Questo sito contribuisce alla audience di

Gigi Proietti: una carriera tutta in salita

Simpatia e fascino per un grande attore italiano

Servizio e foto Angela Platania

E’ senza dubbio il più istrionico attore italiano, attore teatrale, cinematografico, regista, cantante e showman, Proietti racchiude nella sua arte mille professioni che rappresenta in modo unico e particolare. Il suo curriculum racconta che i suoi primi passi professionali hanno inizio con il cabaret e il teatro per poi arrivare al cinema e alla televisione. Nel cinema debutta nel 1966 con “Le piacevoli notti”, ed alterna sempre palcoscenico e set cinematografico. Tra le sue interpretazioni più note citiamo quelle in “Brancaleone alle crociate” (1970), “La Tosca” (1973), “Un matrimonio” (1978). In Tv l’abbiamo visto di recente nei panni del maresciallo Rocca, nella serie diretta da Giorgio Capitani.

Fra una battuta e l’altra, abbiamo intrattenuto il simpatico attore davanti ad un ascensore, invitandolo a scambiare quattro chiacchiere con noi.

Bentornato in Sicilia, Gigi, ti incontriamo di sovente a Catania, se non sbaglio proprio lo scorso anno, hai vinto un premio al taormina film fest. Cosa ha significato, questo riconoscimento per te?

“E’ sempre bello ricevere una gratificazione per la professione che si svolge. Sono molto felice di questo, nel contempo ho approfittato di questa occasione, per incontrare alcuni colleghi che non vedevo da tempo e, lasciamelo dire, per rimirare una parte della Sicilia alquanto caratteristica ed affascinante”.

Cosa ti ricordi della prima realizzazione del film “Febbre da Cavallo”?

“Era l’anno 1976, forse non era il momento adatto per proporre un tipo di film come quello, tanto che non fu accolto molto bene né dalla critica né dal pubblico. Il successo fu decretato negli anni seguenti, quando le tv private hanno incominciato a mandarlo in onda: da quel momento ha spopolato ed ancora oggi continua a raccogliere consensi. A Roma esiste perfino un fans club”.

In “Febre da Cavallo” si evidenzia la storia di alcuni giocatori incalliti, ti sei fatto prendere in qualche modo da questa passione?

“Assolutamente no. Non sono un giocatore. In passato avrò fatto, tutt’al più, qualche puntata, ma sono totalmente fuori da queste realtà, non conosco nè le regole, né lo slang che è legato a questo fenomeno”.

CONTINUA

Le categorie della guida

Ultimi interventi

Vedi tutti