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Beppe Fiorello: Basta con l'immagine di una Sicilia insanguinata

Da Palermo l'attore si lancia contro gli stereotipi dell'Isola


“Basta con l’immagine di una Sicilia insanguinata, basta con gli stereotipi su una terra che ha il diritto di comunicare soprattutto i suoi valori”.

Appassionato e polemico Beppe Fiorello ha siglato a sorpresa a Palermo l’inaugurazione de “Il Vento del Nord”, - la rassegna cinematografica che si conclude domani, (sabato 18), ai Cantieri della Zisa. L’attore, che domani pomeriggio sarà protagonista di un’attesa masterclass sulla sua storia, respinge “l’idea che la Sicilia possa davvero assomigliare all’immagine di quell’isola di sangue protagonista della campagna di lancio del Museo della mafia di Salemi che, fin dall’aeroporto di Palermo accoglie chi arriva sull’isola” .

“Capisco le intenzioni ma il colpo d’occhio è pericoloso - ha detto Beppe Fiorello - Perché non chiamarlo, allora, museo dell’antimafia?”.

Una Sicilia che punta su legalità ed etica, attraverso il cinema, è invece il fulcro della manifestazione coordinata da Laura Delli Colli che propone una vera e propria maratona di documentari, cortometraggi, film, incontri e che si è inaugurata con le anteprime siciliane di “Fughe e approdi” di Giovanna Taviani e “Malavoglia” di Pasquale Scimeca e con un convegno dedicato ai temi della rassegna.

Ad intervenire, tra gli altri, l’assessore regionale all’Istruzione Mario Centorrino lieto che “tutti gli ospiti selezionati siano stati scelti per il profondo legame con il territorio e che rappresentino la parte migliore della Sicilia” e l’amministratore delegato di Cinecittà Luce Luciano Sovena che ha ricordato “il rapporto che lega da sempre Cinecittà al cinema siciliano: da Ciprì e Maresco e Roberta Torre a Giovanna Taviani e Pasquale Scimeca”. Pietro Di Miceli direttore della Film Commission Siciliana ha sottolineato l’importanza di questi due giorni che sotto l’etichetta de Il Vento del Nord, “sono un vero e proprio battesimo per i nuovi progetti già in cantiere” puntando su impegno e qualità e proponendo tematiche e protagonisti che con coraggio uniscono al cinema un messaggio di legalità. “ Tengo molto ad un film come Schiaffo alla mafia di Stefania Casini e al modo in cui esalta l’esperienza coraggiosa di Libera”ha detto Di Miceli, al quale ora è affidata la macchina operativa del cinema siciliano.

Spazio anche al cuore della rassegna che, grazie soprattutto a Massimo Ciavarro, già organizzatore della prima edizione della manifestazione, punta in realtà lo sguardo di Palermo sul mare di Lampedusa e sulla sua realtà.

Un tema che ha offerto al direttore generale dell’ ANFE , associazione dedicata alle famiglie degli emigrati, Gaetano Calà l’occasione per abbattere i pregiudizi e cancellare, come ha sottolineato con lui l’Assessore al turismo di Lampedusa, Pietro Busetta, gli stereotipi che da sempre una certa immagine dell’isola esprime sull’immigrazione e sulla sua realtà.

Dal professor Antonino Buttitta, nato a Bagheria e cresciuto nel segno del cinema e della Panaria di Francesco Alliata e del Duca di Salaparuta, di Vittorio De Seta e Fosco Maraini, una vera e propria lezione si storia e di civiltà sulla Sicilia. Tra gli interventi anche Ivan Scinardo per il Centro Sperimentale di Cinematografia, e Marco Salerno dirigente generale dell’assessorato al Turismo.

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