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Montature equatoriali e lente di inversione

Domanda

Salve Paolo, seguendo un po' I tuoi interventi sto optando per l' acquisto di un telescopio 900/114. Adesso chiedo un 'informazione per me importante: Per iniziare meglio un Equatoriale o un Azimutale? Credo, se non erro, che in entrambi I casi si dovrà spostare il cavalletto per un'osservazione di ricerca a pieno cielo, ma lo specifico della precisa differenza tra I due quale sarebbe? In un tuo intervento ho anche notato che hai definito I telescopi equatoriali come "all 'antica", perchè? Poi noto che vi sono diversi modelli alcuni hanno EQ2. Qual 'è la differenza? Altra curiosità I rifrattori hanno in più la lente di inversione. Questo tipo di lente è possibile montarla in qualsiasi telescopio? Ti saluto Giuseppina

Risposta

C'è un'enorme differenza tra montatura altazimutale ed equatoriale. La prima è una "semplice" montatura capace di spostare il telescopio "in su e in giù" e "a destra e a sinistra". La seconda lo sposta secondo le direzioni cardinali (Nord, Sud, Est e Ovest) così come sono orientate nel cielo dell'osservatore. Poichè le stelle si spostano tutte verso Ovest la montatura equatoriale consente di compensarne la rotazione effettuando un solo spostamento. Inoltre, sul meccanismo che gira il telescopio verso Ovest, si può applicare un motore con velocità calibrata; in questa maniera è come se il cielo fosse fermo, e le osservazioni, anche ad alto ingrandimento, diventano di una comodità totale.

E' evidente, perciò, la superiorità di una montatura equatoriale rispetto ad una altazimutale. Bisogna tener presente che per telescopi di un certo livello (diciamo al di sopra di 2000 euro) esistono modelli altazimutali in cui entrambi i movimenti sono controllati da motori, a loro volta controllati da un computer il quale riesce quindi a compensare la rotazione della volta celeste anche attraverso una montatura altazimutale. Il vantaggio in questo caso sta nella compattezza e robustezza molto maggiore di un'altazimutale rispetto ad un'equatoriale a parità di tubo ottico.

Non esistono montature equatoriali "all'antica": usavo quel termine per indicare telescopi equatoriali non computerizzati. Opponevo quindi le montature equatoriali classiche (magari motorizzate su ambedue gli assi ma non computerizzate) a quelle dotate di computer a puntamento automatico. La differenza è che i telescopi classici sono guidati manualmente da un astrofilo, e quelli computerizzati tendono per di più a rompersi spesso a causa dell'apparato digitale aggiunto. In quest'ottica il vantaggio dei telescopi manuali è anche che "quello che non c'è non si rompe!"

Molte montature equatoriali "alla tedesca" (quindi non "a forcella", che è l'altro tipo molto diffuso di montatura equatoriale fra i telescopi commerciali) rientrano in diverse categorie dalla Eq1 alla Eq6, la prima minuscola e semplicissima, l'ultima robusta e piena di accessori.

La lente ad inversione è un elemento ottico che rovescia l'immagine virtuale prodotta dall'obbiettivo di un telescopio. Un rifrattore capovolge l'immagine sempre, quindi tale lente è sempre utile. Un riflettore di tipo newtoniano, invece, ha una riflessione dell'immagine che dipende da come è ruotato il tubo, quindi non è detto che inserendo la lente ad inversione si abbia un'immagine diritta come avviene nei rifrattori.

nad*** - 19 anni e 2 mesi fa
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