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Osserviamo gli asteroidi!

I pienetini sono un eccezionale diversivo durante le osservazioni notturne. Dato il loro grande numero ce n'è sempre qualcuno abbastanza grande e vicino alla Terra da essere visibile con il cannocchiale.

Asteroide Gaspra, il primo fotografato da una sonda L’osservazione degli asteroidi è curiosamente assai trascurata dagli appassionati. Non si spiega questa distrazione, dato che gli asteroidi sono corpi del Sistema Solare non privi di mistero e di forte interesse scientifico. Il fascino è facilmente rintracciabile nella loro relativa erraticità orbitale, riflessa da forme per lo più irregolari: non hanno abbastanza gravità per diventare sferici, nè non sono abbastanza massicci da ripulire la propria orbita dagli altri corpi che vi circolano. Ma personalmente trovo affascinante il fatto che siano, per l’appunto, esattamente dei piccoli pianeti, simili a innumerevoli pedoni tra i pochi rutilanti alfieri e regine della scacchiera celeste, semplicemente troppo piccoli per avere una millenaria storia mitica e per aver catalizzato l’attenzione degli astronomi attraverso i secoli.
Confronto tra le dimensioni dei maggiori pianetini e la Luna Marte ha questo nome perchè il pianeta fu interpretato miticamente come dio della guerra, ruolo che nessun asteroide potè avere perchè mai ne fu osservato uno nell’antichità. Allo stesso modo non c’è mai stata la disputa sui canali di alcun asteroide, dato che ben difficilmente se ne discernono dettagli. Ma se pure sono afflitti da minuscolezza congenita, i pianetini non sono privi di attrattiva. Hanno ad esempio lo stesso comportamento dei pianeti, rendendosi meglio visibili durante le opposizioni al Sole, quando si muovono di moto retrogrado (cioè da W a E), lasciando quindi all’osservatore il piacere di “attenderli al varco” per poterli osservare (talvolta anche solo con un binocolo). Inoltre compensano l’assenza di dettagli telescopici con l’enorme numero con cui popolano il nostro sistema planetario.
I primi mille asteroidi furono scoperti in 120 anni, a partire da quel fortunato Capodanno del 1801, quando in Italia, a Palermo, Padre Giuseppe Piazzi osservò una piccola stella errante: il primo pianetino noto all’umanità, Cerere. Nel ‘900, fino agli ultimissimi anni del millennio, il computo complessivo dei pianetini salì alla bella cifra tonda di 10.000, un gran numero, non c’è che dire. Ma era appena iniziato il gran balzo tecnologico: negli anni Novanta iniziarono a diffondersi monitoraggi con telescopi automatici, anche a scopo cautelativo (per poter prevedere l’impatto con un asteroide). E così nel giro di dieci anni altri 220.000 oggetti sono andati a ingrossare il carniere degli astronomi!
Il percorso di cinque asteroidi vicini in cielo Con una storia geologica peculiare e tante curiosità legate ai nomi che portano, i pianetini arricchiscono lo scenario celeste e invitano l’astrofilo curioso a osservazioni affascinanti e significative, originali e appaganti.
Tra le possibili osservazioni lasciate all’astrofilo annoveriamo l’individuazione del pianetino tra le stelle (l’emozione di trovare una “stella” non segnata sulle carte), il seguirne il movimento tra le stelle (i più veloci della Fascia Principale degli asteroidi, tra Marte e Giove, viaggiano sul secondo d’arco al minuto, permettendo di notarne lo spostamento durante una sola sessione osservativa se si trovano stelle vicine), lo studio del suo colore, le variazioni della luminosità (la fotometria degli asteroidi è la prima fonte di informazione sulla loro struttura), nonchè naturalmente le occultazioni stellari, utili per definirne l’orbita quanto la forma e le dimensioni.
Lo spostamento attraverso le stelle, oltre ad essere sensibile da una notte all’altra, è facile da evidenziare con una serie di fotografie che poi si possono animare realizzando un “film” del pianetino in movimento.

Asteroidi con un satellite
Asteroidi visitati da una sonda spaziale
Asteroidi visibili in questo periodo