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Grazie a Mario Luzi

A me sembra che Luzi sia molto lucido e che i rincoglioniti siano altrove.

Per la seconda volta , nel giro di qualche mese, il neo senatore a vita, nonchè poeta candidato al Nobel per l’Italia è al centro dell’attenzione per aver criticato il Governo ed esponenti del Governo.

Mario Luzi, non è solo un poeta raffinatissimo, è anche un intelettuale, un uomo che ha condotto una vita di profonda ricerca spirituale. Mario Luzi è anche un uomo mite, che ha sempre esposto con fermezza le sue ragioni, ma senza mai trascendere e offendere le opinioni altrui.

Un uomo d’altri tempi evidentemente, visto che oggi prevalgono prepotenza e arroganza, intimidazione e sberleffo persino se sei morto per un’idea e non per una manciata di dollari ( si veda Baldoni).

Cosa c’è che non va nel novantenne Luzi, assalito e vilipeso descritto come vittima di demenza senile?

Non va il fatto che avendo Luzi vissuto il periodo fascista e conservando buona memoria, non sappia tacere le somiglianze fra avvenimenti e personaggi di oggi con quelli del ventennio.

Parlare di regime oggi in Italia significa rimanere isolati perchè nemmeno la sinistra vuole riconoscere che siamo in presenza di profondi rischi per la democrazia.

Eppure grandi vecchi come Ingrao e Bobbio avevano avvertito che il fascismo non si sarebbe certo ripresentato con il fez e l’olio di ricino (basta rete quattro, grazie).

Ma Luzi, che ha buona memoria, li riconosce anche camuffati i fascisti, quei ducetti dalla mascella volitiva, che non sopportano i lacci della democrazia e della legge, e quei portaborse dei ducetti, sempre con quel sorriso ebete da eterni ritardati nominati ad hoc al ministero delle entrate del capo.

E la sinistra vada pure avanti così, che va bene.

Sulle posizioni dei giudici si facciano pure i distinguo, così la gente capisce che la destra li attacca e la sinistra non li difende.

Sulla pace si facciano pure i distinguo, così la gente capisce che la destra manda i soldati in guerra con l’orgoglio dei lacchè di rango e la sinistra li manderebbe lo stesso, ma con il cuore gonfio di dolore.

Si faccia pur capire che Prodi ha esagerato chiamando “mercenari” i giovani di Forza italia che fanno un ingresso nella politica a pagamento fin da piccoli, senza far risaltare il valore del volontariato e della politica come servizio ai cittadini.

Si facciano pure i distinguo anche su Luzi, in modo che un vecchio poeta, mite e coraggioso, venga sospettato di ridotta lucidità mentale, senza pensare che con il poeta si attacca anche la poesia, un arte inutile, che non fa male a nessuno, tranne che a chi non ama la libertà, dal momento che per fare tacere un poeta di solito bisogna spegnerlo.

Ma a proposito dove sono i coraggiosissimi poeti italiani?

Nascosti dietro le scrivanie di qualche casa editrice appena acquisita da quel liberalone del capo e subito pasata alla parentela?