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Il Cielo del Mese: gennaio 2010

Sole e Luna, pianeti e costellazioni visibili durante il mese, con carte del cielo e degli eventi.

eventi celesti del mese

In collaborazione
con:Divulgazione UAI

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IL CIELO DEL MESE - GENNAIO 2010

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1 SOLE
2 LUNA
3 OSSERVIAMO IL FALCETTO DI LUNA CRESCENTE
4 ECLISSI DI SOLE
5 LE MAREE
6 OSSERVABILITÀ DEI PIANETI
7 CONGIUNZIONI
8 Sciami meteorici: QUADRANTIDI
9 COSTELLAZIONI
10 APPRENDISTA ASTROFILO
11 OSSERVIAMO LE STELLE DOPPIE AL TELESCOPIO
12 OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE
13 OSSERVARE GLI IRIDIUM FLARES
14 CARTE DEL CIELO
15 COMETE DEL MESE


SOLE

Si trova nella costellazione del Sagittario fino al 19, quando passa nella costellazione del Capricorno.

• 1 gennaio: il sole sorge alle 7.40; tramonta alle 16.51

• 15 gennaio: il sole sorge alle 7.38; tramonta alle 17.06

• 31 gennaio: il sole sorge alle 7.26; tramonta alle 17.25

La durata del giorno aumenta di 48 minuti dall’inizio del mese.

(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).

Il 3 gennaio la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.097.936 km.


LUNA

Le Fasi:

• Ultimo quarto il 7

• Luna nuova il 15

• Primo quarto il 23

• Luna piena il 30


OSSERVIAMO IL FALCETTO DI LUNA CRESCENTE

La falce lunare vicina alla Luna nuova
Che cos’è il crepuscolo? (da Wikipedia)

Mappe del cielo realizzate con i programmi Skymap Pro e Stellarium


ECLISSI DI SOLE

Il giorno 15 avrà luogo un’eclissi anulare di Sole che coinvolgerà marginalmente (come eclissi parziale) e solo parzialmente l’Italia (Centro-Sud). Dove sarà visibile il fenomeno, il Sole sorgerà parzialmente eclissato per una piccola percentuale, e con il fenomeno che avrà già superato la fase di massimo locale.

Orari indicativi (ora locale) per le città di Napoli e Roma

Napoli  - quarto contatto (fine dell’eclisse) alle ore  7:48:26.8, elevazione 3°; (il sole sorge alle 7:27)
Roma - quarto contatto (fine  dell’eclisse) alle ore  7:48:16, elevazione 2°;  (il sole sorge alle 7:37)

Dati tratti dalla tabella “LOCAL CIRCUMSTANCES FOR EUROPE”


Una scheda che descrive tutti gli aspetti del fenomeno e le zone della Terra interessate si trova presso il sito della NASA dedicato alle eclissi, e gestito dal celebre Fred Espenak, conosciuto a ragione come “Mister Eclipse”.

Dalla carta generale è stato estratto un dettaglio relativo al nostro paese con qualche indicazione supplementare.


LE MAREE

L’attrazione gravitazionale combinata del Sole e della Luna sulle masse d’acqua che si trovano sul nostro pianeta genera un’onda la cui propagazione, vista dai siti che si trovano sulle coste, si traduce in un ciclico alzarsi e abbassarsi del livello del mare. Anticamente ritenuto una sorta di “respiro del mare”, come se l’acqua venisse periodicamente inghiottita ed espulsa da grandi cavità sottomarine, questa variazione di livello può essere calcolata con i metodi della meccanica celeste: ci sono tuttavia contibuti non facilmente prevedibili, come quelli legati ai venti e alle condizioni meteorologiche.

Alla pagina Osserviamo le maree sono disponibili i diagrammi mensili delle maree per i principali porti italiani (17 località) in formato pdf, scaricabili e stampabili, e alcune pagine di supporto comprendenti una bibliografia di base per avvicinarsi a questo affascinante campo di indagine e di studio.


