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Modellini che passione

Sempre più costosi: era un gioco, è diventato un business

Dal sito LaStampa.it

All’inizio erano di latta, rudimentali. Poi c’è stata l’era delle leghe metalliche, fino alle attuali plastiche, sempre più sofisticate, colorate e con interni così curati da invidiare pochissimo agli originali. Macchinine, che passione. Altro che giocattoli: i modellini di auto (ma anche di moto, camion, veicoli speciali) continuano a eccitare la fantasia dei bambini, quando li mettono in fila sognando un giorno di poterli guidare. Ma stuzzicano ancor di più la libidine dei grandi, specialmente dei collezionisti che curano queste miniature in scala con passione maniacale e le adorano come francobolli preziosi o capolavori d’arte. Si fa a gara a chi possiede la teca più bella e luminosa per l’esposizione, si va a caccia del pezzo raro, generalmente modellini degli anni Quaranta e Cinquanta, oppure più recenti tirature limitate.

Quelli realizzati a mano raggiungono quotazioni vertiginose e in qualsiasi collezione fanno «la differenza». Sono passati alla storia marchi celebri come Welly, Maisto, Burago, Ricko, Brumm, Ixo, Universal; e ancora Schuco, Corgi Toys, Mercury, Politoys e Polistil. Hanno popolato la nostra giovinezza e riempito le vetrine di tutto il mondo. Poi sono arrivate le serie speciali in edicola, di ogni specie: un successo strepitoso. Era un gioco, è diventato un business. Oggi sono 145 i produttori autorizzati a livello mondiale, e 161 i marchi di veicoli che vengono «miniaturizzati», molti dei quali scomparsi da tempo. Le storiche «tirano» in modo particolare…”

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