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La resistenza secondo Canale Italia

Pure essendo sempre stato impegnato nella militanza politica e sindacale a sinistra non sono stato esente da un atteggiamento comune alle generazioni che non avevavano partecipato direttamente alla resistenza contro il nazismo e il fascismo. Era un atteggiamento di ammirazione misto ad un fastidio per le forme di retorica delle rievocazioni fatte di cerimonie bandiere e medaglie.

L’atteggiamento delle generazioni successive, a partire ad esempio dal ‘77, è stato non solo irriverente, ma a volte dissacratorio, fino aagli assalti degli autonomi ai sacrari dei caduti. Negli anni più recenti dopo lo sdoganamento del neofascismo da parte di Berlusconi, assistiamo adirittura a tentativi di mettere sullo stesso piano fascisti e comunisti nella resistenza italiana. Cioè coloro che per vent’anni hanno vessato l’Italia, ucciso, incarcerato, esiliato,tortu
rato ogni forma di opposizione e coloro che sono stati determinanti nel liberare l’Italia e nel dotarla di una Costituzione democratica e repubblicana. Si mettono sullo stesso piano le vendette e le violenze da parte di alcuni partigiani all’indomani della liberazione e gli eccidi compiuti dai nazisti sotto la guida dei repubblichini di Salò. Che le vendette dei partigiani non fossero condivisibili mi pare quasi ovvio. Che sarebbe sato meglio processare Mussolini e la Petacci con gli altri gerarchi è vero, ma questo con gli occhi di oggi. In quei giorni si respirava altra aria e l’odio a lungo represso a prodotto i suoi guasti. E’ il momento di ragionare sulla possibilità di vivere la Resistenza come Memoria Condivisa. Invece Berlusconi dice alla radio che non si è mai recato, da presidente del consiglio, alle manifestazioni sulla resistenza perchè sono manifestazioni di una parte contro l’altra. Accade così, che in una usa televisione minore, per eccesso di zelo, alla vigilia del 25 Aprile si inviti un ex partigiano, un vispo signore vicino agli ottanta e un’altro signore in camicia nera, che dichiara di non averla indossata per caso e sventolando le foto di piazzale Loreto sbraiti un “Si vergogni” all’indirizzo del suo contendente che del resto prontamente risponde “ma si vergogni lei. Io credo che si debbano vergognare i dirigenti di Canale Italia, il conduttore, e gli ispiratori. Sono ancora lì, da topi sono divenuti nutrie, non sanno che co’è la democrazia, la usano solo per esistere.
Per questo ho cambiato idea. Con o senza retorica, parliamo di resistenza, facciamola conoscere ai ragazzi di oggi, avvertiamoli del pericolo che si corre nel fare del qualunquismo che fa di tutte le erbe un fascio (appunto!)