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  • Persepolis. Autobiografia al femminile di Claudio Lugi

    Visceralmente autobiografico, Persepolis è un racconto di formazione al femminile che narra un ventennio circa della vita di Marjiane (dal 1979 al 1994), una bambina che a soli dieci anni è spettatrice della Rivoluzione islamica ed è costretta inconsapevolmente a indossare il chador. Educata ai valori di libertà da una famiglia laica e benestante discendente dagli aristocratici della dinastia Qajar scalzata dai Pahlavi, Marji è particolarmente sensibile alla storia del suo paese e dei suoi parenti, alcuni dei quali uccisi in carcere per le idee socialiste. La bambina è inoltre molto attaccata alla nonna la quale le narra molti episodi del lontano passato ricordandole di continuo l’importanza dell’integrità morale

  • Bettino Craxi Un' amara parabola

    Storico leader socialista, Bettino Craxi pronuncia il suo ultimo discorso da deputato, un deputato sotto accusa, il 29 aprile del 1993 quando. Poi ci saranno le monetine, i processi, le condanne, il triste rifugio ad Hammameth, la malattia, la morte. Una parabola che in sedici anni lo porterà dall'altare al fango. Dopo numerosi anni dalla rivoluzione giustizialista di Mani Pulite, la figura di Craxi comincia ad essere valutata da più parti con maggiore serenità, alla luce di un più freddo giudizio storico.

  • Autobiografia al femminile

    La discussione intorno alle diverse modalità di scrittura personale e di rappresentazione delle vite delle donne ha avuto inizio soltanto nei primi anni Ottanta del Novecento. Sollevata soprattutto da studiose della letteratura, è stata poi animata specialmente da storiche di lingua inglese, pur contando interessanti contributi da parte di storiche francesi e tedesche. Come per altri settori dell'indagine sull'esperienza storica delle donne, l'avvio di una riflessione sulle fonti autonarrative femminili ha comportato innanzitutto una presa di distanza e una messa in discussione della tradizione teorico-metodologica e interpretativa del genere autonarrativo, incentrata soprattutto sulle autobiografie prodotte da uomini e, tra questi, soprattutto da statisti o comunque da figure di rilievo in diversi ambiti della vita pubblica. Le memorie prodotte dalle donne sembravano, al contrario, coinvolte in una sorta di "repressione collettiva", come polemicamente ha scritto D. Stanton (Autogynography: Is the Subject Different?, 1987) curando una raccolta di saggi (The Female Autograph) che segna un significativo punto di svolta nella produzione critica e storiografica delle donne.

  • L'autobiografia Black White di Elisa Lascialfari

    L’autobiografia Black White and Jewish rappresenta per Rebecca Walker l’estremo tentativo di soddisfare la sua sete atavica di identità. Figlia della famosa scrittrice afroamericana Alice Walker e dell’avvocato ebreo Mel Leventhal, Rebecca sperimenta sulla sua pelle mulatta sia il sogno della multiculturalità che l’incubo del pregiudizio razziale. A soli 8 anni subisce il trauma della separazione dei genitori, ed è costretta a spostarsi ogni due anni dalla città materna a quella paterna, da San Francisco a New York City. Ha inizio così un’esistenza nomade fatta di aeroporti, abbracci immaginari, case inospitali, studi iniziati e terminati altrove.

  • Un'autobiografia immaginaria ; Maria madre di Dio

    Ho usato, innanzitutto, un genere letterario un po’ originale. Ho immaginato che fosse Maria a raccontare la sua vita, e spiego perché. L’evangelista Luca ci racconta l’Annunciazione. Chi ha raccontato l’Annunciazione? Presenti erano soltanto l’Angelo e Maria. Non credo che l’Angelo abbia parlato. Quindi è Maria che ha raccontato alla Chiesa l’avvenimento dell’Annunciazione e mi sembra bello, allora, immaginare che sia ancora Maria a raccontare alla Chiesa l’Annunciazione.

  • Annibale. Come un'autobiografia di Giovanni Brizzi

    Non rivedrò Cartagine, mai più": è l'amara riflessione di Annibale al quale Giovanni Brizzi offre la propria voce per ricostruire le tappe di una vita e di un'esperienza straordinarie.

  • Angelicamente Anarchico autobiografia di Don Gallo

    «Sono angelicamente anarchico» Un'autobiografia di Don Gallo che raccoglie storie, riflessioni, ritratti di personaggi e gente comune. Il 6/4 la presentazione al Modena La sede principale della mia comunità non ha insegne e nemmeno un campanello. Non so spiegarmi perché, ma, nonostante l'anonimato, tante persone continuano a presentarsi alla mia porta, di giorno e di notte, sicure di trovare altre persone pronte ad accoglierle. (Don Andrea Gallo)

  • Janet Frame UN ANGELO ALLA MIA TAVOLA

    "Scrivere un'autobiografia può significare non solo guardare indietro, ma anche al di là o attraverso" (Janet Frame). "Una delle piú grandi autobiografie di questo secolo" (New York Times).

  • Helen Keller il genio della privazione

    "Desidero fortemente compiere un'opera grande e nobile, ma è mio dovere compiere opere piccole come se fossero grandi e nobili."Helen Keller nasce in una località chiamata Ivy Green, vicino Tuscumbia (Alabama), dal Capitano Arthur H. Keller e da Kate Adams Keller. Alla tenera età di 19 mesi, si ammala gravemente: i dottori descrivono la malattia come "un acuta congestione dello stomaco e del cervello" (probabilmente scarlattina o meningite). La malattia non dura a lungo, ma la porta alla cecità e sordità totale. Per comunicare con i genitori, la piccola Helen inventa una serie di segni convenzionali (all'età di sette anni, saranno circa 60).

  • Italo Svevo

    Nel dicembre 1895 si fidanzò con la cugina Livia Veneziani, figlia di un industriale cattolico dirigente di una fabbrica di vernici sottomarine. Svevo entra così a far parte di una solida e ricca borghesia, dalla quale avverte una distanza tale da redigere nel 1896 un Diario per la fidanzata, nel tentativo di colmare la distanza attraverso l'educazione della fidanzata all'inquietudine intellettuale.