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Lettere a Umberto Galimberti

La malattia può divenire un' occasione di profonda riflessione sul senso dell'esistenza,fino a spingercici a desiderare di essere chiamati in una dimensione che più non si teme ma si desidera.

Per gli altri la Salute è la convinzione che l’esistenza è una tana in cui si può starci caldi. La Terra gira. Che giri per gli altri. Loro non lo sanno. Ma io sono malata. Perciò autentica. Perciò donna. Stravolgo le proverbiali banalità. Io non sono mai stata malata. Perciò non guarirò mai. Fino alla Catastrofe mi soccorrerà il mio mondo interiore. Giammai gli altri si studiano l’Anima allo specchio. Io, sì. E se ho raggiunto la luminosa meta con il sudore perché contagiarla con la salute. Gli altri devono guarire dalla salute. La mia malattia non è pochezza. Non distilla veleno. Ma Solarità. A me dovete credere e non credere. Non so camminare nel tempo. Mi annichilisco. Però nei drappi della mia Anima mi beo. Lei è la mia incantatrice. Perché gli altri mi tolgono il respiro. Io me ne andrò. Prima di voi. Così, voi camminerete nel Buio ingannati. Mentre io muoio nel rigagnolo, vivo fissando la mia stella, che non è di cartone. Mariangela D.F., Sarno

Quando l’anima incontra la malattia resta sempre perplessa, ma soprattutto incomincia a raccontarsi con parole insolite che sgorgano da quella riflessione che è poi il riflesso che l’anima ci invia quando il mondo si è fatto opaco e buio, puro evento geologico che trascina nel suo giro tutti gli esseri che rumorosamente lo popolano, senza che una sola voce di quel rumore riesca a far breccia nella nostra anima. Nella sua solitudine impenetrabile l’anima allora si sente più autentica, più luminosa, piccolo frammento di quello che lei chiama solarità. Ma senza il mondo intorno anche il sole non sa perché e per chi splende. E allora l’insensatezza si fa greve, pesa, toglie il respiro. Invita ad andarsene prima degli altri, senza gli altri, per lasciare gli altri nell’inganno del buio che scambiano per luce. La voglia di diventare una stella del firmamento che guarda l’inutile affaccendarsi degli uomini si fa forte. Ma veda di resistere alla tentazione. Anche le stelle ogni tanto hanno nostalgia della terra. Intorno la metà di agosto molti le stanno a guardare in questa loro discesa. Lo faccia anche lei quest’anno. E per tanti agosti ancora. Lo faccia accanto a qualcuno, e ceda a lui un po’ di quell’incanto e di quel fascino che la sua anima vuole tutto per sé.