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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:35:41 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>Pipino il breve</title>
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	<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:47:27 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angela Platania</dc:creator>
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    <category>news</category><category>pipino il breve teatro metropolitan catania</category><category>tuccio musumeci pippo pattavina anna malvica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/attori/1img_3888.jpg" class="left" border="0" width="120" height="180" alt="" /> Il 3 dicembre 2008, data in cui ricorre il cinquantenario della propria fondazione, il Teatro Stabile di Catania riallestisce una delle produzioni di maggiore successo e prestigio realizzate in mezzo secolo di attività, puntando ancora una volta sulle forti radici identitarie della cultura e della tradizione isolane.</p>
<p>Risiede in ciò la forza di un allestimento ancora vivo nella memoria, nonostante siano trascorsi trent’anni dal suo debutto. Pipino il Breve nasce infatti nel 1978. Fu l’autore Tony Cucchiara a portare a Mario Giusti, storico direttore dello Stabile etneo, il canovaccio di un racconto, ricavato dai volumi di Giusto Lo Dico, che trattava in maniera esauriente della siciliana “Opra dei pupi”, caratteristiche marionette chiamate, attraverso la tradizione orale del racconto, a rievocare la “chanson de geste”. </p>
<p>Ossia l’epopea dei Paladini di Francia, di Orlando e Rinaldo, i valorosi, e della bella Angelica.<br />
Il racconto di “Pipino il Breve e Berta la Piedona” fa un passo indietro e narra delle contrastate nozze dei sovrani da cui sarebbe nato Carlo Magno: una meravigliosa avventura che Cucchiara declina a sua volta sotto forma di commedia musicale, affidata alla regia dell’indimenticato Giuseppe Di Martino. Nei ruoli ritornano a distanza di decenni tre autentici beniamini del pubblico, Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina, la coppia di comici che il panorama teatrale ci invidia, insieme ad Anna Malvica. Di spicco le presenze di Ilaria Spada e Michel Altieri.</p>
<p>Musiche e parole, in siciliano, sono dell’artista agrigentino (con la collaborazione, per il testo, di Renzo Barbera). Le canzoni sono di una bellezza unica, sia per il ritmo poetico che per la ricerca sofisticata del linguaggio, al punto che alcuni critici hanno ritenuto Tony Cucchiara uno dei risuscitatori della poesia siciliana.<br />
La prima rappresentazione avviene al teatro &#8220;Verga&#8221;, riscuotendo subito accoglienze trionfali che si ripeteranno per tutti gli anni Ottanta. Lo spettacolo farà infatti il giro del mondo, con sette anni consecutivi di tournée in Italia, approdando quindi a Broadway, in Sudamerica e in Australia, segnando anche l’apice dell’affermazione di Cucchiara per un lavoro che ancora oggi si rappresenta. </p>
<p>A coronare un successo senza precedenti; la rappresentazione di Pipino il Breve è stata inserita nella rassegna &#8220;Italy on stage&#8221;, dedicata alla cultura ed allo spettacolo italiano.<br />
La vicenda raccontata è quella dell&#8217;avventuroso matrimonio fra Pipino, detto &#8220;il Breve&#8221;, re dei Francesi, e Berta d&#8217;Ungheria, detta &#8220;dal Grande Piede&#8221;. La Sicilia visse, subito dopo la conquista della Grecia da parte di Roma, il sonno del Mito. Cioè si interruppe l&#8217;invenzione, la narrazione, la vita stessa del Mito che muore. Perché il Mito per vivere ha bisogno della parola che lo narra. Il miracolo della &#8220;Rinascita&#8221; del Mito avviene intorno all&#8217;anno Mille. </p>
<p>È l&#8217;epoca dei Paladini di Francia, di Orlando e Rinaldo, di Angelica, di Carlo Magno. Il Mito dei Paladini di Francia nasce nel racconto della vittoria del Bene (i Paladini) che resiste al Male, all&#8217;invasione degli Arabi, chiamati Saraceni, che risalivano dalla Spagna verso la Francia.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091123224727"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091123224727?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091123224727" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091123224727&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fattori%2Finterventi%2F2009%2F11%2Fpipino-il-breve-4"/></p>
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	<title>Pinocchio</title>
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	<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:44:57 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angela Platania</dc:creator>
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    <category>news</category><category>pinocchio teatro ambasciatori catania</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/attori/pinocchio4.jpg" class="left" border="0" width="432" height="288" alt="" /><br clear="both" /> Pinocchio è per sonaggio teatrale per sua stessa natura. Ma nel magnifico spettacolo di Cipriani/Gregori la teatralità cresce, moltiplicando forme e riferimenti, circo e cabaret, melodramma e divertimento grottesco, densa e rigorosa recitazione d’attore, il tutto magicamente avvolto da una condizione esistenziale di dolorosa malinconia.</p>
<p>La storia di Pinocchio come percorso immaginifico d’oscure trappole e scoperte: per due volte il burattino verrà allenato allo spettacolo del circo, frustato come somaro. </p>
