personaggi della scienza sono aperti a contatti e pronti a rispondere a domande dal pubblico. Una prontezza e gratuità che non sempre si riscontra in Italia.



È un luogo comune (non privo di qualche fondamento) che, se provate a contattare un professore o un accademico in Italia non vi giunga nessuna risposta. E, se arriva, lo fa con congruo ritardo. Oppure, in ogni caso, è negativa.
Restando nei luoghi comuni (ma ricchi di saldi riscontri), se scrivi ad un prof di qualunque paese straniero e non ti arriva la risposta è più probabile che egli sia perito sotto un meteorite piuttosto che abbia letto e cancellato l’email. In genere la risposta è arrivata poco dopo che si è spento il computer. E in genere non è nè ostile nè evasiva; il più delle volte tende ad essere entusiastica.
Motivi sufficienti per cui, negli anni, si finisce con l’intrattenere rapporti di collaborazione scientifica all’estero più che in Italia (vi dice niente la frase “fuga di cervelli”? Da cosa fuggono secondo voi le menti più brillanti del nostro Paese?).
Riflessioni che nascono spontanee quando, senza alcun preavviso, mi sono accorto di essere variamente citato in uno dei più completi e ben fatti siti di astrofisica stellare americani. Il mio merito è stato il semplice slancio di complimentarmi con l’autore, segnalare sviste, e dare consigli spassionati per l’ampliamento del sito.
Il risultato, tra gli altri, suona più o meno così (vedere l’ultima riga):
http://stars.astro.illinois.edu/sow/tegmine.html paolo Colona

Senza voler (s)cadere nel retorico, ma… sarebbe successo lo stesso in Italia?

Risorse esterne suggerite:
http://images.google.it/images?q=SANDRA+SAVAGLIO