OSSERVABILITÀ DEI PIANETI

Mercurio: all’inizio dell’anno il pianeta è completamente inosservabile, venendosi a trovare troppo vicino al Sole. La congiunzione inferiore con la nostra stella si verifica il giorno 4. Nei giorni successivi Mercurio ricompare al mattino salendo repentinamente sull’orizzonte orientale, dove nell’arco di poche settimane raggiunge le condizioni di migliore visibilità. Il 27 gennaio il pianeta si trova alla massima elongazione (distanza angolare di 24° 27’ dal Sole) e sorge 1 ora e 34 minuti prima del Sole.

Venere: il pianeta più luminoso è assente dalla volta celeste di questo inizio anno. Il pianeta è scomparso dal cielo mattutino e transita vicino al Sole, con il quale si trova in congiunzione superiore il giorno 11. Nelle settimane successive Venere, tramontando man mano un po’ più tardi del Sole, tornerà a farsi ammirare tra le luci del crepuscolo serale, dove potremo scorgerlo nel corso del mese prossimo.

Marte: il pianeta rosso è il vero protagonista del cielo dei primi mesi del 2010. Il giorno 29 si trova all’opposizione, condizione che lo rende osservabile per l’intera notte. Marte appare ad oriente poco dopo il tramonto del Sole, culmina a Sud nelle ore centrali della notte e possiamo seguirlo fino all’alba successiva, sull’orizzonte occidentale. Marte lascia la costellazione del Leone e il giorno 11 torna con moto retrogrado in quella del Cancro.

Giove: il pianeta gigante sta per scomparire dal cielo della sera. Ormai possiamo individuarlo solo poco dopo il tramonto del Sole, già basso sull’orizzonte ad Ovest-Sud-Ovest, dove in breve tempo scompare tra le luci del crepuscolo. Dopo una lunga permanenza nella costellazione del Capricorno, il giorno 5 entra in Acquario.

Saturno: proseguendo la tendenza registrata negli ultimi mesi, il pianeta guadagna ulteriormente altre ore di osservabilità. Intorno alla mezzanotte lo si può individuare ad oriente e lo si può quindi osservare agevolmente per tutta la seconda parte della notte, sempre più alto sull’orizzonte, dove culmina a Sud prima della comparsa delle prime luci dell’alba. Saturno si trova nella costellazione della Vergine, dove rimarrà per tutto il 2010.

Urano: l’osservabilità del pianeta è ormai ridotta a poche ore dopo il tramonto del Sole. A fine mese sarà ormai molto basso sull’orizzonte occidentale. La luminosità del pianeta è comunque al di sotto della soglia accessibile all’occhio nudo; è quindi necessario il telescopio per osservarlo. Urano proprio alla fine dello scorso anno ha lasciato la costellazione dell’Acquario, entrando in quella dei Pesci, dove resta per tutto l’anno.

Nettuno: trovandosi ancora nella stessa zona della volta celeste di Giove, come quest’ultimo anche Nettuno è ormai molto basso sull’orizzonte occidentale ed alla fine del mese diventa praticamente inosservabile, immergendosi nelle luci del crepuscolo serale. Urano si trova nella costellazione del Capricorno, vicino al limite con l’Acquario. Per la sua bassa luminosità è visibile solo con l’uso di un telescopio.

Plutone

La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.

Plutone si trova nella costellazione del Sagittario dove rimarrà fino al 2023! Dopo la congiunzione con il Sole del mese scorso, è ancora praticamente inosservabile. A fine mese ricompare al mattino molto basso sull’orizzonte ad oriente. Per osservarlo è comunque indispensabile l’uso di un telescopio.


CONGIUNZIONI

Luna - Marte: la sera del 3 gennaio, in attesa delle Quadrantidi, si potrà ammirare ad oriente anche il sorgere della Luna e di Marte, nei pressi del limite tre le costellazione del Cancro e del Leone. (vedi mappa)

Luna – Saturno: nella seconda parte della notte tra il 6 e il 7 gennaio Saturno si eleva sull’orizzonte orientale seguito dalla Luna all’Ultimo Quarto nella costellazione della Vergine. (vedi mappa)

Luna – Giove: ultime opportunità per osservare Giove al tramonto. Il giorno 18 è accompagnato, basso sull’orizzonte ad Ovest, da una sottile falce di Luna crescente, nella costellazione dell’Acquario. (vedi mappa).