<p>E’ il naso che, tra risatine nell’aria, pare esigere la necessità del ritorno di Pinocchio.</p>
 
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	<title>La scuola delle mogli</title>
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	<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:42:39 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angela Platania</dc:creator>
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    <category>news</category><category>la scuola delle mogli moliere</category><category>teatro stabile catania teatro musco</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/attori/federico_magnano_bis200.jpg" class="left" border="0" width="250" height="250" alt="" /> Di Molière sono note le commedie di carattere e di costume, come l&#8217;Ecole des maris (La scuola dei mariti, 1661), l&#8217;Ecole des femmes (La scuola delle mogli, 1662), il Tartuffe (Tartufo, 1664, 1667, 1669), Le misanthrope (Il misantropo, 1666), L&#8217;avare (L&#8217;avaro, 1668), Les femmes savantes (Le donne saccenti, 1672), e il Malade imaginaire (Il malato immaginario, 1673).</p>
<p>Le pungenti osservazioni sui comportamenti e i tipi contemporanei contenute in queste commedie suscitarono, molte critiche e reazioni.<br />
Il grande successo delle commedie mise al riparo l’autore da numerose “inimicizie” che si era creato attraverso la sua grande ed accattivante comicità. Un meccanismo comico altamente studiato che mantiene intatto il fascino elegante di una macchina teatrale molto curata e rifinita.</p>
<p>Attraverso una rilettura in siciliano, attenta a non intaccare la struttura della commedia, si vuole dare vita e corpo a quei personaggi teatrali che da sempre sono stati oggetto di curiosità della nostra attenzione. Un mondo sicuramente a misura di un interprete come Enrico Guarneri che attraverso una vis comica forte ed energica fa rivivere con slancio il mondo di Molière. Operazione drammaturgica che è stata intuita e creata da Turi Ferro e che per noi quindi assume valore di omaggio al grande interprete catanese.</p>
 
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	<title>“Adelasia”</title>
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	<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:35:20 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angela Platania</dc:creator>
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    <category>news</category><category>stabile nisseno</category><category>teatro rex di giarre adelasia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/attori/Adelasia2.jpg" class="left" border="0" width="432" height="324" alt="" /><br clear="both" /> A dieci anni dal suo debutto torna in scena Adelasia, definito da critica e pubblico il migliore spettacolo prodotto dalla Compagnia del Teatro Stabile Nisseno. </p>
<p>Domenica 8 novembre alle 17 e 30 la commedia musicale in due atti sarà messa in scena al Teatro Rex di Giarre nell’ambito della rassegna organizzata dall’Associazione Culturale PI.DA.<br />
Un grande spettacolo nello spettacolo con canti dal vivo, balli, musiche e con venti elementi tra attori, cantanti e ballerini. </p>
<p>Ambientato in una Sicilia arcaica e colorita, lo spettacolo si impernia sulla leggenda di Adelasia, misterioso corpo di donna emerso sotto le macerie del Castello di Pietrarossa di Caltanissetta. Da allora lo spirito dei Normanni torna per riscattare la miseria degli isolani. Al mito di Adelasia, la cui protagonista è interpretata da una splendida Elisa Aquilina, si intrecciano amore, sesso, morte e soprannaturale. Tra i protagonisti anche Giovanni Speciale, nei panni di Michilinu, e Salvina Fama in quelli della Baronessa.</p>
<p>Una storia di grande impatto emotivo capace di affascinare il pubblico e di divertirlo.<br />
In occasione del decimo anniversario lo spettacolo è stato inoltre arricchito di nuove musiche inedite e di una sontuosa scenografia.<br />
Undici i premi conseguiti dal musical nel corso di questi dieci anni tra essi quello come Migliore Compagnia, Attore Caratterista e Regia al festival Nazionale del Teatro Comico di Salerno.</p>
<p>Il testo della commedia musicale è stato scritto da Antonello Capodici, a cui è affidata anche la regia, le musiche da Toti Bruno e le liriche da Ernesto Cerrito che ha curato anche gli arrangiamenti musicali con Eugenio Cardillo.<br />
Alle scene ed ai costumi, rispettivamente, Carmelo Miano e Silvio Alaimo.</p>
 
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	<title>Enrico IV</title>
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	<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 15:21:35 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angela Platania</dc:creator>
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    <category>news</category><category>enrico iv catania teatro ambasciatori</category><category>ugo pagliai paola gassman</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/attori/1_6.jpg" class="left" border="0" width="432" height="315" alt="" /><br clear="both" /> Paura di vivere e paura di amare, il tempo che scorre, scivola via e non ti accorgi che la vita è già passata, andata, e ancora non hai iniziato a viverla, hai rimandato aspettando qualcosa o qualcuno. Questo nostro Enrico IV di Pirandello vuole raccontare questo stato d’animo personale e universale. La storia di un uomo strano, forse troppo sensibile che si rifugia nella pazzia per non affrontare un mondo cinico e meschino. La storia di un uomo, che ci parla guardandoci negli occhi, dentro agli occhi, dentro al cuore. Un uomo solo che rappresenta la nostra solitudine, la paura di vivere, la paura di amare.</p>
 
