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Perchè Album di famiglia

La famiglia è un laboratorio di vita, ma anche un teatro o un romanzo.

La famiglia è il tempo e il luogo della scoperta del bene e del male, della certezza e delle ambiguità, della solidarietà e dello scontro incomprensibile agli occhi di un bambino.

Tutti i giochi che da adulti si giocheranno nella propria vita e nelle proprie famiglie, hanno in qualche modo già svelato le loro carte. Qui si impara a convivere, a collaborare o a odiare. A tramare o a rispettare, a far finta che il mondo esterno non esista o a comprendere che troppa famiglia fa male. L’educazione famigliare ha poco a che vedere con i valori e le idee che i genitori trasmettono ai figli. Sono i modi e i gesti della convivenza, i toni della voce. le minutemodalità o regole che organizzano la giornata a fornire i modelli di comportamento e d’azione.

Le storie che si raccontano, la capacità di un padre o di una madre di mostrarci le cose ei paesaggi, di invitare gli amici e sparlarne poco dopo, di sospettare di tutto e di tutti, la sfiducia verso il genere umano, questo è il nutrimento centellinato che viene trasmesso…

C’è famiglia anche in assenza di legami consanguinei, dove la sincerità e l’autenticità costruiscono la famiglia per scelta affettiva. Ci sono gruppi assistenziali, case famiglia, comunità. associazioni di volontariato che denotano modi di stare insieme in modo disinteressato.

Tutti questi sono luoghi di riparazione, di reinvenzione, rifondazione di legami famigliari. Raccontare la famiglia è quindi fare in modo che il racconto dal quale siamo nati si prolunghi, da questo racconto intrecci con le famiglie successive, nostre e altrui, scoprendo che abbiamo la possibilità di narrare storie famigliari che si dipanano e confliggono.

Liberamente tratto da “Album di famiglia ” di Duccio Demetrio