Luna - Pleiadi: segnaliamo anche il passaggio della Luna nella costellazione del Toro, il 24 gennaio, con l’ammasso delle Pleiadi osservabile tra la luminosa Aldebaran e il nostro satellite naturale.. (vedi mappa).

Luna – Marte: Luna e Marte, dopo la congiunzione del giorno 3, concedono il bis la sera del 30 gennaio, ma stavolta nella costellazione del Cancro. (vedi mappa).


Sciami meteorici: QUADRANTIDI

Nei primi giorni di gennaio avremo la possibilità di assistere allo sciame delle Quadrantidi. L’attività dello sciame è in genere piuttosto basso, ma raggiunge un massimo breve ma significativo nella notte tra il 3 e il 4 gennaio .

Quest’anno il picco è previsto intorno alle ore 20 del 3 gennaio. Le condizioni per l’osservazione non saranno tuttavia molto favorevoli poiché il radiante, punto di origine delle meteore, in quell’orario sarà ancora basso sull’orizzonte, riducendo il numero di eventi a poche meteore. Dopo mezzanotte, quando il radiante comincerà a salire in altezza, producendo una frequenza maggiore di meteore, interverrà il disturbo della chiarore lunare.

Il radiante, zona da cui apparentemente le meteore provengono, si trova nell’area un tempo occupata dalla defunta costellazione del “Quadrans Muralis” vicino all’attuale Carro nell’ Orsa Maggiore e Boote. (Astrocultura Le Costellazioni perdute)

Approfondimenti sugli sciami meteorici: Sezione Meteore UAI.


COSTELLAZIONI

Le costellazioni zodiacali che sorgono ad oriente nelle prime ore della notte sono il Cancro e, di seguito, il Leone.

A occidente invece si avviano al tramonto la piccola costellazione dell’Ariete e quella molto più estesa ma non molto appariscente dei Pesci, che potremo individuare più facilmente prendendo a riferimento il grande quadrilatero di Pegaso.

Sopra il suo vertice più alto sull’orizzonte è ancora ben visibile Andromeda con l’omonima galassia. Proseguendo oltre Andromeda troviamo altissimo in cielo, quasi allo Zenit, il Perseo, e appena più un basso, sopra i Gemelli, l’Auriga, facilmente riconoscibile per la sua forma a pentagono.

La stella più luminosa dell’Auriga è Capella, termine che in latino significa “capretta”. La mitologia vi riconosce infatti Amaltea, la capra con il cui latte fu nutrito Zeus. Tornando al di sotto della fascia zodiacale, a Sud-Ovest le estese costellazioni - ma prive di stelle brillanti - della Balena e dell’Eridano precedono il Grande Cacciatore, ossia la protagonista incontrastata del cielo invernale: la costellazione di Orione.

Di quest’ultima rammentiamo la nomenclatura delle stelle più brillanti: ai vertici del quadrilatero che ne disegna le spalle e le ginocchia, troviamo in alto Betelgeuse e Bellatrix, in basso Rigel e Saiph. Le tre stelle allineate che ne rappresentano la cintura sono, da sinistra a destra, Alnitak, Alnilam e Mintaka.

Da non perdere un’osservazione con un telescopio, ma è sufficiente anche un binocolo, per ammirare nella spada, poco sotto la cintura, la grande nebulosa M42.

Il cacciatore Orione è accompagnato in cielo dai suoi due cani, le costellazioni del Cane Maggiore, dove troviamo Sirio, la stella più brillante del cielo invernale, ed il Cane Minore, dove brilla un’altra stella facilmente identificabile: Procione.

Chiudiamo il tour della volta celeste rivolgendo lo sguardo verso Nord: attorno alla Stella Polare nell’Orsa Minore, riconosciamo in senso antiorario Cassiopea, con l’inconfondibile forma a “W”, la più evanescente Cefeo, il serpeggiante Dragone, l’Orsa Maggiore e la Giraffa.

Per ulteriori approfondimenti sulle costellazioni e le stelle visibili in questo periodo, consultate la pagina 575 di Televideo.