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	<title>Platonov</title>
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	<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 15:16:40 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angela Platania</dc:creator>
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    <category>news</category><category>platonov catania alessandro haber susanna marcomeni nanni garella</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/attori/6_5.jpg" class="left" border="0" width="432" height="289" alt="" /><br clear="both" /> Con Platonov si rinnova il sodalizio artistico tra il regista Nanni Garella e l’attore Alessandro Haber che dà prova della sua grande sensibilità per i personaggi cechoviani, dopo aver già interpretato nel 2004 uno Zio Vanja sanguigno e passionale, prima tappa di un percorso di rivisitazione scenica e drammaturgica condotto da Nanni Garella sull’opera di Cechov.</p>
<p>In quest’opera giovanile senza titolo del 1880-1881 – etichettata successivamente dai critici come Platonov – Cechov fa emergere quella contrapposizione tra due mondi, la nobiltà e la borghesia mercantile, che riapparirà nelle opere maggiori. Ritrovata un paio di decenni dopo la morte dell’autore che aveva lasciato accenni a un lavoro forse perduto o che aveva intenzione di distruggere, è stata pubblicata postuma nel 1923. Un testo incompiuto, sebbene «incompiuto per eccesso di materia», come ha sottolineato il regista Nanni Garella, che insieme alla studiosa Nina Tchechovskaja ha realizzato la versione italiana del dramma con un’ampia riduzione e adattamento drammaturgico.</p>
<p>Nei panni di Platonov, Haber incarna i tratti negativi di un personaggio abulico e privo di volontà, un Don Giovanni riletto e calato nel profondo della provincia russa, modellato sull’opera di Molière, con echi dalla grande letteratura russa di Puskin e Turgenev. «Una persona intelligente e beffarda, un anticonformista – racconta Haber – e come Don Giovanni, una persona arida, assolutamente incapace di amare e di essere amato». </p>
<p>Figurine di un mondo in decadenza, in cui i sentimenti non hanno più fondamento morale e i rapporti tra gli uomini sono dettati unicamente da interessi che non riguardano la sfera emotiva, i personaggi di Platonov si muovono nell’atmosfera intorpidita della provincia russa che assiste inerme al ribaltamento delle relazioni sociali, in seguito al dissolvimento dell’aristocrazia militare russa e di tutta la struttura sociale legata a un’organizzazione di tipo feudale.</p>
<p>«Il quadro sociale descritto da Platonov – continua Haber – non è molto lontano dal nostro mondo, un mondo di decadenza, con gravi problemi economici, dove i rapporti sociali si disgregano». Per questo Garella ha ambientato il dramma alla fine del Novecento, nella Russia della Perestrojka, vestendo gli attori con abiti moderni. «L’aridità morale – afferma Garella – è una piaga dei sentimenti che noi viviamo oggi in maniera violenta. Nella nostra società sono in atto dei rivolgimenti economici e politici non molto diversi per ampiezza da quelli che Cechov si trovò a vivere nella provincia russa della fine dell’Ottocento, e neppure diversi da quei cambiamenti che si sono verificati in Russia alla fine del Novecento, in seguito al crollo del regime sovietico». «Platonov e tutti i personaggi che lo circondano – conclude Haber – hanno perso i punti di riferimento sociali ed economici, non hanno un progetto di vita chiaro, pensando solo a sopravvivere. Niente di più contemporaneo…»</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091023151640"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091023151640?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091023151640" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091023151640&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fattori%2Finterventi%2F2009%2F10%2Fplatonov"/></p>
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	<title>&quot;Pipino il breve&quot;</title>
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	<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 15:14:16 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angela Platania</dc:creator>
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    <category>news</category><category>pipino il breve catania teatro stabile</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/attori/2img_4085_01.jpg" class="left" border="0" width="250" height="166" alt="" /> All&#8217;interno dell&#8217;intensa attività artistica e culturale del Teatro Stabile di Catania emerge da sempre la specifica programmazione riservata al pubblico studentesco, un&#8217;attenzione a 360 gradi, rivolta alle scuole di ogni ordine grado, dalle elementari all&#8217;Università. Per la stagione 2009-2010 l&#8217;offerta si annuncia particolarmente ricca, ben sei titoli, all&#8217;interno di un cartellone che sarà aperto da uno spettacolo di culto come Pipino il breve, forse la produzione di maggior successo realizzata dallo Stabile etneo nei suoi cinquant&#8217;anni di attività. </p>
