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CAROLINA CRESCENTINI

tratta dal pressbook

Ti sei ispirata a dei personaggi particolari, fittizi o reali, oppure a film, libri per interpretare il ruolo di Benedetta?

Avevo letto il libro di Silvio Muccino e Carla Vangelista. Va detto che la Benedetta del libro è molto diversa da quella del film. Un cambiamento che abbiamo voluto insieme a Silvio per rendere Benedetta più realistica, una ragazza che puoi realmente incontrare per strada. Un film che mi ha ispirato nella costruzione del personaggio è “Swimming Pool” di Ozon. Un altro film che non è affine ma che mi è stato molto utile per il sapore del sesso è “A snake of June” di Tsukamoto. Altri ancora: “Ragazze interrotte”, “La sposa turca”, “Mysterious skin” e “Romanzo Criminale” in cui Patrizia è una donna estremamente seducente anche se si tratta di un altro tipo di seduzione, più matura. Benedetta invece è una bambina viziata, una che non deve rimboccarsi le maniche per avere quello che non ha già, lo pretende. È snob, molto leggera, ma tutto in lei, anche il suo rapporto con il sesso, in realtà è frutto di una maschera che nasconde insicurezza.

Cosa ti piace e cosa non ti piace di lei?

Benedetta è un personaggio particolare e mi piace molto perché è a più livelli, a più strati. Appartiene all’alta borghesia romana in cui crescono figli sbandati, incapaci di comunicare, abituati a ricevere soldi in cambio di affetto. È una ragazza che vive con una maschera addosso, che indossa la maschera della seduzione e della spocchia per relazionarsi agli altri. Spesso, però, la maschera le cade e ne esce fuori una fragilità smisurata. Mi piace proprio perché è contraddittoria, perché vuole far finta di essere qualcosa che comunque non sarà mai.

Ci sono contatti tra Benedetta e Carolina?

Siamo fragili nello stesso modo; c’è in noi lo stesso senso di inadeguatezza e di insicurezza, che lei risolve con una falsa forza, io con l’ironia e la goffaggine. Anche se in un modo completamente diverso anch’io porto una maschera. La mia è una maschera della positività, nel senso che tento di trovare sempre il buono in ogni cosa.

Cosa pensi di Silvio che è alla sua prima esperienza di regista?

Silvio è un’entusiasta e con la sua energia travolge tutti.  Ha lavorato su di me, mi ha plasmata per creare quello che lui voleva. È un regista che non si accontenta e questo ti mette alla prova.

C’è un’immagine, una battuta che associ d’istinto al film?

“Stai guardando dalla parte sbagliata. Stai guardando dalla parte giusta”. Tutti i personaggi guardano dalla parte sbagliata. Tutti i personaggi hanno una necessità enorme di essere amati, però non si trovano mai nel momento giusto insieme.

Sasha è come Silvio?

No, Sasha è molto più debole, imbarazzato, e timido. Silvio è più scaltro e ha le spalle più larghe di Sasha.

Secondo te esiste una donna che non possa essere conquistata?

Onestamente me lo sono chiesta dopo aver letto la sceneggiatura.. Dipende. Se ti avvicini ad una donna con cura e sei delicato e sai attendere puoi conquistare qualsiasi donna.

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