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Nuto Revelli

Volevo che i giovani sapessero, capissero, aprissero gli occhi. Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come eravamo cresciuti noi della "generazione del Littorio". Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta..... Nuto Revelli

Nato a Cuneo, tra montagna e vallate dove fu aspra la guerra di Liberazione, Revelli partecipò alla spedizione di Russia da ufficiale dell’esercito italiano e alla Resistenza da partigiano nelle formazioni di Giustizia e Libertà. Nei suoi libri non si preoccupò solo di conservare e tramandare il senso delle sue esperienze e le emozioni che lo avevano visto protagonista di quei momenti storici, ma anche di raccogliere pezzi di storia umana che lui vedeva emblematici di un periodo, di un clima storico-culturale, ma non solo, anche di una coerenza che considerava un valore di cui dare esempio ai giovani.

Tra i suoi libri piu’ famosi, tutti pubblicati da Einaudi, ricordiamo «Mai tardi. Diario di un alpino in Russia» del 1946, «La guerra dei poveri» del ‘62, «Il mondo dei vinti» del ‘77 e «Il disperso di Marburg» del ‘94. L’ultimo libro, «Le due guerre», la casa editrice Einaudi lo trasse dalle lezioni che tenne nell’anno accademico 1985-1986 all’Università di Torino, quando fu invitato dal mondo accademico - con lo scopo di ringiovanire la memoria - a raccontare ai giovani gli anni della Resistenza in Italia. Quelle lezioni furono un autentico successo.

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