<p>«Pipino - sottolinea il direttore Giuseppe Dipasquale - è in qualche modo “eterno”, almeno così ci piace pensarlo, come uno spettacolo senza tempo che ci ha accompagnato per trent’anni, e auspichiamo lo farà per tanti anni ancora, con un significativo passaggio di testimone tra le generazioni di attori che si succederanno. Nella programmazione per le scuole verrà abbinato a testi di Pirandello, Bufalino, Shakespeare, Collodi e Clementi. Un’ampia panoramica teatrale e letteraria, dal Seicento ai nostri giorni. In questa visione desidero rimarcare che questi spettacoli s&#8217;inseriscono, più in generale, nella promozione teatrale che lo Stabile porta avanti nei confronti dei giovani e dei giovanissimi: una priorità etica, sociale, civile, che vede l&#8217;ente impegnato anche in iniziative di carattere più squisitamente formativo e divulgativo, come il Progetto Teatro Giovani e i numerosi incontri culturali organizzati per gli studenti».</p>
<p>Si parte dunque con la storia delle contrastate nozze del merovingio Pipino il Breve, re di Francia, con Berta dal gran piè, principessa d’Ungheria, genitori del futuro Carlo Magno: pietra miliare della chanson de geste e per quella via tramandata nella sicilianissima “opra dei pupi”, cui s’ispira la ormai storica produzione del Teatro Stabile di Catania. La magnifica commedia musicale di Tony Cucchiara - autore di parole e musiche, con la collaborazione al testo di Renzo Barbera - è riproposta nella regia concepita nel 1978 dal genio di Giuseppe Di Martino e oggi rivisitata con amore da Giuseppe Dipasquale; tornano anche le scene e i costumi di Francesco Geracà ricostruiti da Giuseppe Andolfo, e i movimenti coreografici di Guido Guidi ripresi da Donatella Capraro; la direzione musicale è di Gianluca Cucchiara, le luci di Franco Buzzanca. Nel ruolo del titolo creato da Tuccio Musumeci subentra Mimmo Mignemi, beniamino del pubblico teatrale ma anche cinematografico e televisivo; in quello del cantastorie che fu dello stesso Tony Cucchiara c’è Angelo Tosto, in quello di Berta Ornella Brunetto, mentre la rivale è Annalisa Cucchiara. Nelle altre parti di spicco Camillo Mascolino, Luca Notari, Emanuele Puglia, Olivia Spigarelli (sala Ambasciatori dal 30 ottobre 2009).</p>
<p>Il pacchetto completo dell&#8217;articolata proposta contempla a seguire un classico della letteratura per l’infanzia, Pinocchio, adattamento e regia di Maria Grazia Cipriani dal celeberrimo capolavoro di Carlo Collodi. Il fortunato allestimento, apprezzato in tutto il mondo, guimge finalmente sulle scene catanesi; scene e costumi sono di Graziano Gregori, suono di Hubert Westkemper, luci di Angelo Linzalata. In scena agiscono Giandomenico Cupaiuolo, Elsa Bossi, Giacomo Pecchia, Giacomo Vezzani, Elena Nenè Barini, Nicolò Belliti, Jonathan Bertolai, Carlo Gambaro; produzione Teatro Del Carretto (sala Ambasciatori 5 dicembre). </p>
<p>Terzo titolo offerto alle scuole è lo stesso che inaugura la stagione dello Stabile: la novità Diceria dell’untore dal romanzo di Gesualdo Bufalino, prodotta dallo Stabile con una compagnia di prim’ordine, nella linea direttrice che, fin dalla sua fondazione, vede impegnato l’ente teatrale catanese a promuovere la grande narrativa isolana, e non solo la letteratura drammatugica. L’adattamento teatrale e la regia sono di Vincenzo Pirrotta, protagonista è Luigi Lo Cascio. Giuseppina Maurizi firma scene e costumi, Luca Mauceri le musiche, Alessandra Luberti i movimenti coreografici (sala Verga, 11 e 12 dicembre). </p>
<p>Spettacolo ospite è Sugo finto di Gianni Clementi, regia di Ennio Coltorti, scene e costumi di Rita Forzano, musiche di Antonio Di Pofi; un duetto di ordinaria crudeltà familiare per le sapienti doti di Paola Tiziana Cruciani e Alessandra Costanzo, in grado di trascorrere dal registro comico-grottesco a quello drammatico; produzione Sala Umberto Produzioni (Centro Zo dal 2 al 5 marzo).</p>
<p>Con il cartellone della stagione 2009-2010, illustrato da prestigiose presenze, gli studenti condivideranno due classici immortali, che non hanno certo bisogno di presentazione ma si impongono come fondamentali per una formazione teatrale indirizzata al pubblico di domani. Il primo titolo è Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, regia di Giuseppe Dipasquale, con Pino Caruso, Magda Mercatali, Enrico Guarneri; un’importante coproduzione che vede insieme gli Stabili di Catania, di Palermo e del Veneto (sala Verga 8 e 9 aprile). L’altro è lo scespiriano Amleto, traduzione di Alessandro Serpieri, regia, scene e costumi di Pietro Carriglio, musiche di Matteo D’Amico, luci di Gigi Saccomandi, con Luca Lazzareschi, Nello Mascia, Galatea Ranzi, Luciano Roman; una produzione del Teatro Biondo Stabile di Palermo in collaborazione con lo Stabile catanese (sala Verga 25, 26 e 27 maggio). Scelte, allestimenti e interpreti tra i più illustri del panorama nazionale per offrire ai più giovani la qualità e le emozioni del grande teatro</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091023151416"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091023151416?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091023151416" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091023151416&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fattori%2Finterventi%2F2009%2F10%2Fpipino-il-breve-3"/></p>
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	<title>Recital di Corrado Guzzanti  </title>
