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Autobiografia di Rocco Siffredi

C'è chi pensa che Siffredi lavori nudo. Non è vero. La vera nudità la raggiunge fra le pagine della sua autobiografia. Come quando parla della morte di sua madre o del rapporto con suo padre

Io, Rocco
L’autobiografia di Rocco Siffredi

Rocco Siffredi

L’amico Pat ha pensato bene di regalarmi l’autobiografia di un certo Rocco Siffredi. Il motivo mi sfugge, ma il libro me lo sono letto in tre ore. Rocco: fulgido esempio per noi tutti (perché non di solo Kafka & Dante si può vivere…).
Ma il punto è un altro. L’inaspettata lucidità intellettuale di quest’uomo che, scopriamo, di ottimamente funzionante ha anche il cervello. Aggiungeteci, magari, un editor che sa fare bene il suo lavoro e avrete un libro interessante e umano, come hanno scritto anche sul Domenicale del Sole 24 ore di qualche settimana fa.
C’è chi pensa che Siffredi lavori nudo. Non è vero. La vera nudità la raggiunge fra le pagine della sua autobiografia. Come quando parla della morte di sua madre o del rapporto con suo padre.
Per capire che intendo con cervello funzionante leggete queste righe tratte dal capitolo L’ipocrisia dei media:

Dal momento in cui appari in televisione, devi mettere in conto che qualcosa di tuo, di molto intimo, è perduto. Diventi un prodotto televisivo e non importa più quello che sei, ti trasformi immediatamente in un messaggio massificato. […] Se sei una pornostar sei quotidianamente bombardato da richieste mediatiche di ogni genere. Ma, attenzione! Il porno in TV fa alzare l’audience. Esattamente come la violenza. E come pure ogni forma di esaltazione di uno qualsiasi degli aspetti più istintuali della nostra natura se trattati con morbosità strumentale. Eppure la televisione, spudoratamente, nega ciò che mostra mentre lo mostra, assumendo un atteggiamento pregiudiziale che la assolve preventivamente dal parteggiare per qualsivoglia contenuto. Questo comportamento non lo considero nemmeno vigliacco, questa per me è l’unica forma di volgarità possibile.
[…] La televisione fino a pochi anni fa era un meraviglioso mezzo d’intrattenimento per le famiglie, ora è il più grande strumento di potere, di guerra. Ha modificato i comportamenti naturali della gente, ha omologato i gusti, i desideri, le ambizioni. Ha annullato le peculiarità individuali, impedendone lo sfogo se non attraverso l’aggressività. E poi mi vengono a dire che il porno è diseducativo!
Rocco Siffredi, Io, Rocco (Mondadori 2006, pagg. 191)

Peter

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