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Gino Strada

Viviamo in un mondo in cui per alcuni Dio è morto. Peccato, chissa cosa direbbe di chi gli ha preso il posto, il Denaro e la sua filosofia: Persino alcuni pseudo santoni delle nuove tendenze insegnano che un conto è la filosofia e un altro è il "businnes". Fare il proprio interesse, senza badare tanto alle questioni etiche è la nuova morale. Poi c'è qualcuno che vaga per il mondo a riparare i danni, in modo disinteressato e gratuito. Ma per il potere questo è intollerabile, un modello umano che andrebbe abolito, sopratutto quando non tace. Gino Strada non solo opera le vittime di guerra, ridà speranza e vita, ma testimonia che l'utopia è possibile, perchè per fare un "altro" mondo, occorrono "altri" uomini.

Chi è Gino Strada? È un chirurgo, ha 55 anni, è sposato con Teresa che lo sostiene in tutti i suoi “pellegrinaggi” e ha una figlia, Cecilia. Si è laureato a Milano, specializzandosi in chirurgia d’urgenza. Negli anni ’80 si è occupato principalmente di chirurgia dei trapianti di cuore e cuore-polmone, con lunghi periodi di permanenza negli Stati Uniti, Gran Bretagna e in Sudafrica, a Città del Capo. Nel 1988 ha deciso di applicare la sua esperienza di chirurgia d’urgenza all’assistenza e alla cura dei feriti di guerra. Ha lavorato per un lungo periodo con la Croce Rossa Internazionale in zone di guerra: nel 1989 a Quetta, nel Pakistan, al confine con l’Afghanistan; nel 1990 a Dessiè, in Etiopia e a Khao-I-Dang, in Tailandia; nel 1991 a Kabul e ad Ayacucho, in Perù, poi ancora a Kabul; nel 1993 a Balbala, Gibuti e Berbera, in Somalia. Nel 1994 è stato in Bosnia.

L’esperienza accumulata in anni di chirurgia di guerra convince Gino Strada della necessità di una organizzazione piccola, agile e altamente specializzata, che intervenga in favore della popolazione civile vittima della guerra e che non soffra delle lentezze burocratiche delle grandi organizzazioni. Con scarsissimi mezzi e insieme a un gruppo di colleghi e amici, nella primavera del 1994 Gino Strada fonda a Milano Emergency. La neonata organizzazione riunisce un team internazionale che, nell’agosto dello stesso anno, riapre l’ospedale della capitale del Ruanda Kigali: devastato dalla guerra, era stato abbandonato e non vi erano ancora giunti aiuti umanitari.