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	<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 16:21:54 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angela Platania</dc:creator>
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    <category>news</category><category>corrado guzzanti recital</category><category>corrado guzzanti tour sicilia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/attori/corrado4001_01.jpg" class="left" border="0" width="432" height="286" alt="" /><br clear="both" /> Dopo anni di assenza dalle scene lo scorso aprile è tornato con grandissimo successo a teatro Corrado Guzzanti con lo spettacolo &#8220;Recital&#8221;; il tour, che ha fatto più di 25 date nelle maggiori città italiane,ha registrato moltissimi &#8221; sold out&#8221;, tra i quali Roma sei serate esaurite al GranTeatro.</p>
<p> &#8220;Recital&#8221; è uno spettacolo nato dalla voglia di Corrado Guzzanti di riproporre al pubblico alcuni personaggi storici come il santone Quèlo (&#8221;la seconda che hai detto&#8221;) o la bionda presentatrice Vulvia (&#8221;Rieducational channel&#8221;), ma di fatto è diventata un&#8217;opportunità per dare allo spettatore uno spaccato più che mai realistico e ironico della situazione politica e sociale attuale con moltissime novità ad altissimo contenuto satirico e politico: il ministro Tremonti in abiti settecenteschi fa un lungo monologo sullo stato dell&#8217;economia nazionale e mondiale, l&#8217;ex onorevole Fausto Bertinotti spiega a modo suo la crisi della sinistra, Antonio Di Pietro tenta di dire la sua mentre un eminente prelato, Padre Pizzarro, cerca di spiegare l&#8217;esistenza di Dio e la difficoltà di comunicazione con i fedeli.</p>
<p>Ad accompagnare sul palco Corrado ci sono sua sorella Caterina Guzzanti,tra le altre nei panni di uno strepitoso Ministro Gelmini, e Marco Marzocca, storica spalla di Corrado dai tempi di Avanzi, il quale nei panni di padre Federico divide la scena con Corrado per tutto lo spettacolo.</p>
<p>A settembre il tour di &#8220;Recital&#8221; riprenderà ed è molto probabile che ci siano &#8220;aggiornamenti&#8221; del testo e dei personaggi, così da permettere a Corrado di essere al passo con l&#8217;attualità politica e sociale.</p>
<p>Marsala inaugura, nella prestigiosa cornice del Teatro Impero, il minitour siciliano di Corrado Guzzanti.<br />
Dopo il debutto di “Recital” nelle principali città italiane,  a Marsala, il grande ritorno in teatro dei suoi indimenticati personaggi per uno spaccato  più che mai realistico e ironico dell’ attuale situazione politica e sociale italiana con moltissime novità ad altissimo contenuto satirico e politico!</p>
<p>È un’organizzazione Musica e Suoni di Nuccio La Ferlita<br />
<a href="http://www.musicaesuoni.it">www.musicaesuoni.it</a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091005162154"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091005162154?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091005162154" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091005162154&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fattori%2Finterventi%2F2009%2F10%2Frecital-di-corrado-guzzanti"/></p>
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	<title>Mauro Pagani e Massimo Ranieri a &quot;Dallo sciamano allo showman&quot;</title>
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	<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 20:17:13 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angela Platania</dc:creator>
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    <category>news</category><category>dallo sciamano allo showman</category><category>mauro pagano massimo ranieri</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/attori/ranieripaganisimoni.JPG" class="left" border="0" width="432" height="287" alt="" /><br clear="both" /> Serata emozionante quella di sabato scorso, 19 settembre, per il festival della canzone umoristica d’autore &#8220;Dallo sciamano allo showman&#8221;: a Bienno, al Teatro Simoni Fè, era in programma la presentazione del romanzo &#8220;Foto di gruppo con chitarrista&#8221; di Mauro Pagani (Edizioni Rizzoli), con la partecipazione di Massimo Ranieri, i contributi musicali di Paolo Simoni e la conduzione di Enrico de Angelis. </p>
<p>Ma a sorpresa Pagani ha duettato con Simoni in &#8220;Davvero davvero&#8221;, un suo vecchio brano cantato con Fabrizio De André, mentre Ranieri ha improvvisato &#8220;Caravan petrol&#8221;, &#8220;&#8216;A casciaforte&#8221; e &#8220;Perdere l’amore&#8221; con il coro del pubblico e il pianoforte dello stesso Simoni che ha improvvisato l&#8217;accompagnamento. Simoni aveva eseguito durante la serata altri brani di Pagani e una canzone propria. </p>
<p>La sala era gremita ma molte persone hanno seguito la serata anche all’esterno dove è stato predisposto un maxischermo. Un grande e magico evento per un festival che conferma la propria caratura nazionale anche in virtù di momenti indimenticabili come questi.</p>
<p>Ranieri ha ricevuto la &#8220;Targa dallo sciamano allo showman&#8221; con questa motivazione: &#8220;La verve umoristica che nella canzone napoletana è presente insieme alla poetica drammaticità hanno formato il suo straordinario talento interpretativo in grado di spaziare attraverso i vari generi mantenendo, sempre e comunque, una propria e spiccata riconoscibilità stilistica e artistica. Più shomano di così….&#8221;. </p>
