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Scienze vigorose e scienze al palo

Quale altra scienza ha avuto evoluzioni simili a quelle che ha potuto sfoggiare l'astronomia negli ultimi decenni? Un consuntivo che è una denuncia.

Giove Paolo LazzarottiAi miei lettori sarà capitato di imbattersi, nei loro studi o nelle loro letture, in oggetti di trentesima magnitudine (e più).
Non è difficile.
Anche un programma di planetario gratuito con i dati aggiornati sugli asteroidi mostrerà la posizione di oggetti di trentesima magnitudine. Il libro (epocale) “Atlante di Astronomia” di Joachim Herrmann (ancora in vendita presso volenterose librerie), del 1976, segnala invece che la “23″ è la magnitudine delle stelle più deboli ancora fotografabili con i più grandi telescopi. In 35 anni sono entrati nella vita di milioni di appassionati oggetti 130+ volte più deboli di quelli un tempo alla portata di pochi privilegiati. In 35 anni quel libro è diventato 130+ volte più vecchio.
Questo dato può contribuire a dare un’idea di cosa sia stata l’evoluzione dell’astronomia negli ultimi decenni.
Sarà meglio comunque parlare per immagini: quella di apertura è una ripresa di Giove trovata en passant su internet, eseguita con strumenti autocostruiti dall’astrofilo Paolo Lazzarotti, già citato su queste pagine. Giove Gianluca MasiQuella che riportiamo qui di fianco ritrae, a sorpresa, lo stesso soggetto, ma fotografato nel 1989 da un altro nome noto dell’astrofilia italiana (Gianluca Masi). No, non è il vostro computer ad essere rotto, è che solo 20 anni fa la situazione era così diversa che una “foto” del genere poteva essere pubblicata su una rivista (merita riaprire le riviste della gioventù per mantener viva la memoria storica!). E la foto di Lazzarotti è migliore delle migliori foto che si avevano a disposizione - a livello mondiale - ai tempi del libro di Herrmann.
Il confronto tra ciò che sforna oggi l’astronomia (anche a livello concettuale) e ciò che era a disposizione pochi decenni fa è un’inesauribile (e istruttiva) fonte di sorprese. Tornerò sull’argomento, come ogni tanto faccio sul Televideo.
Credo che solo l’informatica abbia fatto di meglio (e del resto l’astronomia è cresciuta proprio grazie ai progressi tecnologici legati al silicio).
“Ma le altre scienze?”, viene da chiedersi, “A che punto sono le altre scienze?”. Mentre l’astronomia ha preso un volo ineguagliabile, tanto immenso da essere addirittura inconcepibile, dove sono arrivate le altre scienze che servono ancora più da vicino la nostra vita? Da decenni si parla di debellare il tumore e le malattie infettive, ma i mass media sembrano fare una gran fatica per evidenziare i minuscoli passi avanti fatti in questo campo. E le “nuove fonti di energia alternative”? Il solare era la bandiera della nuova fisica degli anni ‘70, e stiamo ancora aspettando un uso estensivo dei pannelli. Vogliamo parlare dei nuovi materiali (”ceramici”), che animano - sempre gli stessi - i testi degli ultimi anni di ingegneria dei materiali da 50 anni a questa parte? O, passando alla fisica della materia, che dire dei superconduttori? E si potrebbero fare tanti altri esempi.
Certo, la scienza non è tenuta a mantenere le promesse degli scienziati: esistono svolte che non ci si sarebbe aspettati, come internet, il GPS, la convergenza delle tecnologie (avere in tasca telefono, cinepresa, fotocamera, registratore, organizer, radio, sveglia, videosorveglianza di casa, lettore di file multimediali, e tanto altro e… non pensarci!), grandi colpi di scena che alleviano le altre battute d’arresto, ma lo stallo alle volte è insopportabile - anche se non si pensa all’astronomia come confronto.

Ecco qui, per fare l’esempio più sfolgorante immaginabile della stasi delle altre scienze (e della brevità della nostra memoria storica), un passo tratto da una rivista di argomento tecnico-scientifco venduta in edicola qualche tempo fa (ma non vi dico quando).
Si parla di veicoli a propulsione elettrica (un tema quanto mai di attualità). Nell’articolo si passano in rassegna i pro e i contro dell’elettricità in alternativa al motore a scoppio, e si fa il punto sugli sviluppi tencnologici attuali e futuri. Leggetelo, e poi provate a dire quando è stato scritto, (ricordando che è tratto da una rivista divulgativa):

“…Premettiamo che il veicolo elettrico non permetterà di soppiantare quello a scoppio sino a che non si disporrà di accumulatori che, a parità di energia immagazzinata, presenteranno un peso di gran lunga inferiore all’attuale.
[Il veicolo elettrico] sorge con il preciso scopo di percorrere medie distanze economicamente e sicuramente senza la pretesa di raggiungere velocità ragguardevoli.
[…] presenta i seguenti vantaggi:
a) maggiore economia sul costo chilometrico del percorso
b) minori spese di manutenzione generale
c) sicurezza assoluta di perfetto funzionamento salvo guasti di ordine accidentale
d) sicurezza e facilità estrema di manovra
e) silenziosità di marcia e assenza di vibrazioni
f) somma pulizia…”

Notate che vi si considera l’assenza di inquinamento del motore elettrico rispetto a quello a combustione libera! E dunque, a quando risale questo articolo così sfacciatamente attuale? Pensateci.
Io intanto penso alle 7 magnitudini conquistate in pochi decenni, e a quelle cui accederemo a breve.
Inviate qui commenti e la vostra idea su quando si parlava dei veicoli elettrici in alternativa ai veicoli con motore a combustione:
astronomica@supereva.it