
Le opinioni intorno all’accordo Fiat-Chrysler non sono unanimi. Addirittura da più parti si guarda alle scelte di Marchionne in modo molto preoccupato.
Ma quali sono queste opinioni divergenti? Di questo e altro si parla nel sito Il Gazzettino.it. Di seguito la parte introduttiva dell’articolo:
‘VENEZIA (6 maggio) - Crazy. Pazzo. Ecco com’è considerato da molti Sergio Marchionne, protagonista dell’affaire Fiat-Chrysler. Dicono: “Daimler è uscita da Chrysler perché non aveva altre possibilità, e stiamo parlando di Mercedes. Come pensa Marchionne di riuscire in un’impresa dove hanno fallito i tedeschi della Mercedes?”.
Crazy, incalzano altri, “perché per salvare la Chrysler ci vogliono tanti soldi e chi li metterà? Poi, i motori piccoli, la tecnologia tanto decantata, l’avevano anche Mercedes e Smart…”. Crazy, sostengono altri ancora, viene naturale pensarlo considerando che “Fiat nello scacchiere mondiale non ha una gamma forte come Volkswagen o Toyota e il centro ricerche Fiat non è… la Nasa. Non a caso Fiat non ha un’ibrida, non ha flotte di vetture a idrogeno…”.
E continuano: La Fiat, ad esempio, così come Chrylser, non è presente in Cina, l’unico mercato che tira”. “Crazy - aggiungono - Marchionne lo è perché se fino a pochi anni fa Fiat era alla canna del gas è impensabile che con i tempi necessari, al mondo dell’automobile per uscire da una crisi spaventosa, solo lui sia riuscito a ribaltare la situazione in così poco tempo?”…’
Per continuare la lettura, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi

Luigi Perillo








