Questo sito contribuisce alla audience di

Perchè un diario

Tenere un diario vuol dire iniziare a prendersi cura di sè. Vuol dire anche prendere distanza attraverso la parola scritta. Ma può anche significare la nascita di un compagno segreto o di un angelo custode.

Viviamo distrattamente, presi come siamo dal ritmo frenetico di questa società.

Siamo sostanzialmente programmati per essere produttori e consumatori. Dobbiamo essenzialmente funzionare. Quando ci colgono momenti di stanchezza o sensi di vuoto, ci vengono forniti strumenti (anch’essi programmati) per alleviare il malessere. Medicinali, televisione, films, sport, giochi, sono industrie addette alla cancellazione del disagio e del pensiero.

In questa ottica possiamo benissimo dire con Montaigne

Pur vivendo 24 ore su 24 con noi stessi, noi non ci conosciamo“.

Così le cose accadono, lasciano segni dentro di noi, ma spesso non ce ne accorgiamo o non sappiamo dare loro un valore adeguato. Pure sentiamo disagio e talvolta malessere. Ecco che allora anche annotare soltanto quanto ci succede può essere un luogo di nuova conoscenza ed esplorazione di noi e quindi, di riflessione. Se noi prendessimo ad annotare gli eventi di tutti i giorni ci accrgeremmo che la vita non è poi così vuota e scialba come talvolta ci appare.

Come Rilke dice nelle sue “Lettere a..un giovane poeta” ” … e se la vita sua le appare grigia… non incolpi la vita”. Perchè è il nostro sguardo sulla vita quello che conta. Ma per avere uno sguardo bisogna avere occhi e qualcosa da guardare.

Ecco che le semplici note di un diario ci possono permettere di “Vedere” là dove abbiamo semplicemente “guardato”. Possono quindi essere tracce per una riflessione l’inizio di un nuovo sguardo sulla realtà che ci circonda.