Questo sito contribuisce alla audience di

Ultimi interventi

  • Persepolis. Autobiografia al femminile di Claudio Lugi

    Visceralmente autobiografico, Persepolis è un racconto di formazione al femminile che narra un ventennio circa della vita di Marjiane (dal 1979 al 1994), una bambina che a soli dieci anni è spettatrice della Rivoluzione islamica ed è costretta inconsapevolmente a indossare il chador. Educata ai valori di libertà da una famiglia laica e benestante discendente dagli aristocratici della dinastia Qajar scalzata dai Pahlavi, Marji è particolarmente sensibile alla storia del suo paese e dei suoi parenti, alcuni dei quali uccisi in carcere per le idee socialiste. La bambina è inoltre molto attaccata alla nonna la quale le narra molti episodi del lontano passato ricordandole di continuo l’importanza dell’integrità morale

  • Autobiografia al femminile

    La discussione intorno alle diverse modalità di scrittura personale e di rappresentazione delle vite delle donne ha avuto inizio soltanto nei primi anni Ottanta del Novecento. Sollevata soprattutto da studiose della letteratura, è stata poi animata specialmente da storiche di lingua inglese, pur contando interessanti contributi da parte di storiche francesi e tedesche. Come per altri settori dell'indagine sull'esperienza storica delle donne, l'avvio di una riflessione sulle fonti autonarrative femminili ha comportato innanzitutto una presa di distanza e una messa in discussione della tradizione teorico-metodologica e interpretativa del genere autonarrativo, incentrata soprattutto sulle autobiografie prodotte da uomini e, tra questi, soprattutto da statisti o comunque da figure di rilievo in diversi ambiti della vita pubblica. Le memorie prodotte dalle donne sembravano, al contrario, coinvolte in una sorta di "repressione collettiva", come polemicamente ha scritto D. Stanton (Autogynography: Is the Subject Different?, 1987) curando una raccolta di saggi (The Female Autograph) che segna un significativo punto di svolta nella produzione critica e storiografica delle donne.

  • L'autobiografia Black White di Elisa Lascialfari

    L’autobiografia Black White and Jewish rappresenta per Rebecca Walker l’estremo tentativo di soddisfare la sua sete atavica di identità. Figlia della famosa scrittrice afroamericana Alice Walker e dell’avvocato ebreo Mel Leventhal, Rebecca sperimenta sulla sua pelle mulatta sia il sogno della multiculturalità che l’incubo del pregiudizio razziale. A soli 8 anni subisce il trauma della separazione dei genitori, ed è costretta a spostarsi ogni due anni dalla città materna a quella paterna, da San Francisco a New York City. Ha inizio così un’esistenza nomade fatta di aeroporti, abbracci immaginari, case inospitali, studi iniziati e terminati altrove.

  • Virginia Woolf, Diario di una scrittrice

    La verità non è possibile stabilirla, né forse è davvero rilevante o interessante per noi posteri, ai quali è stato tramandato un lascito critico e creativo rilevante, e che (forse) sarebbe ben più prolifico e saggio leggere privati da quegli schermi e schemi preconcetti che vogliono tirare l'autrice da una parte o dall'altra. I diari, in particolare, sono forse i luoghi meno sinceri i

  • Storia di una donna -La vita di Sibilla Aleramo

    Storia di una donna La vita di Sibilla Aleramo a un certo punto incrocia un bivio terribile: la scelta tra il figlio e la libertà da un matrimonio infelice che la spinge a tentare il suicidio. Lei sceglie, e se ne va. Più tardi, attraverso la scrittura ricompatterà i frammenti dolorosi di quell’esperienza. di Francesca Pacini

  • La comparsa della donna nella letteratura

    Dopo secoli di esclusione, la donna inizia il suo percorso di conquista di un piccolo, ma determinante spazio nella letteratura. Questo tipo di carriera, non ancora normalizzata per una donna, porta la scrittrice che vuole affermarsi a trasgredire alle regole della società ed alla tradizione