<p>A Pagani è invece andata la &#8220;Targa Shomano&#8221; &#8220;non solo, naturalmente, per la magia della musica e per la capacità evocativa delle sonorità in grado di rimandare a terre lontane e a culture gravide di misteri. Ma anche per appartenenza a quella generazione di autentici stregoni artistici, nati della decade degli anni Quaranta, che continuano a esercitare fascini e influenze su tantissimi compositori. E non certo per questioni anagrafiche, dal momento che ormai da quarant’anni, e ininterrottamente, seguitano a propagare la loro fatata influenza&#8221;. </p>
<p>Le due targhe (così come le altre due, &#8220;Bigi Barbieri – la proposta del festival&#8221; e &#8220;Cuoco Shomano&#8221;, che saranno assegnate prossimamente) sono state realizzate da un grande artista, Mauro Felter, orafo cesellatore le cui opere, esposte in numerose mostre e gallerie d’arte, si ispirano alle incisioni rupestri camune.</p>
<p>L’appuntamento era nell’ambito delle &#8220;Pagine di musica&#8221; curate da Enrico de Angelis così come quello del 27 settembre quando, sempre al Teatro Simoni Fè di Bienno, si terrà la presentazione del volume &#8220;I Riciclisti&#8221; (Edizioni Ediciclo) con la partecipazione degli autori Andrea Satta e Sergio Staino ed i contributi musicali dei Têtes de Bois.</p>
<p>Il 4 ottobre a Brescia, al Teatro Sociale, alle 21, una grande serata concluderà la 7a edizione del Festival. Vinicio Capossela porterà in scena &#8220;In clandestinità - Mr Pall incontra Mr Mall&#8221;, un reading tenuto insieme a Vincenzo Costantino &#8220;Cinaski&#8221; e ispirato all’omonimo volume pubblicato da Feltrinelli. Sul palco saliranno anche Banda Elastica Pellizza, Carlo Pestelli, Martino Consoli, Lele Complici, Franco Boggero, in concorso per la Targa &#8220;Bigi Barbieri&#8221;. Ingresso 10 euro. Per prenotazioni: Teatro Stabile di Brescia 030/2928617.</p>
<p>&#8220;Dallo sciamano allo showman&#8221; coniuga l’attenzione per lo sciamanesimo (ispirato ai riti millenari raffigurati nelle celebri incisioni rupestri della zona) con proposte artistiche che fondono umorismo e musica: una proposta unica in Italia che ha portato il Festival a raggiungere un consolidato rilievo nazionale. </p>
<p>L’organizzazione e l’ideazione sono del Centro Culturale Teatro Camuno con la direzione artistica di Nini Giacomelli, il patrocinio del Club Tenco di Sanremo, la collaborazione del Teatro Stabile di Brescia ed il sostegno di Fondazione Cariplo, Regione Lombardia (Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie), Provincia di Brescia (Assessorato al Turismo), Comunità Montana di Valle Camonica, Consorzio Comuni BIM, Comuni di Bienno, Breno, Esine, Edolo, Sonico.</p>
<p><a href="http://www.shomano.it">www.shomano.it</a><br />
ufficio stampa Enrico Deregibus per Monferr’Autore</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090921201713"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090921201713?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090921201713" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090921201713&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fattori%2Finterventi%2F2009%2F09%2Fmauro-pagani-e-massimo-ranieri-a-dallo-sciamano-allo-showman"/></p>
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	<description>Serata emozionante quella di sabato scorso, 19 settembre, per il festival della canzone umoristica d’autore &amp;#8220;Dallo sciamano allo showman&amp;#8221;: a Bienno, al Teatro Simoni Fè, era in[...]</description>
	
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	<item>
	<title>L&#039;epica cavalleresca tra racconto e opera: secondo momento del progetto &quot;Primo Teatro&quot; </title>
	<link>http://guide.supereva.it/attori/interventi/2009/09/lepica-cavalleresca-tra-racconto-e-opera-secondo-momento-del-progetto-primo-teatro</link>
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	<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 20:10:06 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angela Platania</dc:creator>
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    <category>news</category><category>palermo narrazioni video teatro di figura mimmo cuticchio</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/attori/pupiantichi2.jpg" class="left" border="0" width="432" height="288" alt="" /><br clear="both" /> Trasferire le proprie competenze agli allievi. Che, anche se non provengono da famiglie d’arte, hanno dimostrato lo stesso il loro interesse per il mondo del Teatro di Figura. Capita a Palermo dove il puparo e cuntista Mimmo Cuticchio ha messo in piedi dal 1997 una scuola dove si studia il mestiere dell’oprante puparo, sollecitando un continuo confronto tra l’opera dei pupi ed altri linguaggi.</p>
<p>In questo campo si muove il progetto “Primoteatro”, realizzato dai Figli d’arte Cuticchio per il terzo anno consecutivo, grazie al sostegno dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali: sul tema “L’epica cavalleresca tra racconto e opra” sono stati costruiti laboratori e spettacoli a Polizzi Generosa (luglio e agosto) e Palermo (teatro di via Bara all’Olivella, a settembre). </p>
<p>Gli allievi della scuola hanno studiato le tecniche tradizionali del teatro dei pupi e del cunto, e le hanno trasferite e confrontate a nuovi linguaggi narrativi, o ad episodi, anche drammatici, della storia recente, come dimostra l’adattamento per teatro di figura, della storia del massacro delle Fosse Ardeatine: spettacoli e narrazioni saranno proposte dal 24 settembre al 4 ottobre tra il laboratorio e il teatrino di via Bara all’Olivella. INGRESSO LIBERO.</p>
