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Ultimi interventi

  • IL RITORNO QUASI UN'AUTOBIOGRAFIA DI A.NEGRI

    Il tema del ritorno è da qualche tempo cruciale nella vita di Antonio Negri: il ritorno in Italia dopo quattordici anni di esilio in Francia, il ritorno in prigione dopo quattordici anni di libertà, e anche il ritorno sulla scena politica e culturale dopo la pubblicazione di "Impero", il libro scritto con Michael Hardt che è diventato uno dei testi di riferimento del movimento di opposizione al nuovo ordine mondiale

  • ’’Autobiografie negate."

    "Autobiografie negate. Immigrati nei lager del presente" è il libro-testimonianza di Federica Sossi, docente di Filosofia teoretica all’Università di Bergamo. Una forte denuncia da leggere come un lungo racconto, dal tono narrativo denso e drammatico : "Lei si guarda mille volte allo specchio, si fa la doccia cinque, dieci volte, poi si cambia ancora una volta (...) Non è una modella, anche se si cambia così tante volte, anche se si osserva mille volte, glielo chiedono tutte se è una modella, è bella, ha una ferita sulla fronte, un bambino che le manca, l’ha sentito un’unica volta, non puٍò mica chiedergli di venire la’..."

  • Autobiografie negate

    ’’Autobiografie negate. Immigrati nei lager del presente" Un libro-denuncia sui Centri di Permanenza Temporanea di Federica Sossi Pubblicato nel 2002 per Manifesto Libri

  • Sante Notarnicola

    Sante Notarnicola nasce nel ’38 a Castellaneta, dove trascorre la prima infanzia fra miseria ed emarginazione sociale. Abbandonato dal padre, è costretto a subire lo sfascio della propria famiglia in un Istituto per l’Infanzia Abbandonata, dal quale uscirà a 13 anni per raggiungere la madre, nel frattempo emigrata a Torino. Nella capitale industriale del Nord, dove vive in un quartiere-ghetto, Notarnicola inizia a frequentare per necessità gruppi di operai e di ex partigiani e con loro milita prima nella FGCI, poi nel PCI: sono gli anni del dopoguerra, anni in cui negli ambienti della sinistra italiana si continuano a nutrire speranze rivoluzionarie, e in modo particolare il sogno di continuare la lotta condotta durante la Resistenza, per portare a termine quella trasformazione che si era bruscamente interrotta con la fine della seconda guerra mondiale; e sono gli anni in cui, di fronte ai sogni di una generazione, si delinea la svolta istituzionale del Partito Comunista, che prende sempre più le distanze dalle idee rivoluzionarie. E’ fra le quinte di questo complesso scenario che matura l’esperienza politica e umana di Notarnicola, ed è da questa esperienza che bisogna partire per capire il senso della sua poesia, una poesia nutrita di storia, di umanità, di sentimenti, più che di parole. E’ il ’59 quando Notarnicola inizia con alcuni compagni una serie di espropri, organizzando rapine in banche e gioiellerie per raccogliere denaro a favore dei movimenti di liberazione nei paesi coloniali; ed è durante una di queste rapine (la sanguinosa rapina di Largo Zandonai a Milano) che, nel ’67, viene arrestato, insieme a Cavallero e altri due compagni, e poi successivamente condannato all’ergastolo: da quel momento (il ’68 e le BR sono ancora lontani) i giudici si affanneranno ad attribuirgli etichette sempre diverse, da sobillatore a sovversivo, da nappista a brigatista, da irrecuperabile a irriducibile. Oggi, è in libertà e vive a Bologna gestendo un locale, il Mutenye, nella storica via del Pratello