APPRENDISTA ASTROFILO

Image:AA minilogoA2 35.gif Oltre al cielo osservabile solo con l’ausilio dei nostri occhi, grazie a un binocolo o un piccolo telescopio possiamo andare alla scoperta di oggetti straordinari come stelle doppie, ammassi stellari e nebulose. Sono oggetti affascinanti e che ci possono portare in evidenza fenomeni fisici importanti, oltre che riempirci di meraviglia per la loro intrinseca bellezza.

L’ Apprendista Astrofilo (AA) suggerisce programmi di studio del cielo utilizzando un piccolo telescopio (per molti oggetti e’ sufficiente un buon binocolo) per passare da semplice appassionato ad astrofilo esperto.

In particolare, per la stagione invernale, l’AA propone queste osservazioni: Programma osservazioni invernali (file pdf, 780kB). Orione e’ sicuramente la piu’ bella costellazione invernale, con la nebulosa M42, ben visibile con un binocolo. Oltre a Orione cacciatore ed ai suoi cani (maggiore e minore, con le stelle luminose Sirio e Procione) e la lepre cacciata, abbiamo la costellazione del Toro con le inconfondibili Pleiadi, un ammasso aperto, uno spettacolo viste con un binocolo o un piccolo telescopio!


OSSERVIAMO LE STELLE DOPPIE AL TELESCOPIO

Questo mese l’Apprendista Astrofilo vi suggerisce di osservare la Theta 1 Orionis, detta anche Il Trapezio.

Dalla scheda di osservazione il link per saperne di più sulle stelle doppie: una presentazione generale dell’argomento, la storia della loro osservazione e un repertorio bibliografico.


OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE

Approfondimenti, consigli per le osservazioni sulla pagina Come osservare la Stazione Spaziale Internazionale che contiene la tabella con le previsioni dei transiti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per i 10 giorni successivi, calcolate per ogni capoluogo di provincia.


OSSERVARE GLI IRIDIUM FLARES

Vi è mai capitato di osservare nel cielo notturno l’improvvisa apparizione di un punto molto luminoso, seguirlo per alcuni secondi nel suo veloce movimento tra le stelle per poi vederlo repentinamente scomparire? Probabilmente avete osservato un Iridium Flare!

Scoprite di cosa si tratta e consultate le tabelle con le previsioni dei prossimi passaggi degli Iridium alla pagina: Come osservare gli Iridium Flares.


CARTE DEL CIELO

Elenco delle Costellazioni: denominazione in latino e italiano

Elenco delle stelle che hanno un nome

Le 100 stelle più brillanti del cielo - da Almanacco UAI

Mappe del cielo del mese
Congiunzioni


COMETE DEL MESE

Cominciamo con gli auguri di rito (ma anche sinceri) per un ottimo 2010, in special modo a quanti inseguono gli astri chiomati. Anno nuovo comete… vecchie. Infatti per gennaio vi ripropongo pari pari gli stessi astri della volta scorsa visto che all’orizzonte (metaforico e pure reale) non si affaccia niente di nuovo sotto la fatidica soglia della decima magnitudine (confine estremo che il megadirettore mi ordina di non superare).

88/P Howell Si comincia in prima serata, non appena il buio lo permette, con questa periodica in allontanamento sia dal Sole che dal nostro pianeta e di conseguenza anche in presumibile calo di luminosità (dovrebbe mostrarsi di magnitudine 10 o giù di lì). Il suo attuale passaggio non verrà certo ricordato da molti; la sua magnitudine non eccelsa (a inizio dicembre era di nona mag.), unita alla posizione sfavorevole e al suo aspetto molto diffuso l’hanno resa discretamente ostica sotto cieli molto buoni. Figuriamoci dai cieli che la maggior parte degli osservatori si ritrovano. La Howell inizierà l’anno nella estrema parte orientale del Capricorno, vicinissima a Giove. Avvicinerà in seguito il gigante del sistema solare fino a passargli due gradi a sud il giorno cinque, quando però avrà già varcato i confini dell’Acquario, costellazione che la ospiterà per quasi tutto il mese. La sua altezza sull’orizzonte non sarà eccezionale, specie per il nord Italia, ma nemmeno impossibile.