<p>Mimmo Cuticchio ha invece colto l’occasione per fare chiarezza sulla differenza tra il modo di raccontare dei Rinaldi napoletani e il cunto dei cuntisti palermitani, adattato ad un poemetto del XV secolo scoperto su una bancarella napoletana. Attraverso due appuntamenti, il 24 e il 26 settembre, Cuticchio riesce a porre l’accento sulle profonde diversità che corrono tra  Rinaldi e cuntastorie. I primi, virtuosi dell’arte del gesto e soprattutto della declamazione di versi scritti; i secondi straordinari nel descrivere le avventure di eroici personaggi, attraverso il sapiente uso della voce  che usa il racconto e lo sviluppa fino al suo acme, quando vive tutto tra parole mozzate e accenti tronchi in bilico tra cantilene e pause, mai leggendo, usando la memoria nei fatti narrati e la creazione estemporanea.   </p>
<p>Il progetto “Primoteatro” è composto da un’esposizione, “Tra le quinte dell’Opra”, aperta dal 14 al 30 settembre al Teatrino di via Bara: in mostra una delle più belle collezioni di pupi dell’800 da scoprire attraverso visite guidate – dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Dal 24 settembre al 4 ottobre, dal giovedì alla domenica, due serie di spettacoli di narrazione e di Opra dei pupi, realizzati dagli allievi della scuola di Mimmo Cuticchio, oltre alla proiezione di filmati sul metodo di lavoro dei Figli d’Arte Cuticchio realizzati da videomaker italiani e stranieri. </p>
<p>Tra i lavori presentati, un adattamento per marionette della storia del Massacro delle Fosse Ardeatine, una favola di Luzzati, un ironico racconto epico. Prevista anche la presentazione di due libri: “L’Opera dei Pupi dalla piccola alla grande scena”, cinque copioni a cura di Roberto Giambrone, mercoledì 23 settembre; e il volume per bambini “Aladino di tutti i colori” (ed. Arianna), mercoledì 30 settembre.<br />
Tutta la manifestazione è a ingresso libero.</p>
<p>Calendario:</p>
<p>mercoledì 23 settembre, alle 18,30<br />
presentazione del libro “L’Opera dei Pupi dalla piccola alla grande scena”<br />
a cura di Roberto Giambrone. Introduce il giornalista e critico teatrale Guido Valdini</p>
<p>giovedì 24 settembre<br />
alle 21,30	“Il tradimento di Gano contro Rinaldo”<br />
Mimmo Cuticchio racconta con la tecnica dei Rinaldi<br />
alle 22,30  	“La storia di Bucefalo “<br />
                     spettacolo di Donato Pichi<br />
alle 23,00 	Proiezione: “Der patron, der puppen”<br />
documentario di Norbert Busè</p>
<p>venerdì 25 settembre<br />
alle 18,30  	“La gazza ladra”<br />
narrazione di Valentina Vecchio<br />
alle 22  	“Le Fosse Ardeatine”<br />
narrazione di Donato Pichi</p>
<p>alle 23	 	“L’opera lirica nell’Opera dei pupi”<br />
incontro con Mimmo Cuticchio </p>
<p>sabato 26  settembre<br />
alle 16,30  	Rugantino e il mulino<br />
narrazione di Donato Pichi<br />
alle 19  	Il tradimento di Gano contro Rinaldo<br />
Mimmo Cuticchio racconta con la tecnica dei cuntisti.  </p>
<p>domenica 27 settembre<br />
alle 16,30 	Astolfo sulla luna in compagnia di Pulcinella<br />
narrazione di Margherita Iovine                             </p>
<p>mercoledì 30 settembre alle  18,30<br />
presentazione del libro per bambini “Aladino di tutti i colori”,  introduce Carlo Carzan </p>
<p>da giovedì 1 a domenica 4 ottobre, alle 17,30<br />
spettacoli tradizionali di Opera dei Pupi realizzati dagli allievi.</p>
<p>SCHEDE</p>
<p>MOSTRA Tra le quinte dell’Opra – pupi di ieri e di oggi<br />
Laboratorio Figli d’Arte Cuticchio dal 14 al 30 settembre<br />
lunedì-venerdì 10/13 e 16/19</p>
<p>E’ una esposizione centrata sul recente recupero di una delle più belle collezioni di pupi dell’800 che arricchiscono la parte museale dei Figli d’arte Cuticchio. Il recupero di questi pupi, appartenuti ad un oprante dell’800, è di estrema importanza per la storia del teatro dei pupi, proprio perché fanno parte di uno stesso mestiere (per mestiere si intende l’insieme di pupi, scene, cartelli e tutto l’occorrente per la messa in scena degli spettacoli). </p>
<p>SPETTACOLI<br />
giovedì 24  settembre – Teatrino di via Bara<br />
alle 21,30	“Il tradimento di Gano contro Rinaldo”<br />
Mimmo Cuticchio racconta con la tecnica dei Rinaldi<br />
sabato 26   settembre – Teatrino di via Bara<br />
alle 19  	“Il tradimento di Gano contro Rinaldo”<br />
Mimmo Cuticchio racconta con la tecnica dei cuntisti.  </p>
<p>Il tradimento di Gano contro Rinaldo è titolo di un poemetto scritto tra il XV e il XVI secolo, che Mimmo Cuticchio ha trovato per caso spulciando i libri di una bancarella a Napoli. Il puparo lo presenta al pubblico in due distinte serate (il 24 e il 26 settembre) adoperando  due differenti tecniche di narrazione: quella dei rinaldi napoletani e quella dei cuntisti palermitani.</p>
<p>Notizie della prima tecnica napoletana si rintracciano nell’Ottocento. I rinaldi leggevano ad alta voce. La declamazione era condotta su toni acuti e in alcuni momenti si avvicinava all’interpretazione dei personaggi: sempre i rinaldi adoperavano una vistosa mimica facciale e una recitazione spesso cantilenante.  La tecnica dei cuntisti appare invece di gran lunga più dinamica e variata. Senza le costrizioni gestuali imposte dal libro, la gesticolazione è più ampia ed efficace, ma soprattutto le qualità vocali, non vincolate dalla lettura, si articolano all’interno di una cadenza narrativa con punte di altezza di tono e di interruzione di respiro sempre più frequenti fino ad arrivare al racconto della battaglia.  </p>