C/2007 Q3 Siding Spring Questa cometa in dicembre è stata stimata una magnitudine meno luminosa della Howell. Eppure è molto più semplice da osservare. In questo caso, oltre alla miglior altezza in cielo, è soprattutto il grado di condensazione a fare la differenza. La Howell disperde la sua luminosità su una superficie relativamente ampia e non ha un nucleo marcato mentre la Siding Spring è invece talmente concentrata da sembrare una stellina appena sfocata. E’ quindi un oggetto che non dovrebbe opporre grandi difficoltà nemmeno in piccoli strumenti (occhio però a non confonderla con una stellina se rimane di aspetto quasi puntiforme) visto anche che in gennaio dovrebbe attestarsi fra la nona e la decima magnitudine. La dovremo cercare nel cuore della notte (o prima dell’alba) tra le stelle del Bovaro, anche se farà una capatina veloce nei Cani da Caccia. Da segnalare che il giorno 9 transiterà meno di un grado a nordovest del globulare NGC 5466 di magnitudine 8,9. Scommettiamo però che l’oggetto deep-sky sarà molto più elusivo della cometa? Il motivo è lo stesso che rende difficile l’osservazione della stranominata Howell (vedi sopra).

P/81 Wild 2 Sempre nel cuore della notte o prima dell’alba possiamo osservare la progressione in luminosità della Wild 2, che corre tra le praterie celesti della Vergine. Oggetto stimato intorno alla decima magnitudine a metà dicembre, dovrebbe aumentare di luminosità (seppur forse solo di una magnitudine) nei prossimi mesi. Lo scrivente ha potuto osservarla in un riflettore da 30 cm. verso metà dicembre trovandola abbastanza facile e alla portata di strumenti di diametro decisamente inferiore. Il 5 gennaio sarà facilmente localizzabile visto che sfiorerà Eta Virginis e 13 Virginis. Il 13 gennaio transiterà invece un grado e mezzo a nord della galassia NGC 4546 di magnitudine 10,4.

Per finire vediamo che anno ci aspetta. Naturalmente possiamo tentare di sbilanciarci solo per le comete già scoperte su cui si possono fare delle stime, sperando in cuor nostro che sia solo l’aperitivo. Diciamo che al momento sono due gli astri che promettono bene: la C/2009 R1 Mc Naught dovrebbe raggiungere, secondo le stime, la mag. 5 in piena estate, anche se la posizione sfavorevole nel momento clou non ci induce a grande euforia. Invece la periodica 103/P Hartley 2, che a sua volta dovrebbe raggiungere la mag. 5 tra ottobre e novembre, sarà posizionata bene in cielo e si farà ammirare perfino in prima serata. Che lusso! C’è solo da sperare che sia di parola e mantenga le…premesse. Se poi il cielo, come detto sopra, vorrà regalarci qualcosa di più e di meglio, accettiamo volentieri naturalmente. E’ maleducazione rifiutare i regali no?

Le cartine allegate:

Per la 88/P Howell la posizione è calcolata per le 18.30 ora solare e le stelle arrivano alla mag. 9 (Giove non compare perché sulla cartina rimarrebbe erroneamente fisso per tutto il mese)

Per la C/2007 Q3 Siding Spring la posizione è calcolata per le 2.30 ora solare e le stelle arrivano alla mag. 9

Per la P/81 Wild 2 la posizione è calcolata per le 2.30 ora solare e le stelle arrivano alla mag. 9

Le mappe fornite sono indicative e per l’intero mese. Poiché le comete si spostano (anche notevolmente) da una sera all’altra, si consiglia, a chiunque si appresti all’osservazione degli astri chiomati, di munirsi di mappe dettagliate con stelle di riferimento per giorno ed ora di osservazione scaricabili dai comuni programmi di simulazione del cielo o contattare la sezione comete uai.

Effemeridi aggiornate delle comete presentate sono disponibili sul sito del Minor Planet Center:

http://www.cfa.harvard.edu/iau/Ephemerides/Comets/index.html

Ulteriori informazioni disponibili sul sito della Sezione Comete UAI: http://comete.uai.it