<p>giovedì 24  settembre – Teatrino di via Bara<br />
alle 22,30  	“La storia di Bucefalo “<br />
                     spettacolo di Donato Pichi</p>
<p>La storia di Bucefalo<br />
In ogni racconto epico cavalleresco prima o poi si arriva sempre ad una battaglia. In quella che Donato Pichi ha scelto di raccontare, non viene messo in risalto il valore del cavaliere bensì quello del suo cavallo. In realtà quando si racconta di un eroe, si parla poco dei cavalli, vengono menzionati ma quasi mai da protagonisti, eppure che cos&#8217;è un cavaliere senza cavallo? Ecco adesso è arrivato il momento di farlo. Il protagonista di questa storia si chiama Bucefalo ed è proprio un cavallo. Bucefalo rappresenta il sogno realizzato, prende vita nel momento in cui si incontra con il suo futuro cavaliere e tramonta con la loro separazione, causata dalla morte di Bucefalo stesso. Il nome del cavaliere?! Meglio non svelarlo.</p>
<p>venerdì 25  settembre – Teatrino di via Bara<br />
alle 18,30  	“La gazza ladra”<br />
narrazione di Valentina Vecchio<br />
alle 22  	“Le Fosse Ardeatine”<br />
narrazione di Donato Pichi </p>
<p>Le avventure di una gazza ladra<br />
Liberamente ispirato da una filastrocca di Luzzati, la tecnica è quella del racconto, che nella seconda parte viene animato a vista con piccoli elementi e un pupazzo.<br />
In un paese senza nome, tre re un po’ buffi e un po’ malvagi trascorrono il tempo a farsi la guerra, unico ostacolo sono le grandi spese, ma non ci si può arrendere, l’unico modo per vincere tutti è allearsi e prendersela con chi non può reagire&#8230;un allegro bosco multicolore.</p>
<p>Burattinando con la storia:  Le fosse Ardeatine<br />
E’ uno di quegli esempi in cui si mette in evidenza che il teatro di figura può raccontare fatti e vicende che poco si prestano per i più piccoli e che i burattini, marionette e i pupi possono trattare temi impegnativi e dolorosi come, in questo caso, quello della Resistenza. Anno 1944, Roma è occupata dai nazifasci.  Nelle cantine romane si organizza la Resistenza. Il fabbro Enrico Ferola riesce a costruire un ordigno bellico poco conosciuto: il chiodo a 4 punte, che verrà usato per arrestare l’avanzata del nemico. L’azione di guerra si attuerà in via Rasella. Il regime, colpito e risentito, organizza la più terribile rappresaglia senza precedenti che verrà ricordata come: il “massacro delle Fosse Ardeatine”. </p>
<p>sabato 26 settembre – Teatrino di via Bara<br />
alle 16,30  	Rugantino e il mulino<br />
narrazione di Donato Pichi </p>
<p>Rugantino è alle prese con un sacco di farina che il mugnaio Chiavino gli ha chiesto di difendere da un presunto ladro. Se riuscirà ad acciuffare il ladro, in cambio potrà uscire con Nina, sua eterna innamorata e figlia del mugnaio. In questa storia, Rugantino si dovrà guardare le spalle da Don Antonio, rivale in amore, si dovrà difendere da un coccodrillo affamato ed infine combattere contro la morte in persona. Non mancherà l’aiuto del suo amico Mago Coppelius.</p>
<p>domenica 27 settembre – Teatrino di via Bara<br />
alle 16,30 	Astolfo sulla luna in compagnia di Pulcinella<br />
narrazione di Margherita Iovine                             </p>
<p>Astolfo sulla luna in compagnia di Pulcinella<br />
Interpretazione, in chiave partenopea, di due episodi centrali della Storia dei Paladini di Francia di Giusto Lo Dico: La pazzia di Orlando e Il viaggio di Astolfo sulla Luna. Il racconto è quasi un’ orchestrazione sonora e ritmica del testo, in un contrappunto di linguaggi: dall’eloquio ottocentesco, un po’ magniloquente del Lo Dico, riveduto ed adattato dalla narratrice, a quello in vernacolo napoletano, un po’ arcaico e un po’ artefatto, di Pulcinella, fino a quello più musicale che si articola utilizzando ritmi, suoni e voci della piazza di Marrakech, unite alle canzoni napoletane, interpretate “a cappella” e inscritte nella melopea del racconto. </p>
<p>LIBRI</p>
<p>Mercoledì 23 settembre ore 18,30 – Teatrino di via Bara<br />
L’Opera dei Pupi dalla piccola alla grande scena<br />
E’ una pubblicazione, curata da Roberto Giambrone, che raccoglie cinque copioni che sono stati estrapolati dalla corposa teatrografia che l’associazione Figli d’Arte Cuticchio ha documentato sia in video che in cartaceo. La scelta di pubblicare proprio questi copioni è dettata dal fatto che questi spettacoli sono stati realizzati per la grande scena.   </p>
<p>Mercoledì 30 settembre alle  18,30 – Teatrino di via Bara<br />
Aladino di tutti i colori<br />
Dopo lo spettacolo, Aladino di tutti i colori diventa anche libro, grazie ad un progetto editoriale di Carlo Carzan  e alla casa editrice Arianna diretta da Arianna Attisani, la più giovane editrice italiana. Per la prima volta, una storia dell’ Opra dei pupi viene rielaborata e pensata per piccoli e grandi lettori, per la prima volta una storia  dell&#8217;Opra dei pupi siciliani incontra &#8220;Le mille e una notte&#8221;. </p>
 
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	<description>Trasferire le proprie competenze agli allievi. Che, anche se non provengono da famiglie d’arte, hanno dimostrato lo stesso il loro interesse per il mondo del Teatro di Figura. Capita a Palermo dove[...]</description>
	
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